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23 Settembre 2019

Post di: Carlo Cisbani

“Folgore” nel deserto (1a parte)

Una delle più grosse difficoltà psicologiche che dovettero superare i paracadutisti della Divisione “Folgore”, durante la “Campagna del Nordafrica”, fu quella di trovarsi, quasi a loro insaputa, sepolti nella sabbia del deserto. La cocente delusione di aver dovuto abbandonare il paracadute per essere declassati al rango di un regolare reparto di fanteria, fu un’umiliazione che,

Quel “Maggiolino” per niente matto!

“Penso sia difficile che questa autovettura possa piacere ad un acquirente medio. E’ troppo brutta e troppo rumorosa. Se intende costruire auto qui, giovanotto, lei è un dannato pazzo”. Nel 1945, con questa opinione, non certo incoraggiante, di un industriale britannico, Ivan Hirst, un ufficiale inglese di 29 anni, decise di andare avanti. Secondo lui

Amarsi da morire

“Questa è la signorina Bonnie Parker. Il mio nome è Clyde Barrow. Di solito rapiniamo banche….”. Con questa famosa “frase d’amore”, pronunciata dall’attore americano Warren Beatty, il regista Arthur Penn, nel 1967, con il film “Gangster Story”, portò sugli schermi di tutto il mondo la storia del criminale più ricercato nell’America degli anni ’30, con

Obiettivo raggiunto

“Operato questa mattina. Diagnosi non ancora completa, ma i risultati sembrano soddisfacenti e al di là di ogni aspettativa. Necessario comunicato per la stampa locale, dato che l’interesse si allarga a grande distanza. Il Dottor Groves è contento, torna domani. La terrò informata”. Con questo messaggio in codice, ricevuto alle 19,30 del 16 luglio 1945,

La donna che corre

“Probabilmente erano persone decenti. Erano solo state travolte dalla bufera che aveva investito il mondo». Sono le parole di James Bond che, nel libro di Ian Fleming, “Casino Royale” (il primo sulle avventure di 007), così descrivevano Vesper Lynd, la donna di cui si sarebbe innamorato e che lo avrebbe poi tradito e coloro che

Una vita in fuga

In un’Italia che rischiava di essere coinvolta in una guerra civile e che doveva fare i conti con la ricostruzione post bellica, lo sport del 1949 continuava a far sognare e ad illuminare la buia ed incerta realtà di tutti i giorni. Il “Grande Torino” incantava, non solo la sua città ma l’intera nazione, con

Il giorno del ricordo

La Legge 92, del 30 marzo 2004, ha istituito il “Giorno del Ricordo”, perchè uno degli avvenimenti più dolorosi e, ancora oggi, divisivi della nostra storia, recitando: “La Repubblica Italiana riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del Ricordo”, al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime

La Luna, cinquant’anni dopo Apollo 11

Era il 20 luglio 1969, proprio cinquant’anni fa, quando l’astronauta Neil Armstrong mise per primo, nella storia dell’uomo, il suo piede sulla superficie rocciosa e polverosa della Luna che lasciò un’impronta perenne. Non appena si rese lucidamente conto della grandezza di quell’evento, disse: “Un piccolo passo per un uomo, un grande passo per l’umanità”. La

Italia distratta

A volte, riflettendo su quello che accade nel nostro Paese, ci si rende conto di quante stranezze esso sia complice. Accadono fatti che, anche se banali, con assoluta naturalezza ed immediatezza, corrono sulla bocca di tutti, destando un interesse collettivo dalle proporzioni smisurate; capita, altresì, che eventi eclatanti e tragici vengano, invece, gettati nel dimenticatoio

Ombre sulla coppa

Mancavano solo quattro mesi al fischio iniziale che l’11 luglio 1966 avrebbe dato il via, in Inghilterra, al Campionato Mondiale di Calcio e che avrebbe visto la squadra di Sua Maestà imporsi nella finale, battendo 4 a 2 la Germania dell’Ovest, nei tempi supplementari. Il 20 marzo, a Londra, in occasione di una mostra di

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