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19 Settembre 2019

La Universiade 2019, Napoli e i giovani


Il 3 luglio ha avuto inizio la XXX Universiade ed.2019. Palcoscenico della cerimonia di apertura la città di Napoli che ospita, con tutta la Campania, la 30esima edizione. Precisamente dal nuovo stadio San Paolo, riqualificato per l’occasione, è andata in onda la manifestazione in diretta tv in 140 paesi con 1.420.000 spettatori. Uno spettacolo magnifico, che ha visto presenti le principali istituzioni del nostro paese ed inviati di tutto il mondo, anche se a qualche importante testata giornalistica italiana l’evento pare sia sfuggito.

Spalti pieni, in trentamila hanno affollato un San Paolo veramente bello da 55mila posti a sedere e dotato finalmente di maxischermi. Un lavoro difficile realizzato in poco tempo. In circa 10 mesi, oltre allo stadio di Napoli, sono stati ristrutturati altri 70 impianti sportivi: una sfida impossibile, ma vinta!

In tribuna il presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontra la mascotte della manifestazione: la piccola Noemi, ferita in un agguato il 3 maggio scorso. Assieme a Mattarella, il presidente della Camera Roberto Fico, l’arcivescovo di Napoli Cardinale Crescenzio Sepe, e il numero uno della Fisu (Federazione Internazionale Sport Universitari) Oleg Matytsin.

Hanno sfilato circa 8mila atleti provenienti da più di 100 nazioni. Le delegazioni che hanno brillato per simpatia sono quelle che, con una certa dose di ruffianeria, sono andati dritti al cuore dei napoletani: argentini e brasiliani. I primi hanno mostrato al San Paolo la maglia di Diego, El Pibe, i secondi invece hanno sfilato vestiti da chef e pizzaioli.

Lo show targato Marco Balich, un must delle cerimonie olimpiche e non solo, è dedicato allo sport e alla fratellanza tra i popoli, con oltre 800 performer, led, giochi di luci, e proiezioni. L’allestimento scenico ha trasformato il San Paolo in un grande golfo con tanto di Vesuvio ricostruito davanti alla Curva B. Una grande “U” a simboleggiare al contempo l’Universiade e l’abbraccio agli atleti offerto dal golfo di Napoli.

Di grande impatto l’ingresso della sirena Partenope, al secolo Maria Felicia Carraturo, pluriprimatista italiana di apnea in assetto costante no limits, che solca il terreno di gioco, come fosse mare, con uno strascico di 60 metri.

E poi musica e balli. Tra gli artisti il rapper Livio Cori e Anastasio, Iaia Forte, nei panni di Toto’, il coro del Teatro Verdi di Salerno, Andrea D’Alessio, la fanfara dei carabinieri che esegue l’Inno di Mameli e in chiusura il concerto di Andrea Bocelli. Malika Ayane canta “L’italiano”, anche se avremmo preferito “Caruso” o la più internazionale delle canzoni napoletane “O’ sole mio”.

Ballerini provenienti da diverse scuole hanno omaggiato la cultura popolare napoletana portando in scena Pulcinella e le altre maschere della commedia dell’arte. Emozionante la coreografia che si sovrappone al tuffatore di Paestum.

Altro colpo straordinario l’esplosione di allegria di Bebe Vio, la pluri campionessa mondiale e paraolimpica di scherma, esempio di determinazione e positività, che felice e sorridente, come sempre, in uno splendido abito rosso Armani, consegna al corazziere il Tricolore.

Infine il magnifico Lorenzo Insigne, figlio del Vesuvio e capitano del Napoli, che vestito di un azzurro italico, con la maglia n. 10 colpisce il pallone infuocato che si staglia in vetta al vulcano provocandone un’eruzione di luce.

Unica nota stonata i fischi al sindaco de Magistris, al governatore De Luca e alla delegazione francese e tedesca, con chiaro riferimento ai loro governi. Una contestazione pleonastica ed inopportuna. Non era certo quella la sede adatta per manifestare il dissenso politico. Alla manifestazione di apertura dei giochi olimpici si applaude soltanto. Si acclamano i giovani che gareggiano uniti sotto la luce della fiaccola olimpica, diffondendo armonia e pace fra i popoli.

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