Chitarra Classica – Una conversazione con Eliot Fisk


Introduzione:
Dopo un’attesa di circa un anno, lo scorso 19 aprile ho avuto il piacere di conversare con un altro grande artista: Eliot Fisk, il celebre allievo di Andres Segovia. È stata una grande opportunità riuscire ad avere la sua testimonianza circa quello che è stato uno dei periodi più fecondi per il mondo della chitarra.
Diversamente dal solito, questo articolo è la sintesi di una videochiamata di circa due ore fatta insieme al maestro Antonio Grande.

“Considero Eliot Fisk uno dei giovani artisti musicali più brillanti, intelligenti e dotati dei nostri tempi, non solo tra i chitarristi ma in tutto il campo generale degli strumentisti. La sua tecnica chiara e flessibile, il suo stile nobile nell’interpretare la bellezza delle composizioni classiche così come la musica colorata di oggi, lo pongono ai vertici del nostro mondo artistico”. (Andres Segovia)

Biografia
Eliot Fisk ha studiato all’Università di Yale con il clavicembalista Ralph Kirkpatrick, diplomandosi nel 1976 con lode. In seguito, ha istituito il Dipartimento di Chitarra presso la stessa Yale School of Music. Dall’età di 19 anni, ha stretto una profonda amicizia con il celebre Maestro Andres Segovia, di cui è diventato uno degli ultimi allievi.
Da oltre 50 anni si esibisce nelle sale più importanti al mondo sia in recital per chitarra sola sia con partners internazionali come il chitarrista P. Peña, la flautista P. Robison, il violoncellista Y. Hanani, i violinisti G. Kremer e J. Bell e i quartetti Miró, Shanghai e Arditti ed ha collaborato in progetti cross over con Ute Lemper, Richard Stolzman, Bill Frisell, Burhan Öchan, Joe Pass, Lucero Tena e lo specialista di musica turca Burhan Öçal.
Ha ampliato il repertorio chitarristico trascrivendo opere di Bach, Scarlatti, Frescobaldi, Mozart, Haydn, Paganini, Schubert, Mendelssohn, Granados, Albeniz ed è dedicatario di lavori di compositori di fama internazionale quali: il celebre e compianto Luciano Berio, che gli ha voluto dedicare la famosa “Sequenza per chitarra”, L. Balada, R. Beaser, N. Maw, G. Rochberg e K. Schwertsik, ed altri ancora. Nella primavera del 2017, Eliot Fisk ha presentato in anteprima mondiale “Son Dementes Cuerdas” di Hilda Paredes con il famoso Arditti String Quartet con esibizioni in due continenti culminate alla Wigmore Hall di Londra

Eliot Fisk si è distinto anche come prolifico artista discografico: nel 1996 ha inciso in esclusiva, su incarico di M.me Emilia Segovia, Marquesa di Salobreña, alcune composizioni inedite del marito, e molti dei suoi dischi sono diventati dei veri e propri Best Sellers della musica classica. Tra i più importanti ricordiamo: l’incisione dei 24 Capricci di Paganini, l’incisione delle 6 Trio Sonate BWV 525 –530 (con il cembalista Albert Fuller), le 6 Sonate e Partite BWV 1001 – 1006 di J.S. Bach per violino solo, il disco dedicato alle opere scritte per Fisk dal George Rochberg, una registrazione del Concierto Magico di Leonardo Balada con il M° Jose’ Serebrier e l’Orchestra di Barcellona e la tanto attesa pubblicazione del monumentale Concerto per chitarra di Robert Beaser (dedicato sempre ad Eliot Fisk) per LINN Records nel 2017 ha suscitato critiche entusiastiche online e sulla stampa. Tra le più recenti incisioni ricordiamo Kollwitz Konnex per soprano e chitarra di Ralf Gawlick (Musica Omnia) il Concerto pop di Anthony Paul de Ritis con Gil Rose alla guida del Boston Modern Orchestra Project, una coppia di CD di nuova musica dedicata e trascritta da Fisk su opere di Beaser, Corigliano, Schwertsik e Rochberg (Wildner Records) e dischi in duo con la leggenda del flamenco, Paco Peña (su Nimbus Records) e il violoncellista, Yehuda Hanani (Albany Records).

Nel giugno 2006, il re Juan Carlos di Spagna, ha conferito a Eliot la “Cruz de Isabel la Católica” per il suo servizio alla causa della musica spagnola. I precedenti destinatari di questo onore includevano Andres Segovia e Yehudi Menuhin.
Attualmente il Maestro Fisk è docente presso l’Università Mozarteum di Salisburgo e il Conservatorio del New England – USA, è il fondatore e direttore artistico del Boston Guitar Fest e della Eliot Fisk Guitar Academy e dal 2017 tiene il seminario “Cinque secoli di chitarra” presso l’Accademia Chigiana di Siena.


Intervista

Ho il piacere di intervistare Eliot Fisk!
Quando mi risponde, mi sale un brivido di emozioni, un tempo sarebbe stato impensabile anche solo immaginare ciò che sto vivendo. La conversazione, dopo i preliminari, prende una direzione molto personale e inattesa. Il maestro inizia a raccontarmi doviziosamente della sua famiglia ed in particolare del fratello Matthew e si sofferma moltissimo nel descrivere quanto quest’ultimo, affetto da sindrome di Down, abbia influito sulla sua personalità di uomo e artista.
Eliot Fisk ha ricevuto la sua prima chitarra all’età di sette anni. Il padre l’acquistò su suggerimento della madre con l’intenzione di farlo suonare in casa per allietare l’intero nucleo familiare e coinvolgere il fratello, persona molto sensibile musicalmente ed emotivamente. Il maestro ha raccontato di quando il padre ritornò a casa con due strumenti: una chitarra ed un banjo. Questi erano “tra i peggiori strumenti mai fabbricati sulla terra”, ed era quasi impossibile riuscire a suonarli.
Tuttavia, Eliot Fisk non si fece scoraggiare ed iniziò a suonare come autodidatta. Successivamente fu la madre a suggerirgli di prendere delle lezioni. Tra le persone contattate la scelta ricadde su un appassionato che aveva avuto modo di frequentare le lezioni del Maestro Segovia, un italoamericano di nome Pietro Colonna, una persona che gli fece amare lo strumento.
Successivamente il padre, professore universitario, si trasferì in Svezia per motivi di lavoro ed il giovane Eliot trascorse un altro lungo periodo in cui continuò ad esercitarsi da solo, fino a quando non conobbe un altro chitarrista del posto che gli fornì una guida.
Al termine della scuola primaria rientrò a Filadelfia e, mentre era intento in un negozio di strumenti musicali a provare una nuova chitarra, fu notato dal proprietario che, visto il talento del ragazzo, suggerì al padre di fargli prendere lezioni.
Allora c’era soltanto un maestro all’altezza del ruolo: William Viola, un didatta molto severo con cui Eliot Fisk ha studiato per due anni. In questo periodo, dai dodici ai quattordici anni egli ha appreso il repertorio di Andres Segovia: è stato un periodo di studio intenso e “ferocemente disciplinato”. In seguito intraprese dei corsi periodici con il maestro Ghiglia ad Aspen in Colorado.
Successivamente ebbe modo di conoscere la vedova di Augustine, la Signora Rose che, notato il talento del giovane, gli favorì l’incontro con persone che erano in amicizia con il maestro Segovia. Quando la Sig.ra Rose assistette al concerto di Eliot Fisk fece pervenire il programma al maestro andaluso il quale restò molto sorpreso da un recital così impegnativo.
Il maestro ricorda ancora quel programma che contemplava nella prima parte quattro Fantasie di F. da Milano, a seguire quattro Sonate di Scarlatti e la Ciaccona di Bach. Nella seconda parte eseguì il Capriccio Diabolico di Castelnuovo Tedesco, il Nocturnal di B. Britten ed alcuni studi di H.V.Lobos.

Essendo stato uno degli ultimi allievi di Segovia, invito Eliot Fisk a raccontarci di questa esperienza che lo vide coinvolto, allora diciannovenne, con il grande concertista ottantunenne. Dopo un breve sorriso il maestro ci fa notare che la somma delle rispettive età raggiungeva un secolo.
Nel febbraio del 1974 insieme alla Sig. Rose Eliot Fisk si recò presso l’hotel dove alloggiava il maestro Segovia, a New York, ricorda ancora il numero della stanza (1010), che si trovava alla fine del corridoio. Qui si trovò al cospetto della Leggenda…lui che soltanto dodici anni prima aveva imbracciato una chitarra. Il maestro Segovia si dimostrò molto contento di vedere Eliot Fisk e lo invitò a suonare, cosa che egli fece iniziando con tre movimenti della Partita in Si minore per violino solo di Bach e proseguendo con quattro Sonate di Scarlatti, musicista molto gradito a Segovia. L’esecuzione piacque talmente tanto che il maestro annuì con una strizzatina d’occhio e disse muy bien! Eliot Fisk proseguì con la Ciaccona BWV 1004.
Da allora iniziò una frequentazione molto assidua e proficua con il maestro Segovia, che ogni anno in autunno si recava in America. Eliot Fisk seguiva i suoi corsi e spesso lo raggiungeva nell’hotel dove alloggiava. Fu un rapporto che si estese anche oltre l’ambito artistico/professionale.
Successivamente il Maestro Fisk fu allievo di Oscar Ghiglia, “Oscarone” come è solito chiamarlo; le sue lezioni contribuirono molto alla formazione musicale ed artistica. La conoscenza con il maestro Oscar Ghiglia avvenne nel 1968, quando suonò per la prima volta a Filadelfia, ed Eliot Fisk ricorda ancora l’emozione generale che provocò il trovarsi di fronte ad un tale artista, musicista e uomo di cultura.
Il maestro traccia un bellissimo ricordo delle lezioni ricevute da Ghiglia alla Chigiana di Siena, sede in cui, a sua volta, è stato invitato a tenere un seminario nella seconda decade del mese di agosto.
In seguito, Eliot Fisk fu anche allievo di Alirio Diaz con cui tenne una serie di lezioni.
Ritornando a parlare di Segovia il Maestro lo descrive come una persona molto semplice, una persona vera. Tra i due ci fu un significativo rapporto epistolare del quale Eliot Fisk conserva ancora una dozzina di lettere manoscritte.
Il maestro poi ci ha raccontato di quando ha partecipato al concorso a Leeds e di come alcuni componenti della giuria boicottarono sia lui che il bravissimo Stefano Grondona, meritevole di essere premiato. Questo episodio amareggiò molto Segovia ma allo stesso tempo diede lo spunto al maestro andaluso di scrivere la famosa lettera in cui definisce Fisk “uno dei giovani artisti musicali più brillanti, intelligenti e dotati dei nostri tempi, non solo tra i chitarristi ma in tutto il campo generale degli strumentisti. La sua tecnica chiara e flessibile, il suo stile nobile nell’interpretare la bellezza delle composizioni classiche così come la musica colorata di oggi, lo pongono ai vertici del nostro mondo artistico”. Si era instaurata una relazione speciale che durò fino alla fine della vita del leggendario maestro. Insieme a Christopher William Parkening, Eliot Fisk rappresenta l’ultima generazione dalla scuola diretta di Segovia e per questo egli si definisce un “romantico” nella pura accezione del termine.
La conversazione prosegue ricordando il compositore Luciano Berio che, dopo averlo ascoltato nel 1987 presso il suo podere di Radicondoli (provincia di Siena), rimase attratto dall’esecuzione della Ciaccona di Bach. Dall’amicizia con Berio nacque la “Sequenza per chitarra”, eseguita in prima assoluta a Rovereto il 20 aprile 1988; uno dei brani più rappresentativi del repertorio per chitarra del Novecento.
La videochiamata si conclude parlando dei giovani chitarristi di oggi e del loro avvenire. Fisk sostiene che in Italia la situazione è più difficile che altrove, in ogni caso ritiene che ogni giovane dovrebbe impegnarsi ad auto-analizzarsi e dovrebbe scegliere la strada artistica a lui più confacente. Eliot Fisk dedica una parte della sua attività didattica alla stesura di un business plan per ciascun allievo, per valorizzare ogni sua specifica attitudine: ciascuno studente richiede un approccio didattico diverso dall’altro ed è importante anche conoscere approfonditamente il suo vissuto personale. Un bravo maestro è come un sarto che cuce abiti su misura. Fra due semestri Fisk raggiungerà l’età della pensione al Mozarteum di Salisburgo e potrà dedicarsi più intensamente anche alla promozione di giovani artisti. La versatilità e la contaminazione della musica con altre forme d’arte sembrano attualmente le strade più percorribili. Nel frattempo, tra una chiacchiera e l’altra, sono trascorse più di due ore.
Grazie maestro Fisk per il tempo che hai voluto dedicare a Weekly Magazine!