La danza sanguinaria del Centrodestra: alla ricerca dell’ orchestrina perfetta per il Green Deal europeo


Elezioni europee 2024: intrighi, tradimenti e ambizioni si intrecciano nella corsa al potere nel centrodestra italiano.


Ah, l’aria di primavera nel 2024 porterà con sé uno spettacolo irresistibile: la danza delle ambizioni e delle strategie nel selvaggio mondo del centrodestra italiano in vista delle Elezioni Europee. Come in un intrigo shakespeariano, i nostri eroi sin da ora si affrontano sul palcoscenico politico, sfidando le leggi della gravità e della coerenza. La pièce si apre con una lotta epocale: chi avrà il potere di decidere il futuro del Green Deal europeo?

Nell’arena si ergono Giorgia Meloni, la “dama di ferro” di Fratelli d’Italia, temendo di sbagliare con il suo sguardo fisso sull’attuale presidenza della Commissione, e Matteo Salvini, l’astuto comandante della Lega, che mira a preservare la sua base elettorale tradizionale. In una mossa audace, Meloni potrebbe considerare persino l’opzione di “pieni poteri”, cercando di sfuggire all’ombra ingombrante di Salvini e dei suoi tirapiedi della destra extraparlamentare.

Ma la danza si infittisce con l’entrata in scena di Piersilvio Berlusconi, il principe ereditario di Forza Italia, tentato dal richiamo dell’arena politica. Potrebbe Pier Silvio, da tempo rinchiuso nel regno mediatico di Mediaset, diventare il nuovo comandante del partito azzurro, evitando una altrimenti quasi necessaria fusione o convergenza con Fratelli d’Italia?
Oppure, come un moderno Artù alla ricerca della spada nella roccia, troverà il suo destino altrove?

E poi c’è Giovanni Toti – il gentiluomo di una Liguria che nuovamente ambisce di ritornare ad antichi fasti -, che sogna di unire le forze delle liste civiche moderate. Ma il suo invito sibillino a unirsi a Forza Italia risuona come una sfida a Giorgia Meloni, che controlla con fermezza soltanto Fratelli d’Italia.

Nel bel mezzo di questa trama politica avvincente, è spuntato all’improvviso Roberto Vannacci, con il suo controverso libro e le sue parole infuocate. Il generale fa di fatto parte di un nuovo partito “destra-destra”, ancora sommerso nelle opinioni, talora discutibili, circolanti nella testa di nutrito numero di Italiani, ma pronto a reclamare
la sua parte di spazio nell’arena politica. E Salvini, come il regista di questa commedia politica, cerca di cavalcare l’onda del consenso sostenendo il generale, ignaro che il suo gioco potrebbe indebolire le fondamenta della sua stessa coalizione.

Ma attenzione, perché anche Gianni Alemanno entra in scena, come un vecchio leone che non vuole passare inosservato. Con il suo sguardo fisso sulle elezioni europee, Alemanno cerca di riconquistare il suo posto nella politica italiana, promettendo un nuovo partito “rossobruno”, memore di una certa destra sociale, che agita le acque già agitate del centrodestra.

E che dire di Maurizio Lupi, il centrista intransigente? Lui che sogna di una federazione delle forze di centrodestra, pronto a unire i conservatori, i popolari e persino i liberali sotto un unico ombrello. Ma i desideri di Lupi potrebbero trovarsi di fronte a una realtà più complicata, con le ambizioni dei vari attori che si scontrano e si sovrappongono in una lotta senza esclusione di colpi.

E così, mentre il sole si alza sui giochi politici del centrodestra italiano, la danza continua. Ambizioni si scontrano, alleanze si formano e si sgretolano, tradimenti e sorprese si materializzano all’orizzonte. E noi, spettatori di questa tragicommedia politica, non possiamo fare altro che aspettare e vedere come questa intricata trama si sviluppa, sperando che alla fine qualcuno riesca a ballare in armonia con il Green Deal europeo. Ma sappiamo tutti che nella politica italiana, la musica cambia più velocemente di un tango argentino.