La cattedrale che affascinò il diavolo


La Frauenkirche, la cattedrale di Nostra Signora a Monaco di Baviera, è un simbolo del capoluogo bavarese che dall’alto dei 99 metri dei suoi due campanili con la cupola a forma di cipolla, domina il centro storico della città. Questa chiesa simbolo della città, che è anche sede dell’Arcivescovo di Monaco e Frisinga, non dista molto da Marienplatz e val bene una visita il attesa delle figurine danzanti che a mezzogiorno rallegrano i turisti al suono del carillon dell’orologio del Municipio. Anche se meno antica della sua vicina Peterskirche, questa chiesa cattolica è da secoli uno dei simboli indiscussi della città.
La prima pietra per la costruzione della chiesa fu posta nel 1468 secondo il volere di Sigismondo di Baviera e ci vollero appena 20 anni per portarla a termine, un record per quei tempi!
Le torri che tutti conosciamo furono realizzate in seguito, nel 1525. Le due cupole a forma di cipolla (le cosidette Welsche Hauben), furono costruite ispirandosi direttamente alla Cupola della Roccia di Gerusalemme. Esse furono in città il primo notevole esempio dell’architettura del primissimo Rinascimento. La cattedrale è infatti un esempio di tardo gotico tedesco e il progetto originario prevedeva che i due campanili finissero con alte guglie come il duomo di Colonia. Noncè ben chiaro perché questo progetto non sia stato seguito, ma indubbiamente le due cipolle costituiscono un grande richiamo per i turisti.
La cattedrale, come quasi tutti i simboli per eccellenza della Germania, durante la guerra subì notevoli danni a causa dei bombardamenti alleati. L’unica grande cattedrale che fu risparmiata fu proprio il duomo di Colonia, e per molti tedeschi ciò lo si deve a un miracolo.
I lavori di restauro iniziarono già sul finire degli anni ’40 e la chiesa fu riaperta al pubblico e alle funzioni religiose nel 1994, sebbene in occasione delle Olimpiadi del 1972 era già possibile visitare l’ingresso.
Non appena entrate nella Frauenkirche, appena prima della cancellata in ferro che sancisce l’ingresso principale nella cattedrale, potrete notare sul pavimento l’impronta di un piede ben visibile nel marmo. La leggenda narra che questa non e un’impronta qualsiasi ma bensì è l’impronta del piede del Diavolo, conosciuta anche come la ‘Teufelstritt’.


Si racconta che durante la costruzione della Frauenkirche un architetto molto sicuro di se aveva scommesso col Diavolo che la Chiesa sarebbe stata realizzata senza finestre.
Alla fine della costruzione il Diavolo tornò all’interno della Frauenkirche e rise all’idea dell’inutilità di una chiesa senza finestre. Facendo però un ulteriore passo in avanti, si accorse di essere stato imbrogliato in quanto le finestre c’erano eccome.
Dal punto in cui si trova l’impronta per via del posizionamento dei pilastri non si vedono le vetrate (a fine 400 la vetrata centrale era coperta da un grande altare). Accortosi di essere stato raggirato, lasciò un’impronta sul pavimento e andò via trasformandosi in una ventosa tempesta.
Superando la cancellata della Frauenkirche, alla vostra destra, non potrete non notare il monumento funebre di Ludwig IV il Bavaro (1282-1347), anche perché non passa inosservata una statua a grandezza naturale di un uomo che brandisce con aria severa una considerevole spada. Il sarcofago di questo imperatore è circondato da quattro cavalieri inginocchiati con in mano degli stendardi, i quali rappresentano la pace e la guerra. Tornando all’architettura della Frauenkirche, sappiate che l’edificio è orientato verso est. Entrando nel Duomo dal portale principale collocato ad ovest, lo sguardo quindi si rivolge ad oriente, dove si leva il sole. Su questo orientamento ci fu un progetto ben preciso: come la luce solare di Dio si diffonde da oriente, anche l’unica fonte di luce diretta visibile solo dalla entrata principale, è data dalla grande finestra ad est opposta all’ingresso. Solo inoltrandosi nella cattedrale si schiudono alla vista tutte le altre sorgenti luminose.


Qui potrete ammirare l’interno a tre navate che ospita delle stupende vetrate; solo alcune di queste sono ancora quelle originali in quanto la maggior parte sono state distrutte durante la Seconda Guerra Mondiale.
All’interno della Frauenkirche ci sono tante altre cose da vedere; quelle che secondo noi sono degne di nota, sono le figure gotiche in legno raffiguranti gli apostoli, opera di Erasmus Grasser (lo stesso artista dei Moriskentänzer al Münchner Stadtmuseum’s), la statua a grandezza naturale di San Giorgio (opera realizzata da Hans Leinberger), le reliquie di San Benno, il santo patrono della città e il monumento dedicato a Papa Benedetto XVI, arcivescovo della diocesi locale.
Nella cripta (con accesso dietro l’altare maggiore) potrete visitare le tombe di alcuni esponenti della famiglia Wittelsbach (la stessa della principessa Sissi) tra cui quella di Ludwig III (1845-1921), ultimo Re della Baviera e del cugino Ludwig II, il re folle che faceva costruire palazzi e castelli solo perché si annoiava (bellissimo quello di Neuschwanstein presso Füssen)..
Per chi volesse poi vedere il centro storico della città dall’alto, è possibile visitare i due campanili gemelli che offrono uno spettacolare panorama su gran parte della città.
Piccola curiosità: nella Frauenkirche possono prendere posto in piedi fino a 20.000 persone. La cosa divertente è che quando la chiesa fu ultimata, Monaco di Baviera contava solo 13.000 abitanti!
Se vi trovate nel centro storico della città, assicuratevi di visitare la Frauenkirche, il simbolo di Monaco di Baviera. La cattedrale è imponente e bellissima ed è il luogo ideale per conoscere la storia bavarese. E se siete fortunati, potrete anche guardare le alpi bavaresi dall’alto dei suoi campanili!