F1 – Dov’è la Ferrari?


Anche il Gran Premio del Brasile ha replicato un copione oramai trito e ritrito. Una Ferrari scesa in pista senza mordente e senza combattività. In questo la Red Bull, nel finale di stagione con un Verstappen in grandissima condizione e fortemente volitivo, la sta sopravanzando.
L’autodromo Josè Carlos Pace a San Paolo del Brasile è lungo 4,3 Km, da percorrere per ben 71 volte per un totale di 305 km. La prima curva del circuito è stata ribattezzata S di Senna in ricordo di Ayrton. Peccato che per la prima volta nella storia, quest’anno non vi saranno in gara piloti brasiliani nel gran Premio del Brasile.
Per gli amanti delle statistiche si ricorda che solo in 6 delle ultime 18 gare la vittoria è andata al pilota che partiva in pole position. Ma Hamilton non è tipo da farsi condizionare dalle statistiche.
La scelta delle gomme per tutti , nelle prime 10 posizioni è per le rosse supersoft, tranne per le Ferrari che montano le gialle soft.
In occasione dell’avvio del giro di riscaldamento, Vettel ha un problema con il settaggio e parte con un bel po’ di ritardo.
Si parte e Vettel affianca il campione del mondo in partenza, ma è poco incisivo (strano?) e Bottas è una furia e lo sorpassa alla prima curva , laddove il ferrarista ha un bloccaggio.
Al terzo giro Max Verstappen , autore del giro più veloce si beve in un nonnulla Raikkonen e per poco non supera anche Vettel. Davvero un finale di stagione in crescendo per l’uomo di punta Red Bull. Ma l’olandese non è domo e dopo poche curve sorpassa anche Vettel e si porta in terza posizione, stranamente la scelta delle gomme non paga, e dopo poco Vettel ha un bloccaggio e Raikkonen ne approfitta e lo scavalca portandosi in quarta posizione.
La gara è molto interessante anche perché al nono giro le prime sei sono vicinissime, ed infatti Verstappen attacca e vince il duello con Bottas e vola in seconda posizione.
La gara si spacca in due tronconi, lì davanti Hamilton e Verstappen volano e si staccano, mentre Bottas fa da tappo a Raikkonen, Vettel e Ricciardo , rallentandoli in modo vistoso. Le Ferrari non riescono a superare il pilota Mercedes e la gara ne perde in termini di interesse .
Al 19.mo giro iniziano i pit stop e Verstappen taglia il traguardo con il giro più veloce.
Hamilton, anche a causa del logorio dei pneumatici esce per il cambio gomme, e dalla direzione gara arriva il comunicato che il tempo totale perso per il pit stop, è di appena 21,5 secondi.
Al 25.mo giro appare in modo imbarazzante la mancanza di ritmo da parte di Vettel che incassa un distacco netto anche da parte del compagno di squadra.
Al 27.mo giro Hamilton perde 1 secondo da Verstappen che è ancora in pista con le gomme usurate seppur supersoft, mentre il pilota Mercedes ha montato le medium. Vettel esce e fa un cambio gomme nel tempo spaventoso di 1’’ e 9.
Ricciardo, liberatosi di Sebastian Vettel, fa il giro più veloce. Intanto Verstappen sta spingendo e tanto, e si porta a +20’’ da Hamilton, tentando di guadagnare qualche altro secondo prima di cambiare le gomme. Al 34.mo è a +20,4.
Dalla scuderia arriva l’ordine per Vettel di far passare Raikkonen in modo da andare a prendere Bottas.
Al 39.mo giro Verstappen è attaccato agli stinchi di Hamilton, lo morde, gli fa sentire il fiato sul collo ed in modo irriverente lo sorpassa con grande facilità ed in due giri è già a +2 secondi.
Al 45.mo giro la sorpresa che nessuno si aspetta, Verstappen oramai lanciato in prima posizione e staccatosi da Hamilton, affronta il doppiaggio di Ocon su Force India con motore Mercedes M09 EQ Power +. Il pilota doppiato, stranamente, visto il suo comportamento sempre esemplare, tenta contro tutte le logiche e regole della gara, di attaccare nella curva successiva al sorpasso subito, la Red Bull di Max e lo tampona sulla ruota posteriore destra , mandandolo fuori pista. Assurdo il tentativo di tenere la staccata nonostante fosse doppiato.
Ad avvantaggiarsene è un meravigliato Hamilton che si insedia al primo posto in gara per non lasciarlo più. Una manovra folle che danneggia ingiustamente il pilota olandese. Vengono in mente cattivi pensieri visti gli interessi comuni tra la Mercedes e la Force India. Christian Horner , team principal della Red Bull è totalmente incredulo. A fine gara Helmut Marko plenipotenziario della Red Bull e Toro Rosso ci va giù pesante, ipotizzando una manovra dettata dalla Mercedes, visto il fatto che Ocon è sotto contratto con la Mercedes e gli è stato promesso un posto l’anno prossimo e chiosa con la frase “è assurdo che un idiota così venga penalizzato di soli 10 secondi…. Credevo lo avrebbero fermato”.
Una federazione sempre meno capace di sanzionare i comportamenti scorretti della Mercedes o a vantaggio della stessa.
Finisce la gara ed Hamilton vince per la seconda volta in carriera il Gran Premio del Brasile, ringraziando il compagno di squadra Ocon,
Secondo Verstappen seguito da un ottimo Raikkonen per la dodicesima volta in stagione sul podio. Seguono Ricciardo, Bottas ed un sempre più anonimo Vettel, che perde per l’ennesima volta l’occasione per dare un lampo ad una stagione che sta finendo davvero male. Infatti alla luce delle posizioni in questa gara la Mercedes si aggiudica per la quinta volta consecutiva il titolo di campione del mondo costruttori.
Da Monza in poi, con una prima fila tutta rossa, è stato il delirio. E’ coinciso, l’inizio del crollo Ferrari, con la notizia dell’aggravarsi delle condizioni di salute di Sergio Marchionne poi sfociate nella prematura dipartita dell’amministratore della casa di Maranello.