Paul Kern, il soldato che non dormiva


Prima Guerra Mondiale. Uomini, Soldati, Eroi. Paul Kern e la sua incredibile storia. (1884 – Budapest, 1955).

Pál Kern (Paul in tedesco) fu un militare Ungherese a cui un soldato russo sparò alla testa nel 1915 durante la Grande Guerra. Il proiettile non lo uccise ma rimosse parte del lobo frontale, rendendogli impossibile dormire. Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, il giovane Paul Kern si unì a milioni di connazionali ungheresi nel rispondere all’appello per vendicare la morte del loro arciduca, Francesco Ferdinando. Si unì all’esercito ungherese e, poco dopo, al corpo d’élite delle truppe d’assalto che avrebbe aperto la strada allo sgombero delle trincee russe sul fronte orientale. In questo ruolo compì azioni temerarie che gli valsero una medaglia al valor militare.
Un anno dopo venne trasferito in un’altra compagnia dove venne premiato per aver difeso un importante settore malgrado i suoi compagni fossero stati abbattuti. In battaglia, un Soldato Russo gli sparò in testa, rimuovendogli parte del lobo frontale. Fu portato all’ospedale di Lemberg (Leopoli) dove, dopo essersi risvegliato, non prese mai più sonno. Per tutta la vita.
Il sonno è considerato una parte necessaria della vita umana. Ci sono molte ragioni fisiche per questo: il sonno provoca il rilascio di proteine nel cervello, interrompe le sinapsi non necessarie e ripristina la funzione cognitiva. Le persone che non dormono hanno allucinazioni e cambiamenti di personalità. L’insonnia ha persino ucciso i topi da laboratorio.
Ma per 40 anni Paul Kern non ha sperimentato nessuno di questi sintomi. Il suo problema più grande con l’essere sveglio 24 ore al giorno erano i costi associati all’essere sveglio e funzionante per quelle otto ore in più. Secondo quanto riferito, i medici che hanno visitato Kern all’inizio erano scettici, ma Kern ha viaggiato in lungo e in largo, consentendo a chiunque volesse esaminarlo di farlo. L’uomo è stato sottoposto a raggi X negli ospedali dall’Austria all’Australia, ma non fu mai trovata alcuna causa che potesse essere fatta risalire al proiettile che gli è passato attraverso la tempia destra. Un medico ha anche teorizzato che Kern si sarebbe probabilmente addormentato per secondi alla volta durante il giorno, senza rendersi conto di aver mai dormito, ma nessuno aveva mai notato che Kern si addormentasse in quel modo. Altri medici credevano che il proiettile avesse strappato via tutta l’area fisica del cervello che doveva essere rigenerata durante il sonno. Tutti credevano che a causa del suo disturbo avrebbe dovuto affrontare una morte prematura.
Il Dr. Frey, un professore dell’università di Budapest analizzò il caso Kern ma non fu capace di trovare la causa della sua anormalità. Secondo le testimonianze non riuscì più a dormire per 40 anni, fino alla sua morte. Dopo aver lasciato l’esercito, Kern si trasferì a Budapest, dove lavorò al Dipartimento delle Pensioni.
Kern morì nel 1955, esattamente quarant’anni dopo l’accaduto, in quella che oggi sarebbe considerata un’età relativamente giovane. La sua veglia provocava mal di testa solo quando non riposava gli occhi per almeno un’ora al giorno: doveva infatti ogni tanto dare la necessaria pausa al nervo ottico. Ma dal momento che gli era stato restituito un terzo in più dei suoi giorni, egli trascorse il suo tempo con saggezza, leggendo e passando parte dei suoi giorni con i suoi amici più cari. Sembra che abbia sfruttato al massimo gli anni che avrebbero dovuto essere persi a causa del proiettile russo in quel lontano 1915.

Vittorio M. Bobba
18 agosto 2022

Foto 1 (Archivio Storico Biblioteca Nazionale d’Austria): Paul Kern durante la Grande Guerra
Foto 2: Paul Kern nel 1930.

Fonti:
Businessinsider.com
wikipedia