Juventus-Napoli, più forti del Coronavirus


Nella 20esima giornata di campionato la sfida più intensa è quella che viene disputata non in campo ma prima tra le Asl a colpi di diktat.
Si attende fino all’ultimo minuto, tra focolai di Coronavirus, per sapere quando e quali giocatori potranno essere schierati.
Il girone di ritorno vede in cartellone Juventus-Napoli, una sfida molto sentita, ammantata però da tanta confusione intorno per tamponi dubbi. Gli azzurri, con il beneplacito delle ASL napoletane, sono volati a Torino intenzionati a scendere in campo, nonostante una rosa oggettivamente falcidiata dalle tantissime defezioni per covid ma che rispetta i requisiti previsti dal nuovo protocollo. La Serie A non ha disposto il rinvio della partita che anzi è stata confermata anche dalla Asl di Torino.
Zielinski, Rrahmani e Lobotka non avendo ancora ricevuto la terza dose, sono stati posti in quarantena e di conseguenza, non potrebbero scendere in campo. Il club azzurro però decide di metterli in formazione ugualmente (per i tre è in arrivo una sanzione amministrativa). In panchina c’è Domenichini sostituto di Spalletti anche lui risultato positivo.
A dispetto di ogni previsione, all’Allianz Stadium il match termina in parità 1-1. Il Napoli decimato e impavido si dimostra vera squadra: supera l’emergenza Covid e tiene a bada la Juve ancora a -5 in classifica.
I partenopei, considerata la situazione d’allarme, hanno giocato con calma, e grande padronanza di sé. Hanno palleggiato spesso nella trequarti altrui, facendosi cogliere raramente impreparati sulle ripartenze colmando le assenze di Fabian, Rui, Koulibaly e Anguissa.
La Juventus non era partita male, sviluppando ritmi alti e creando pericoli con Chiesa e McKennie, ma al 24’ è il Napoli a passare in vantaggio in contropiede al termine di una bella azione Insigne-Politano, il cui assist non trova Mertens impreparato. Il belga, che sa come trattare il pallone, supera Szczesny con un diagonale imprendibile anche per De Ligt appostato sulla linea di porta.
Il Napoli sfiora il raddoppio con una punizione dello stesso Mertens che gestisce il pallone con personalità.
Nella ripresa la Juventus è tutta nelle accelerazioni di Chiesa, che trova con un’invenzione il pareggio e il primo gol allo Stadium.
Il Napoli protegge il risultato dagli attacchi finali della Juventus frenetici ma scarsamente pericolosi. La Juventus, senza Bonucci e Chiellini, ha confermato tutte le difficoltà già emerse in stagione nel fare gioco e nel creare occasioni. L’attacco bianconero infatti, ad eccezione degli unici lampi di Federico Chiesa, si è confermato evanescente, in particolare Morata e poi Dybala subentratogli.
I rimpianti quindi sono tutti del Napoli, scivolato a -5 dal Milan secondo in classifica, che non è riuscito a capitalizzare il vantaggio colto dall’inevitabile stanchezza affiorata nel secondo tempo, complice anche la mancanza di alternative in panchina.
Dopo il triplice fischio che mette fine alle ostilità l’arbitro è stato accerchiato dai soliti calciatori bianconeri, defraudati dell’ultima azione che avrebbero voluto giocare: un calcio d’angolo a favore. La loro ribellione però ha causato solo un’ammonizione per Dybala per proteste. Arbitro giovane, Sozza, ma fortunatamente di carattere.