Compie 100 anni il “foglietto” della messa


Ancora oggi i “foglietti” della messa, nonostante siano stati riconosciuti dal Concilio Vaticano II nel 1962, sono oggetto di discussione all’interno della chiesa e tra i fedeli.
Per avere qualche notizia sulle loro origini dobbiamo andare indietro nel tempo e precisamente nel 1921 ad Alba (CN), grazie all’intuizione, rivelatasi poi profetica, di un giovane sacerdote della diocesi di Alba, don Giacomo Alberione. Di quest’ultimo si fa memoria proprio quest’anno in occasione del cinquantesimo anniversario della sua salita al cielo, venne poi beatificato nell’aprile del 2008 da papa Wojtyla. Fin da subito don Alberione ha coltivato l’idea dell’importanza della carta stampata e non solo delle sacre scritture bibliche liturgiche, ma in primis dei suddetti foglietti della messa. Per tale ragione si era inventato una rudimentale stamperia, che oggi, come ieri, è divenuta la più grande stamperia europea; già nel 1926 stampava 16800 copie di foglietti per la messa … oggi sono oltre un milione, raggiungendo 3 lettori su 5.
Un’importante svolta ci fu poi nel 1965 con la messa in italiano con chiari intenti di far conoscere ai fedeli i documenti conciliari e le riforme liturgiche con innumerevoli edizioni, oltre 60 opuscoli e sussidi di catechesi ecc.
Torniamo all’uso del foglietto nella messa. La stessa riforma liturgica richiedeva dignità nella celebrazione e che la parola proclamata, come il Vangelo, non andava letta, ma ascoltata, poi però, nella pratica, si ha anche la consapevolezza che non tutti i fedeli sono ugualmente formati sui testi biblici o preparati nella lettura.
La parola di Dio è come la musica, anche se non la capisci ti rigenera dentro, tanto da farti innamorare. Io, giovane del ‘68, per mia fortuna sono cresciuto a pane, messe e foglietti della messa; è proprio vero che bisogna amare per conoscere e conoscere per amare e sono sempre più convinto che la parola di Dio, cioè il Vangelo proclamato nella messa, non vada letta, ma ascoltata e anche se spesso ci sono situazioni di audio, tipo una pronuncia di lingua straniera che ci può distrarre, è comunque sempre il Signore che ci parla in quel momento.
Ritengo che i foglietti della messa siano una continua e costante scuola, non solo liturgica.