La sabbia di El Alamein


Con il termine ‘battaglia di El Alamein’ si indica uno scontro armato avvenuto nel corso della seconda guerra mondiale tra l’Impero britannico e le forze italo-tedesche. La battaglia si svolse in tre fasi distinte, per cui si parla di:
• Prima battaglia di El Alamein (1º-27 luglio 1942)
• Battaglia di Alam Halfa (30 agosto-5 settembre 1942), definita da alcuni autori come seconda battaglia di El Alamein
• Seconda battaglia di El Alamein (23 ottobre-3 novembre 1942), definita da alcuni autori come terza battaglia di El Alamein.
Dunque, il 5 novembre scorso è ricorso il 79° anniversario della più eroica battaglia mai combattuta in terra dall’Esercito Italiano.

Molte unità offrirono una caparbia resistenza, come i paracadutisti della “Folgore” che si batterono per giorni e giorni subendo gravi perdite, costretti a combattere i mezzi corazzati britannici con mezzi di fortuna come bottiglie incendiarie e cariche di dinamite, avendo solo oltre a queste pochi e inutili cannoni anticarro da 47/32 con altrettanto poche munizioni. Esaurite anche queste risorse, i paracadutisti si nascosero in buche scavate nel terreno e attaccarono mine anticarro ai mezzi britannici in movimento. I resti della “Folgore” si arrenderanno solo il 6 novembre dopo aver distrutto le proprie armi rese inutili dall’esaurimento delle munizioni ed ebbero – unici della loro armata – l’onore delle armi da parte dei vincitori.
Non voglio soffermarmi ancora una volta sulla commemorazione di atti di eroismo per i quali sono già stati spesi torrenti di inchiostro ma che mai si dovrebbe smettere di celebrare. Volgio solo in questa sede riportare l’orazione composta e letta dal Paracadutista Umberto MATTONE, in occasione della Cerimonia tenutasi presso il Sacrario Militare di El Alamein il 5 Ottobre del 2006.

“Io sono soltanto un granello di sabbia, ma il mondo è fatto anche di sabbia.
Non sono il granello d’una bella spiaggia, souvenir del turista che vanta esotici viaggi, tra luoghi incantati e vita di sogno.
Faccio parte di un deserto balordo, che sembra paesaggio lunare o girone d’inferno.
Lo sai?
Sono soltanto un granello di sabbia che ha visto i soldati vivere e combattere, sperare e morire, là dove anche serpenti e scorpioni resistono a stento, sotto il sole implacabile o il freddo pungente.
Ho udito in ogni lingua del mondo chiamare la mamma e sognare la moglie, impartire e ricevere ordini, pregare o imprecare sotto le bombe,prepararsi a vincere oppure a morire.
Poi ho bevuto il sangue dei caduti così velocemente che neanche gli insistenti sciami di mosche avevano il tempo di posarvisi, ho celato armi ed elmetti, sino a quando i capricci del vento non vorranno riscoprirli.
Sono soltanto un granello di sabbia, di quella sabbia che ha occultato ordigni micidiali, ospitato fanti e genieri in squallide buche, raccolto i lamenti dei feriti, ricoperto le spoglie di sconosciuti eroi, divenuti tutti fratelli nonostante la diversa uniforme.
Capisci?
Non sono un roseo granello come chicco di riso, lambito sulla battigia da un colorato mare, dove i bimbi giocano felici raccogliendo le conchiglie e le belle donne passeggiano per farsi ammirare.
Sono un granello di sabbia calpestata da un esercito di stupendi cenciosi,coi loro inutili cannoncini che essi trainavano a forza di braccia, come obbedienti muli.
Li ho visti andare all’assalto di colossi d’acciaio e schiere di agguerriti avversari, al suono di una tromba, come antichi eroi senza destrieri.
Gridavano “FOLGORE”e morivano col nome d’Italia nel cuore, e sempre “FOLGORE” sulle labbra.
Alle intimazioni di resa rispondevano sdegnosamente, ancora una volta:“FOLGORE”!
Viandante italiano, prendi una manciata di sabbia, e portami con te!
Giunto a casa, mettimi in una bottiglia e scrivici sopra la mia provenienza,poiché i tanti che ignorano possano chiederti la mia storia e venire, così,educati.
Mostrami con orgoglio ai detrattori, affinché si vergognino e si ravvedano.
Promettilo, fratello italiano, e non dimenticartene mai!
Perché, amici di tutto il mondo, io non sono granello di un deserto qualunque, sono la sabbia del deserto più brutto e glorioso che esista, io sono LA SABBIA DI EL ALAMEIN!!!