Vai a…

WeeklyMagazine

settimanale di fatti, notizie, cultura

RSS Feed

25 Gennaio 2021

Lettera da un lettore in difesa della veterinaria Dott.ssa Capua


Un assiduo lettore (che ringraziamo per l’affettuosa e costante attenzione) ci scrive in relazione all’articolo del dott. Bobba sulla dott.ssa Capua, pubblicato domenica scorsa, per proporre una critica, amichevole e costruttiva, a quanto pubblicato.
Come impostazione redazionale siamo sempre lietissimi di ospitare le opinioni dei lettori e di consentire una breve dialettica tra chi scrive su WeeklyMagazine e chi legge.
Augurandoci di ricevere ancora in futuro di questi interessanti riscontri, di seguito il botta e risposta.

“La prof. Ilaria Capua, che ho il piacere di conoscere, è anche una apprezzata virologa, esperta a livello mondiale di malattie virali trasmissibili dagli animali all’uomo. Per i suoi meriti professionali, da tutto il mondo riconosciuti, tranne che da alcuni nemici che ha in Italia, gli Americani l’hanno chiamata a dirigere un dipartimento dell’Emerging Pathogens Institute dell’Università della Florida.
E’ ancora troppo poco per riconoscerle finalmente i meriti che ha?
(messaggio firmato di un lettore)

Ed ecco la risposta del dott. Vittorio Bobba, autore del pezzo apparso su WeeklyMagazine lo scorso numero:

Se devo dir la verità, non mi sembra di aver parlato male della dottoressa Capua.
Nel mio articolo della scorsa domenica 3 gennaio. Ho semplicemente citato dei fatti.
Che la dottoressa sia laureata in medicina veterinaria a Perugia è un fatto, così come è un fatto che si sia specializzata in igiene e sanità animale a Pisa.
Dei suoi trascorsi politici, francamente non mi importa nulla e di conseguenza li ho addirittura ignorati. Le faccio invece pervenire i sensi della mia più profonda solidarietà per il linciaggio politico-mediatico che ha dovuto subire.
Ho semplicemente detto che ad un certo momento nei dibattiti televisivi parlavano tutti: virologi, infettivologi, immunologi, epidemiologi, … e guarda caso anche veterinari.
Pur non negando i meriti che una professionista col suo curriculum deve indubbiamente avere, mi permetto di citare qui di seguito alcune sue affermazioni, prese da fonti attendibilissime come i siti di ANSA, La Repubblica, La 7 (e non il solito blog dei virologi di Selinunte o la Congregazione dei Negazionisti Negati). Ciascuno potrà valutare tali affermazioni, che per parte mia sono un po’ contradditorie, soprattutto se viste lungo un arco temporale di quasi un anno.

24 febbraio 2020, su La 7 si legge:
Coronavirus, la virologa Ilaria Capua: “Questo virus è stato sopravvalutato… Ci sono 6 vittime che avevano problemi di salute e circa 200 persone che hanno sintomi lievi. Questi numeri dovrebbero tranquillizzare”
Bel colpo. Andiamo avanti:
23 marzo, La Repubblica:
Ilaria Capua… intervistata a “In 1/2 ora” da Lucia Annunziata: “Non c’è da piangere ma nemmeno da ridere, bisogna solo seguire pedissequamente quello che le organizzazioni internazionali ci dicono di fare”.
Tant’è vero che dopo aver ammazzato migliaia di persone grazie a protocolli sbagliati l’OMS ha ammesso di aver ciccato il bersaglio
Secondo la Capua, nella stessa intervista, quella in atto è “una sindrome simil-influenzale causata da coronavirus” che potrebbe durare “fino a primavera inoltrata o prima dell’estate. Avremo a che fare con questo virus per un po’ di tempo”, avverte, “ma usiamo tutti il cervello ed evitiamo che girino notizie stupide che spaventano le persone più fragili”.
E infatti da quel momento i media hanno bombardato con notizie terrificanti l’intero pianeta…
Infine conclude: “Sono convinta che il virus farà il giro del mondo in tempi abbastanza rapidi, perché siamo tanti e il virus troverà tanti corpi, come batterie. Ma non vuol dire che ci saranno forme gravi, anzi molto probabilmente sarà sempre più debole”.
Già, si è visto proprio …

Il 25 marzo l’ANSA esce con questa dichiarazione:
Capua: virus deriva da serbatoio selvatico – “Il Covid-19 è un virus che deriva dal serbatoio selvatico. Non sappiamo ancora quante specie animali abbia colpito prima di arrivare all’uomo”.
La dr.sa Capua pare certissima di quanto dice, sebbene la discussione sul virus di origine animale o no è in corso da mesi, e non vi sia ancora alcuna certezza per nessuna delle due ipotesi.
Sempre il 25 marzo, su La 7 apprendiamo dalla Capua:
“Per quanto riguarda il vaccino, siamo nei tempi, ovviamente l’intelligenza artificiale ci sta aiutando a selezionare farmaci che possono usati per trattare questa malattia anche se erano stati sviluppati per altre malattie”
Sì, peccato che l’OMS ne abbia proibito l’uso!

Nei giorno seguenti La 7 si lancia in un profluvio di esternazioni della dottoressa Capua.
Il 21 aprile:

Coronavirus, Ilaria Capua: “Potrebbe esserci una seconda ondata”

Ed esattamente una settimana dopo (28 aprile):
Coronavirus, Ilaria Capua: “È verosimile una ondata di ritorno”
qualche
Ma il 26 maggio si legge:
Coronavirus, la virologa Ilaria Capua: “Vi garantisco che se continuiamo ad osservare alcuni comportamenti potrebbe anche non esserci una seconda ondata”
E il 29 settembre:
Coronavirus, Ilaria Capua: “La seconda ondata arriverà se gli italiani si comporteranno come i britannici”

Infine, lo scorso 8 dicembre, rassegnata:
Terza ondata covid, Ilaria Capua: “È naturale che ci sarà”
Come dire: “Ne butto lì qualcuna, prima o poi qualcosa azzecco.”
(Vittorio Bobba)

Dal canto nostro, fermo restando ogni possibile apprezzamento alla carriera professionale ed accademica della prof. Ilaria Capua (i prestigiosi incarichi d’oltre oceano ne sono la conferma), ciò su cui siamo rimasti perplessi in tutti questi mesi di pandemia è l’incedere di alcuni luminari nell’apparire sui media, in contesti a loro distanti, sentenziando ora questo ora quello in ordine all’andamento dei contagi, allo sviluppo dei vaccini, e finanche in merito alla politica che gli stati avrebbero dovuto adottare (ovviamente in totale ignoranza dei complessi risvolti economici e sociali), spesso accettando il contraddittorio con veline, attricette, tronisti e opinionisti vari (di assai dubbio spessore scientifico) e di chiunque, insomma, potesse alzare l’audience in scalcagnate trasmissioni radio TV dove il luminare di turno, circuito contando sulla umana vanesia della notorietà, ha accettato di mettersi in contraddittorio con perfetti signor nessuno (in materia scientifica, s’intende…) ed indotto a profferire spericolate previsioni pseuodscientifiche.
Talvolta, per non dire quasi sempre, venendo spesso smentiti dai fatti a distanza di qualche settimana e così squalificando non solo sé stesso ma anche tutta la categoria degli scienziati, visto che nessuno aveva dati consistenti per potere, con ragionevole certezza scientifica, prevedere l’andamento della pandemia o le tempistiche dello sviluppo di possibili cure e vaccini o la loro percentuale di efficacia.
Accettare la lusinga della notorietà a questo prezzo, a nostro avviso, ha finito per appannare l’immagine di chi –  di ben altro spessore – si è però prestato a queste “comparsate” mediatiche ben distanti, in forma e sostanza, dalla discrezione del metodo scientifico che si insegna all’università giustificando, a nostro parere, qualche perplessità sulle loro apparizioni mediatiche e i loro piccoli peccati di vanità.
(Il direttore Vincenzo Di Guida)

Tags: ,