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28 Novembre 2020

TRUMP/BIDEN: GUERRA O PACE PER IL MONDO?


Il concetto di guerra in teoria dei sistemi equivale a quello di entropia. È certo che i sistemi si disequilibrano e quelli aperti si distaccano dai loro stati stazionari (già moderatamente entropici per loro natura) per motivi intersistemici, cioè composizione interna o esterna. Spesso accade che i sistemi fanno pagare all’esterno i loro squilibri dovuti a situazioni interne. La Politica di Potenza degli Stati ma anche delle aziende, delle famiglie, dei sistemi sociali in genere tende a scaricare all’esterno più che all’interno, finché i rapporti di forza lo consentono. Ciò non è bene necessariamente, anzi è spesso male, perché, se è vero che allargando il sistema si creano nuovi equilibri possibili, è anche vero che spesso essi intervengono a spese dell’esistenza e/o degli equilibri di ALTRI sistemi. Quindi politica estera e politica interna sono 2 dimensioni molto differenti del potenziale di conflitto di un sistema sociale (politico, Stato, azienda, famiglia, banda ecc.). Meglio l’uno o l’altro? Intanto vanno qualificate le forme di entropia e i loro danni obiettivi ai sistemi. Poi vi è una condizione di diritto, cioè la risoluzione interna o esterna implica diversi gradi di legittimità istituzionale e, nel caso degli Stati, anche giuridica. Guerra e disordini sono due cose molto, molto diverse. Guerra economica e guerra combattuta pure. Disordini e guerra civile pure. Guerre calde e guerre fredde anche. Non possiamo dire che le istanze umanitarie che solitamente nutrono il collettivismo abbiano prodotto la Pace e che le istanze di rispetto delle culture e civiltà particolari, o delle economie, abbiano prodotto la Guerra. Il mercato interno americano è clamorosamente enorme e una politica di relativa autarchia ha senso tecnico-economico. Lo spostamento nella catena del valore dell’Occidente e degli USA in particolare nelle attività economiche in fase di alta redditività figlia di innovazione (Star del Boston) induce considerazioni di tipo strategico. Il rapporto degli USA con l’Europa è di schietta concorrenza, causa l’andatura dell’economia tedesca (e francese) e del suo indotto di prodotto/mercato continentale europeo, è anche di significativi bacini d’innovazione, concorrenti con le Star USA. Meno conflittuale il rapporto USA-Cina, economia di enormi volumi per l’enorme mercato asiatico e di massa mondiale, ma non ancora molto concorrenti sulle Star. Lo schema sopra dice in modo estremizzato come l’era Trump sia stata molto più orientata a un lavoro di equilibrio interno che di forza all’esterno (l’esatto contrario di ciò che si paventava) proprio come l’era Obama è stata un’epoca d’interventismo USA, soprattutto nel secondo mandato. Governo Obama/democratici: scaricamento di tensioni all’esterno? Politica di Potenza? Effetto di sinergia strategica coi mondialisti? Governo Trump/repubblicani: tendenze autarchiche con eccitazione di competizione interna/ squilibri sociali? Regolazione economica dei sovrasistemi anziché riequilibrio bellico per nuovi stati stazionari dovuti a distruzioni? Il calcolo non è difficile. E credo che l’immagine a sfondo giallo mostri molto bene quale è stata la linea Trump, anche ricordando lo stile sostanziale tenuto da Trump nel caso delle crisi internazionali che l’hanno visto scendere in campo: leonino e non rettileo, Corea del Nord, Siria. Certo che questo gli è costato politicamente. “First America” ha significato soprattutto che first, l’America i suoi guai li ha fatti pagare per primi agli americani anziché al resto del mondo. E che i potentati mondiali non hanno gradito un irrigidimento di sottosistema (gli USA) in particolare riguardo a quel strategic-weapon che è il più grande sistema bellico mai esistito, utile in certi casi estremi per risolvere qualcosa di utile per loro qua e là. Non dimentichiamo che, se l’Europa strategicamente è succube, non così Cina e Russia… E le tensioni d’influenza in aree intermedie possono anche risolversi con conflitti locali… che vogliono dire morti certe. E che, meno sono, meno morti ci sono… Il leone ruggisce e si vede quando si muove. Il serpente sibila, poi si muove ed è già troppo tardi… La pandemia è ovunque una freccia poderosa all’arco dei mondialisti (dei quali c’è bisogno come dimostra, bello o brutto che sia, ma con molta attenzione!) e questo ha tagliato alla fine la testa al… toro (Trump).

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