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25 Novembre 2020

Tafferugli per il lockdown di De Luca. Marco Nonno (FdI): sono contro teppismo e violenza ma resto solidale coi lavoratori


Esasperazione e, forse, presenza di sobillatori trasformano i pacifici flash mob di commercianti e gente comune in una polveriera. 
Dalle istituzioni regionali risposte avventate perché miopi e parziali.
Tra tafferugli e cariche delle Forze dell’Ordine si è consumata la prima serata di coprifuoco della Campania con la gente che manifestava contro il lockdown spavaldamente annunciato da De Luca.

Napoli – In una diretta Facebook tenuta venerdì scorso il Governatore della Campania si è rivolto alla regione annunziando che l’Ordinanza n.83 che sarebbe andata in vigore la sera stessa era nei fatti già superata. Annunciava, quindi, che avrebbe consigliato al Governo nazionale un lockdown generalizzato ma che la Campania avrebbe in ogni caso proceduto in tal senso.

A tali parole molte persone, soprattutto tra popolo dei lavoratori autonomi e delle partite iva nonché quelli che un lavoro regolare non l’hanno più dopo la serrata di aprile scorso (o che non l’hanno mai avuto) e vivono di piccoli lavoretti al nero, insomma il popolo se non va al lavoro ogni giorno non percepisce stipendio, è insorto.

Alle improvvide parole del governatore, spavalde (come al solito) ed inopportune perché del tutto dimentichi che ci sono larghe parti della popolazione della Campania già sull’orlo della miseria, si è concretizzata la contestazione della gente sotto forma di un paio di flash mob.

Tre cortei, uno in zona Università, un secondo su via Chiatamone e un secondo sulla via Partenope, questi ultimi due poi direttisi alla storica sede della Giunta regionale della Campania, hanno impedito il regolare scorrimento del traffico con sit in e scandendo slogan contro il neo rieletto governatore.

Nel corso di queste manifestazioni, di cui si è potuto seguire le varie fasi su Facebook tramite le dirette che alcune persone hanno pensato di fare, ci sono stati momenti di tensione e tafferugli con le Forze dell’Ordine. Alcuni cassonetti sono stati incendiati e un’auto della Polizia é stata danneggiata. Un agente è risultato infortunato.

Abbiamo quindi chiesto al Consigliere regionale Marco Nonno (FdI), che nei giorni scorsi si era più volte detto preoccupato schierandosi al fianco dei piccoli commercianti e di tutti coloro che stanno subendo il tracollo economico, un parere sulla esplosiva situazione determinatasi.

“Premetto che non condivido alcuna azione dimostrativa condotta con la violenza o con atti di teppismo o in danno degli operatori delle Forze dell’Ordine ai quali come sempre, ricordando che anche loro sono lavoratori, esprimo la mia piena solidarietà.
Tuttavia era facile prevedere che larghi strati della popolazione, quella meno abbiente o che deve quotidianamente andare a lavorare per sbarcare il lunario, avrebbe protestato davanti alla prospettiva di un nuovo indiscriminato lockdown.
Ritengo di essere stato eletto col preciso mandato di rappresentare tutti e quindi anche (e soprattutto) gli strati più fragili della popolazione regionale e, in tal senso, farò tutto quanto in mio potere nelle sedi istituzionali per scongiurare il rischio di un tracollo economico che affosserebbe definitivamente molte partite iva e buona parte dei lavoratori autonomi”.

Marco Nonno ha poi concluso:

“Scontiamo anni di ritardi sul fronte della sanità regionale e un nuovo lockdown non può mascherare questa inerzia.
Alla solidarietà da me esternata nei giorni scorsi per i commercianti di Arzano, visti gli avvenimenti di venerdì sera, fa ora eco la preoccupazione della reazione della gente, oramai esasperata, quando percepisce che le soluzioni proposte dalla politica risultano sempre e solo a loro danno. Si tratta di risposte avventate, perché miopi e parziali,  miranti a salvaguardare solo la salute pubblica, come è giusto che sia, ma dimentiche che si muore anche per povertà a causa del tracollo economico delle fasce più deboli e meno tutelate dei lavoratori”.

Intanto nelle prossime ore è atteso il nuovo DPCM, che darà forse la mazzata definitiva a settori già in forte crisi come la ristorazione poiché si vocifera imporrà la chiusura di palestre piscine e sale giochi nonché, nei giorni festivi, di bar e ristoranti (questi ultimi invece potranno restare aperti sino alle 18 durante la settimana), mentre lunedì è fissato il primo consiglio regionale della nuova legislatura regionale durante il quale sicuramente gli avvenimenti delle ultime ore non potranno non essere in qualche modo considerati.

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