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26 Ottobre 2020

L’ultimo decreto


Al termine di una notte lunga tenebrosa durante la quale tuoni tuonavano nei saloni di palazzo Chigi e fulmini fulminavano i cervelli dei presenti, alle prime luci dell’alba si è finalmente concluso il laborioso e defaticante Consiglio dei Ministri teso a varare il nuovo DPCM per contrastare il dilagante ed apocalittico diffondersi del Carognavirus.
Il Presidente-da-nessuno-eletto si è presentato ai microfoni della stampa di regime (la quale aveva già avuto istruzioni su quali domande fare e soprattutto quali evitare) attorniato dai collaboratori e ha presentato il neonato dipiciemme subito battezzato: “Ondata 2: la vendetta”.
Ha destato sensazione l’articolo 1 del decreto: da oggi i cittadini potranno uscire all’aperto solo se con una carota infilata nell’orifizio anale!
La disposizione ha suscitato qualche timida perplessità iniziale, non comprendendosi il senso logico dell’obbligo imposto.
Taluni ritenevano che l’obbligo derivasse da un fraintendimento di disposizioni comunitarie fortemente volute dai Paese del nord Europa per favorire la cultura vegetariana. Altri pensavano si trattasse di un refuso nella traduzione dal francese di una norma emessa dall’OMS, nella quale si suppone un’anomala resistenza del ceppo virale. L’errore pareva originarsi da tale ‘supposizione’, termine tradotto erroneamente con ‘suppositoire’, forse nel convincimento che la supposta sia comunque una bassa insinuazione…
Ma le incertezze sono state subito fugate dai noti virologi Fagiani e Burloni, presenti come al solito, non avendo altro da fare.
«E’ risaputo che la carota ha un alto potere antiossidante», ha affermato il prof Fagiani con fare supponente (guarda caso), «oltre a possedere fibra e sali minerali, è ricca di vitamina A, importantissima per combattere patologie e disfunzioni».
«Non solo!», gli ha fatto eco Burloni con aria saccente, «muoversi con una carota tra i glutei, costringe il cittadino a stringere i denti e quindi limita la respirazione e, conseguentemente, l’emissione di particelle salivari».
Il premier ha inoltre elencato i numerosi benefici connessi all’ordinanza sulla carota: «Poiché non sarà possibile guidare con una carota nel sedere, limiteremo le uscite e gli assembramenti, nonché l’emissione di inquinantissimi gas- serra! Inoltre, stante lo spazio che si crea nelle retrovie data la sua lunghezza, la carota facilita il distanziamento sociale. Infine, dato che gli studenti dovranno rimanere in piedi per assistere alle lezioni, abbiamo finalmente risolto il problema dei banchi». (Sorriso di soddisfazione della ministra in competente).
Purtroppo, si è subito registrata una violenta protesta dei negazionisti che hanno lanciato sacchi di carote contro le forze dell’ordine al grido di: “La Terra è piatta e il virus non esiste!”. Sono stati immediatamente tutti identificati e arrestati per ortaggio a pubblico ufficiale.
Il Premier-de-che-non-si-sa ha concordato con il capo della polizia un piano d’azione e sono già stati predisposti i controlli a tappeto. Agli agenti sono stati forniti i calibri a nonio ventesimale per misurare il diametro delle carote e, al posto dei cani, sono stati assegnati conigli da polizia, capaci di fiutare l’ortaggio a distanza. Il problema pare ora essere l’organizzazione dei corsi per insegnare agli agenti ad usare il calibro: i 5 Stalle vorrebbero affidare le docenze ai navigator, tacciati di fancazzismo dal PD e difesi dalla Bonino (“Poverini, nessuno gli ha insegnato a lavorare!”), mentre la ministra della (d)istruzione pare abbia esclamato “Oh no, altri banchi!”
Ha poi destato sconcerto la presa di posizione del leader della terza via alla sinistra nonché ex-Presidente del Consiglio, noto come “il Bomba” per le balle che da sempre racconta al mondo intero, che si è mostrato in pubblico con una carota stretta tra i denti. «Ah! Non lo posso fare?», ha chiesto ai giornalisti che lo intervistavano «E perché mai? Mi dicono che ho la faccia come il culo!».
Inevitabilmente nei prossimi giorni si registrerà il solito scontro tra Stato e Regioni. Ad aprire le ostilità è stato il governatore della Campania, che si è presentato a Telecampania in orbace e e distintivo del PNF (Partito dei Napoletani di Ferro). «Poiché mazz’ e panell’ fanne ‘e figl’ belle, qui da noi, dalle 23 in poi, non basterà la carota, ma sarà necessario anche il bastone!» ha tuonato, aggiungendo: “Mi avete già fregato una volta: credevo di essere stato eletto Governatore del Mondo, e invece mi ritrovo di bel nuovo accà, ‘n miezz’a chisti mariuoli!”.
Non mancano i soliti furbetti che, per evitare l’introduzione sfinterica del rubizzo fittone, si sono dichiarati affetti da una patologia che ne determina l’incompatibilità: il meteorismo.
Per loro il Ministero della Ricerca Scientifica ha già allo studio speciali carote forate, in grado di emettere suoni melodiosi a mo’ di flauto.
Anche il Presidente della Repubblica, invitato al congresso annuale degli ex-Paesi del Commonwealth, ha fatto sentire la sua voce. Dinanzi allo scetticismo dei paesi anglosassoni ha ribadito l’estrema serietà del popolo italico che mai si piegherà alle teorie dell’immunità di gregge e all’insano modus operandi della Perfida Albione: “Mi sono piegato solo una volta stamani, ed ecco il risultato!” ha detto voltandosi e mostrando con cauta fierezza la sua carota presidenziale.

Naturalmente i tristi ed immancabili censori non mancheranno di offendersi per questo divertissement burlesco. A loro, e solo a loro!, chiarisco che sto scherzando. Dirò di più: ogni riferimento a disposizioni apparentemente insensate è puramente casuale. E se ritenete di cattivo gusto satireggiare su una tragedia nazionale di siffatta portata, sappiate che sorridere diminuisce lo stress e aumenta le difese immunitarie. Per cui, rilassatevi e fatevela ogni tanto una risata…

PS: comunque sia, vivendo in campagna, io ho seminato un orto di carote; hai visto mai…

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