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31 Ottobre 2020

Il direttore Andrea Battistoni e il violinista Kevin Zhu: due giovani musicisti interpretano capolavori di Elgar e Schumann.


I protagonisti del concerto sinfonico di venerdì 16 ottobre al Teatro Carlo Felice, ore 20:00, in collaborazione con il Paganini Genova Festival, sono stati il direttore d’orchestra Andrea Battistoni, trentatré anni, e il violinista Kevin Zhu, diciannove: due interpreti appartenenti alla nuova generazione di musicisti classici, che si sta contraddistinguendo per la precocità del talento, la tecnica formidabile e una preparazione culturale multiforme, non limitata alla musica.
Veronese, violoncellista, compositore (élan vital, 2016), scrittore (Non è musica per vecchi, 2012), Battistoni ha esordito come direttore nel 2008, nel 2012 è diventato il più giovane direttore mai salito sul podio del Teatro alla Scala, nel 2016 è stato nominato Direttore Principale della Tokyo Philharmonic e dal 2017 al 2019 ha ricoperto il ruolo di Direttore Principale dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova. Zhu, nato a Maryland (USA), ha iniziato lo studio del violino a tre anni, cominciando fin da subito a tenere concerti in pubblico e a vincere concorsi; un percorso culminato nel 2018 con il trionfo al Premio Paganini.

I due giovani musicisti, affiancati dall’Orchestra del Teatro Carlo Felice, hanno affrontato due pagine di ampio respiro e di grande impegno tecnico-interpretativo. Il programma si è aperto con il Concerto in si minore per violino e orchestra op. 61 di Edward Elgar, una partitura di ispirazione tardo-romantica, nonostante sia stata composta tra il 1909 e il 1910, in cui l’orchestra non si limita ad accompagnare il solista, ma partecipa da coprotagonista al discorso musicale; un caposaldo della letteratura concertistica inglese di inizio Novecento, che merita di essere conosciuto non meno del suo omologo – e più celebre – Concerto per violoncello in mi minore op. 85.
La seconda parte della serata è stata interamente occupata dalla Sinfonia n. 2 in Do maggiore op. 61 di Robert Schumann, composta tra il 1845 e il 1846, uno dei vertici del sinfonismo romantico. «Poche opere del romanticismo tedesco – scrive Battistoni nelle note del programma di sala – hanno la sincerità della Seconda Sinfonia». L’opera, infatti, nacque come viatico per uscire da un periodo di profonda depressione del compositore, risultando, alla fine, «un vero diario intimo della faticosa lotta contro il male di vivere, una reazione di Schumann al tormento interiore attraverso il modello degli amati Bach e Beethoven.»

La sera del concerto, alle ore 19:00, il Maestro Battistoni ha incontrato in Sala Paganini gli spettatori, un appuntamento in collaborazione con l’Associazione Teatro Carlo Felice.

Al fine di mantenere il distanziamento sociale necessario a garantire la sicurezza del pubblico, i posti a disposizione in platea sono stati circa 950, come da ordinanza n.45/2020 della Regione Liguria. Si ricorda, inoltre, che il 2 luglio scorso il Teatro Carlo Felice ha ottenuto, primo teatro al mondo, la “Biosafety Trust Certification”, ossia lo schema certificativo dei sistemi di gestione pensato da RINA per prevenire e controllare il propagarsi delle infezioni e per tutelare la salute delle persone nei luoghi di aggregazione.

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Fonte:
Teatro Carlo Felice di Genova
L’Ufficio Stampa
Massimo Pastorelli

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