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27 Ottobre 2020

Stadi, spettatori e Covid


La nuova stagione inizia con una dura sanzione ai danni della Roma che perde il punto conquistato con il pari al Bentegodi e ricomincia da 0.

Verona-Roma, infatti, finisce 3 0 a tavolino per un errore pacchiano commesso dal club giallo-rosso. Una svista simile deve suggerire alla nuova proprietà, Friedkin, l’inserimento nella struttura del club di persone competenti di calcio e che soprattutto non considerino i regolamenti delle semplici e amene letture.

L’errore burocratico, per il quale il giudice sportivo ha inflitto la sconfitta alla squadra capitolina, è relativo all’utilizzo di Amadou Diawara, schierato nella partita di esordio del campionato contro gli scaligeri, non incluso nella rosa dei 25. Il giocatore guineano, che ha compiuto 23 anni a luglio, non figurava né nella lista degli U22 ma nemmeno tra gli Over. Un errore in buona fede secondo la società ma pur sempre in contrasto con quanto previsto dalla normativa.

Mentre la sentenza del giudice muove la classifica a favore della formazione dei gialloblù, il risultato del campo 0-0 continua a valere a livello scommesse. Infatti, come da regolamento, saranno pagate le giocate legate al pareggio con il quale si è conclusa la gara dello scorso sabato.

Sebbene i margini siano abbastanza limitati e la giustizia sportiva abbia già rigettato la difesa della società giallo-rossa, è stato comunque presentata la richiesta di appello argomentata dall’oggettiva mancanza di un possibile vantaggio dal non aver incluso Diawara nella lista dei 25, dove erano liberi quattro slot.

La nuova stagione ha visto il piacevole ritorno del pubblico negli stadi. Certo si è trattato di una percentuale esigua, solo 1000 persone per impianto, ma pur sempre un passo in avanti verso la normalità. Purtroppo, per il momento il Comitato Tecnico Scientifico ha stabilito che non ci sarà nessuna deroga all’apertura degli stadi, in quanto le condizioni epidemiologiche attuali non lo consentono, rappresentando le manifestazioni sportive la massima espressione di criticità per la trasmissione del virus.

Pertanto la stessa partecipazione di mille spettatori sarà consentita alla partita Napoli-Genoa, in programma allo stadio San Paolo nel pomeriggio di oggi domenica 27 settembre. Lo stabilisce un’ordinanza firmata dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Il provvedimento recita che: “è consentita la partecipazione del pubblico alle partite di calcio professionistico di serie A in programma sul territorio campano…… entro il limite massimo di 1.000 spettatori, a condizione del pieno rispetto da parte delle società, dei gestori e degli utenti delle disposizioni vigenti”. Quindi, accesso consentito solo nel rispetto delle linee guida che prevedono: mascherine, misurazione della febbre in ingresso, posti assegnati personalmente e distanziamento interpersonale sia frontale che laterale di almeno 1 metro.

Ma mentre si discute sulla possibilità di ampliare la presenza del pubblico agli eventi delle diverse discipline sportive, il Covid, malauguratamente, si insinua fra giocatori e staff.

Dopo i recenti contagi di Mihajlovic e Pjanic, già trasferito dalla Juve al Barcellona, e la recentissima sfida lanciata dal virus a Zlatan Ibrahimovic, l’ultimo in ordine di tempo risultato positivo al Covid-19 è il portiere del Genoa, Perin. Senza il gigante svedese il Milan ha giocato in Europa League contro il Bodø/Glimt e, a causa dei tempi di quarantena, dovrà fare a meno del suo centravanti almeno per altre due settimane. L’attaccante quindi salterà le gare contro Crotone e Spezia mentre si spera che Ibrahimovic possa essere in campo nel derby contro l’Inter il 17 ottobre.

La positività di Mattia Perin ha invece costretto il Genoa a rinviare la partenza per Napoli nell’attesa del completamento del giro dei tamponi successivo al contagio del portiere genoano. Al termine dello screening solo chi risulterà negativo partirà per Napoli. Questo imprevisto ha provocato uno slittamento dell’inizio della partita di domenica al San Paolo che dalle 15.00 passa alle 18.00.

In Italia non esiste ancora una norma che regoli i rinvii delle partite in presenza di positività e non si sa quanti tesserati di una squadra debbano risultare contagiati perché la partita non si giochi. Allo stato attuale la Lega risponde a tali episodi evitando il più possibile i rinvii di gare e considerando le positività come semplici infortuni.

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