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31 Ottobre 2020

Marco Nonno eletto al Consiglio regionale Campania. Il primo pensiero al papà e alle periferie


Marco Nonno (FdI) stavolta ce l’ha fatta. Con 7.211 preferenze è riuscito a conquistare uno scranno al Consiglio regionale della Campania.

La vittoria di Marco Nonno è stata un’affermazione voluta ed inseguita da tanti anni, non certo frutto di un caso ma di tanto lavoro politico e sul territorio partendo dalla sua Pianura, popoloso quartiere periferico di Napoli e vera e propria sua roccaforte, ad arrivare a tutti gli altri quartieri periferici come Barra, San Giovannni, Ponticelli, Secondigliano, ma anche lavorando nei tanti comuni satelliti della provincia di Napoli ricadenti nel suo collegio elettorale.

Già le periferie e i comuni periferici. Spesso in condizioni di degrado, sono stati sempre dimenticati dalle istituzioni. A partire dai sindaci del comune di Napoli che in questi ultimi trent’anni si sono avvicendati, al Governatore della regione Campania De Luca da tempo tutto preso a sfruttare mediaticamente l’opportunità del Coronavirus ma dimentico dei problemi dell’area metropolitana di Napoli.

In questo clima di abbandono Marco Nonno ha vinto perché lui da sempre, da quando aveva 15 anni (e ora ne ha poco più di 50), è stato spesso l’unico punto di riferimento dei dimenticati, dei pensionati al minimo, di quelli che non hanno santi in paradiso. Insomma, della gente comune.

Lontani dai salotti buoni di Napoli, dalla zona di piazza Plebiscito, via Toledo, via dei Mille, via Caracciolo e la Riviera di Chiaia, il Vomero e Posillipo, dove abitano magistrati, professionisti e ricchi imprenditori, per le migliaia e migliaia di persone che vivono, anzi sopravvivono, nell’inferno delle periferie, in grigi palazzoni di cemento, con strade scassate e fognature intasate, costretti a condividere la quotidianità con un territorio gestito dalla criminalità organizzata piuttosto che dalle istituzioni, laddove la sinistra ha fallito, Marco Nonno è stato il loro unico paladino.

Da solo si erse per esempio, pagando di persona con un lungo processo dal sinistro sapore politico, contro Bassolino che intendeva continuare a sversare a Pianura le migliaia di metri cubi di spazzatura prodotte quotidianamente a Napoli e che tanti morti ha fatto per le esalazioni nocive.

Questa storia della “monnezza”, che tante amarezze ha portato a Marco Nonno, reo per l’accusa addirittura di devastazione, un reato pressoché sconosciuto nei tribunali italiani, ha consegnato definitivamente l’uomo alla storia politica cittadina e ora regionale come un politico militante, uno di quelli che non ha paura di sporcarsi le mani se la battaglia è giusta e va condotta fino in fondo.

Nonno, che è nello scorso fine settimana è stato eletto con ben 7.211 preferenze, ha così capitalizzato questo impegno politico condotto ininterrottamente per oltre trentacinquenne anni e per il quale ha lasciato una promettente carriera di imprenditore edile nella convinzione che non fosse possibile servire due padroni.

Insomma essere al servizio della politica e della gente e non servirsi di essa per i propri fini e la propria affermazione personale é davvero uno dei mantra che ha caratterizzato l’azione politica di Marco Nonno e che ora si appresta a sedere negli scranni della regione per portare questo sano modo di fare politica sull’intero territorio regionale della Campania.

Appreso della affermazione di Nonno, lo abbiamo raggiunto nel suo Comitato elettorale in Pianura. Lo abbiamo trovato smagrito dai tanti giorni di ininterrotta campagna elettorale, con la barba lunga e gli occhi segnati della lunga notte di veglia trascorsa in attesa che il balletto delle cifre che pervenivano dalla Prefettura si consolidasse.

Lo abbiamo visto non in abito scuro e con la cravatta che, immancabilmente, Marco Nonno elegantemente indossa ma in scarpette, jeans e una polo stropicciata e macchiata di spumante per via del festeggiamento esploso spontaneo e affettuoso alla notizia della sua elezione da parte dei suoi ragazzi della sezione politica di FdI di Pianura.

Nel trambusto degli abbracci e delle lagrime dei più emotivi, tra le telefonate incessanti di auguri, gli abbiamo chiesto a chi dovesse questa successo elettorale.

Ci ha risposto con lucida semplicità, del resto come suo solito fare,  che deve questa affermazione innanzi tutto al popolo delle periferie e delle genti dei tanti comuni satelliti della città di Napoli che gli hanno tributato una fiducia che non deluderà. L’impegno, sia pure ora rivolto sulla base regionale, continuerà quotidiano, sincero ed appassionato, come sino a ora fatto a livello comunale.

Un grato pensiero lo ha poi rivolto ai leader locali di FdI che nei vari comuni della provincia di Napoli lo hanno supportato. Dal cosi detto “fronte nord”, come scherzosamente Marco Nonno, mostrando una cartina della provincia di Napoli, ha deciso di chiamare la cintura dei comuni a nord della città di Napoli come Marano, Calvizzano, Quarto, Giugliano, etc., a quelli del “fronte sud” come San Giorgio a Cremano (dove ha ricordato l’avv. Aldo Galdieri definendolo come l’ultimo samurai poiché impegnato nella mission impossible di combattere, pressoché da solo, la dinastia rossa che da decenni governa la città) , Portici, Torre del Greco, etc., passando per il così detto “fronte interno”. quello proprio delle varie municipalità della città di Napoli, con una manovra che Nonno scherzosamente ha definito “a tenaglia”.

Marco Nonno, con affetto, ha poi ricordato l’incommensurabile lavoro dei ragazzi della sua Pianura e della sua Sezione politica. Sono quei ragazzi che lo hanno supportato e sopportato in questa tornata elettorale e che lo seguono da anni con vero sentimento d’affetto.

Ma, prima di congedarsi, con palpabile emozione, ha avuto anche ricordare anche il papà, oramai scomparso da anni e a suo tempo funzionario della provincia, raccontando che nelle visite ai tanti comuni che compongono la provincia di Napoli e che hanno costituito la sua circoscrizione elettorale, ha spesso incontrato persone che lo avevano conosciuto e che lo hanno spontaneamente ricordato.

Una benevola presenza che Marco Nonno ci dice aver avvertito durante tutta questa difficile campagna elettorale. Un legame di sangue, un affetto filiale, una radice, che Marco Nonno ha voluto sottolineare indossando nel corso di tutta la campagna elettorale la cravatta donatagli a suo tempo proprio dal genitore e che, orgogliosamente, ha anche sfoggiato sui manifesti e sui santini elettorali.

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