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29 Ottobre 2020

Igor Belansky, quando il tratto si fa arte


Disegno sapiente, testo scarno ed efficace. Questa la definizione sintetica di un personaggio che si è imposto all’attenzione su internet in questi ultimi anni, con un crescendo di impegni e di popolarità meritata.

Il web oggi difficilmente potrebbe fare a meno delle sue tavole, che hanno riempito prima giornali genovesi e successivamente testate di diversa localizzazione nazionale.
Ispirato sempre da una vena originalissima Belansky fa del chiaroscuro il suo punto di maggior forza, attraverso una scelta che nel passato è stata di artisti dai nomi celebri, primo fra tutti il Brunellesco che di questa tecnica fece il segno distintivo del Duomo di Firenze. L’arte del chiaroscuro è suggestione dell’intravvedere, è il detto e il non detto, la proposta di quel che c’è di misterioso in ogni immagine si possa rappresentare. E nello svelarsi graduale del mistero si sublima il tratto di Belansky che da esso estrae la forza delle sue figure allo stesso modo e con lo stesso risultato che, fra i grandissimi, si ritrova nei Prigioni michelangioleschi. Un dinamismo che, alla fine, si libera da ogni vincolo e si manifesta, arrivando così alla pienezza vitale.
Ne scaturisce un disegno pieno e dalla efficacia immediata, curato nel generale come nel particolare, sempre esplosivo di significati interiori. La vita stessa di Belansky, ricca e colta, è presupposto al suo valore artistico; il mondo di un artista che della realtà di tutti i giorni fa cultura e studio.
Corollario indispensabile e tale da legittimare completezza del proprio discorso e della propria narrazione disegnata, è il testo scritto che spesso accompagna con mirabile accostamento il momento visivo. Una prosa quanto mai limpida e vivace, descrittiva con visualizzazioni del reale pari a quelle del disegno, Belansky rappresenta soprattutto quando tratti di argomento militare. Divise e situazioni parlanti nel disegno, descrizioni filmiche nello scritto escono in un risultato complessivamente perfetto, dalla musicalità stereofonica e dall’effetto totalizzante.
La profonda conoscenza della storia, in ogni sua era ed in ogni aspetto, la passione per ciò che di militaresco è descrizione sono da cassa di risonanza al lavoro globale che di volta in volta esce dalla sua penna. Effetti polifonici, dal pregio raffinato e sottile. Proprio perché il lavoro di Belansky è forma di un linguaggio personale che nel sapere trova teoria e concretezza al tempo stesso.
Chi non conosca l’arte di Belansky bene farebbe a documentarsi. Google è oggi pieno delle sue immagini, la straordinaria capacità produttiva dell’artista ha spalmato ogni possibile superficie. Il suo estro ha popolato di umanesimo la tecnologia.

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