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31 Ottobre 2020

Covid-19: ciò che davvero raccontano i numeri


Ve lo giuro: sono quasi stanco di scrivere per smontare teorie e congetture a proposito di un’emergenza che non c’è più.
Nessuno nega, intendiamoci, che la pandemia sia esistita e che grazie ai cinesi il mondo abbia dovuto pagare un tributo di migliaia vittime innocenti.
Questa colpa resterà impunita, come sempre accade nella storia del genere umano quando gli interessi sovrastano la morale. Tuttavia il numero – ancora provvisorio – di decessi dovrà essere rivisto dalla Storia sulla base di una più completa conoscenza dei fatti, conoscenza che oggi è purtroppo frammentaria e spesso volutamente falsata.
Ad esempio il numero dei morti. Si parla in questo scorcio del mese di agosto di circa 800 mila morti in tutto il mondo, sebbene da più parti si ammetta che la stima è spesso errata, in più o in meno a seconda della convenienza di questo o quel governo.
Ad esempio in Italia i morti PER coronavirus sono indiscussamente molti meno dei morti CON coronavirus, il che ha innescato una ridda di polemiche, non ancora sopite, sulle mancate autopsie, sui rimborsi che gli ospedali percepiscono per i pazienti Covid, ecc.
Non voglio tornare su questi temi, ne sono abbondantemente nauseato.
Devo però tornare ai numeri per cercare di spiegare (e convincervi), per l’ennesima volta, che i numeri non barano, sono entità pure e incontaminabili. Raccontano una storia e una verità che solo la falsità umana riesce a stravolgere.
Vi hanno propinato per mesi, e continuano a farlo, un dato inesistente: il numero di “contagi”.
Addirittura insistono dicendo che tutti gli studenti di 14 anni o più dovranno installare la famigerata app Immuni sul proprio smartphone (se non ce l’hai o non te lo puoi permettere sarai bocciato e privato dei tuoi diritti, tanto ne hai comunque pochissimi!), per megloi controllare i “contagi”.
Giusto per capire come in apparenza può aumentare o diminuire il contagio, osservate la tabella qui sotto: essa racconta i risultati recenti di nove giorni di analisi dei tamponi in Italia.
Anche un ragazzino delle medie capisce che il numero di casi positivi è direttamente proporzionale al numero di tamponi eseguiti, infatti sebbene i valori assoluti varino anche del 50% la percentuale di positivi sul totale si attesta sempre (come previsto dai virologi seri!) sull’1%:

Riassumendo per chi non avesse ancora afferrato il concetto, il numero dei “contagi” NON è un dato: se ne vuoi trecento fai un certo numero di tamponi, se ne vuoi seicento ne fai il doppio. E’ innalzabile a piacere, perché il virus c’è, sono i malati che non ci sono Capito mascherini?
Eppure ancora televisione e giornali ci bombardano con atti di vero terrorismo mediatico, sapendo che molti continuano a crederci ciecamente. Diceva Orwell: “Le persone crederanno a ciò che i media diranno loro di credere”. E puntualmente aveva ragione.
Il miglior virologo al mondo Didier Raoult, con 149 mila citazioni e un indice di Hirsch di 175 dice, come Tarro, che Covid-19 sparirà da solo, la mortalità non è eccessiva e il lockdown non ha senso. Dice anche che cercare un vaccino è da idioti. Ma Scanzi ha come punti di riferimento Burioni e Galli, e come lui tutti TG e i talk show nessuno escluso. Mi chiedo se anche Berlusconi, dall’alto della sua fittizia opposizione non sia coinvolto, chissà, magari nel business delle mascherine (ne occorreranno 11 milioni a settimana da settembre solo per le scuole!) o in quello dei banchi a rotelle. Chissà, attendo con speranza le opportune smentite.
Il fatto è che la gente, presa nel suo profondo significato di nome singolare collettivo, è credulona e ignorante. La riprova? Ieri al supermercato una signora cercava un prodotto su uno scaffale che ne conteneva decine di marche e prezzi diversi. La figlia diceva di prendere quello che secondo lei aveva il miglior rapporto qualità/prezzo. La madre invece è andata dritta a un altro prodotto e lo ha messo nel carrello dicendo: “Questo è quello che fanno vedere in televisione”.
Capite? Nella sua ignoranza si fidava di chi le fa vedere i programmi che può capire (Il Segreto, Una Vita, Beautiful, la D’Urso,…) perché lei quando c’è il TG cambia canale, non conosce i termini che usano (eppure è italiano!) e quindi non capisce i loro discorsi.
La scorsa settimana un anziano guardava fisso la TV in una trattoria. Trasmettevano il TG5. Alla fine ha chiesto alla cameriera: “Cos’è successo oggi? Non ho capito.”
In effetti il linguaggio dei giornalisti non è per tutti, ma se gli anziani sono giustificabili, non lo sono i giovani, figli di una scuola ignorante, voluta da ignoranti figli dei sessantotto e del diciotto politico, che ancora imperversano e formano, si fa per dire, le generazioni che domani dovranno reggere le sorti di questo disgraziato Paese.
Così in questi mesi di emergenza Covid abbiamo sperimentato quanto ciò sia vero e quanto chi ci governa abbia gioco facile nel manovrare la popolazione.
Ma i numeri, signori miei, non mentono. Provate a sforzarvi di leggerli in modo distaccato, senza pensare alle idee di chi vi esorta a farlo. Scoprirete che non tutto ciò che vi hanno raccontato è come sembra, anzi molto poco lo è.
È un esercizio che vi esorto a fare. Il cervello è un dono che tutti abbiamo ricevuto, chi più chi meno, quindi cerchiamo di usarlo al meglio. Se due più due fa quattro, è inutile cercare di convincersi e convincere che dia un altro risultato: perché tutti hanno il diritto di essere stupidi, ma alcuni abusano di questo privilegio.
Quindi, di che cavolo dì emergenza stiamo parlando??? L’emergenza è finita da mo’. I numeri, quelli ufficiali dell’ISS dicono che siamo un Paese in cui l’1% della popolazione è positiva e asintomatica. Lo 0,0001% della popolazione ha sintomi tali da giustificare il ricovero. Muoiono mediamente 2 persone al giorno con coronavirus in patologie gravi e pregresse che in un qualche modo il virus ha peggiorato.
Nello stesso Paese muoiono ogni giorno oltre 600 persone per malattie cardiovascolari e più di 450 per tumore. E’ interessante vedere invece quali sono le priorità di un governo al quale mi sento di regalare un consiglio: invece di acquistare banchi con le ruote assumete bravi insegnanti, così gli asini non diventeranno ministri dell’Istruzione.

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Fonti:
https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-decessi-italia

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