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31 Ottobre 2020

Canale della Manica: no ai migranti


E’ ancora fresco nella memoria il filmato (in teoria divertente) in cui il premier Conte sostiene la linea dura e inflessibile contro gli sbarchi clandestini, mentre una migrante viene sorpresa a sbarcare in Sicilia con un barboncino al guinzaglio.
Insomma, le solite chiacchiere. A Londra invece si fanno i fatti. Vediamo perché.
Un ex prefetto di Milano promosso ministro dell’Interno dal governo giallorosso, Luciana Lamorgese, è alle pese con l’ondata travolgente di migranti che continuano senza sosta a sbarcare incontrastati sulle nostre coste. Ormai la quota 15.000 è stata abbondantemente superata, e mentre il ministro si affanna a dichiarare intollerabile la situazione sbattendo i pugni sulla (sua) scrivania, altri 2224 intrusi si sono accomodati a casa nostra nelle ultime due settimane.
Per la stragrande maggioranza non sono rifugiati: tra di loro vi sono 6.429 tunisini e 2.338 bengalesi alla ricerca d’una comoda sistemazione italiana, e il bilancio di questa invasione è aggravato dal costo del noleggio delle navi da crociera che qualche genio ha ottenuto alla modica cifra di 4 milioni a trimestre (sic!) per gestire la quarantena dei migranti positivi al Coronavirus; un costo che alla fine andrà moltiplicato per molte volte visto che ciascuna delle navi prevede la sistemazione di un massimo di 250 migranti.
All’Home Office di Londra Boris Johnson ha messo invece Priti Patel, una 48enne tatcheriana di ferro, figlia di una famiglia indiana arrivata a Londra dall’ex-colonia ugandese.
Anche la signora Priti Patel deve vedersela con un bel po’ di indesiderati in arrivo dalle coste francesi. Dall’inizio dell’anno più di 4mila e 100 «clandestini», come li chiama la ministra di Sua Maestà, hanno raggiunto le bianche scogliere di Dover. Un traffico bruscamente impennatosi ai primi di questo mese quando gli sbarchi hanno toccato quota 650, con una punta massima di 235 arrivi nelle 24 ore il 6 agosto. Poca roba se paragonata agli oltre 7mila arrivi sulle nostre coste nel mese di luglio e ai 1.321 registrati nei primi 13 giorni di questo mese. Ma Priti Patel e il governo di Sua Maestà non la pensano così. Una settimana fa l’omologa della nostra Lamorgese ha convocato Dan O’Mahoney, un ex ufficiale dei Royal Marines, veterano del Kosovo e dell’Iraq, e gli ha conferito la carica di «Comandante per la Minaccia dei Clandestini nella Canale» ordinandogli di rendere «impraticabile» la rotta della Manica.

Non vogliamo neppure immaginare cosa potrebbe succedere qui da noi se, non Salvini, ma la rispettabilissima Lamorgese convocasse un ex ufficiale dei Marò chiedendogli di bloccare a qualsiasi costo barchini e gommoni in navigazione nel Canale di Sicilia. In Inghilterra dove, stando ai sondaggi, il 50 per cento dei sudditi non prova alcuna simpatia per i migranti non è volata una mosca. E così il ministro Patel ha spedito O’Mahoney a Parigi ordinandogli di mettere con le spalle al muro le autorità d’oltremanica e raggiungere un’intesa per fermare i trafficanti d’ uomini. Il tutto mentre chiedeva alla Difesa di mettere a punto, in caso di mancato accordo, un’operazione della Royal Navy per bloccare i barchini in partenza dalla Normandia. E per non sbagliare pretendeva l’immediato decollo di un pattugliatore incaricato di individuare le partenze e segnalarle ai funzionari del presidente Macron.
In sostanza: mentre in Italia, a dispetto delle dichiarazioni della Lamorgese continuavano gli sbarchi e si moltiplicavano i costi, in Inghilterra già s’intravede una soluzione. Dan O’Mahoney rientrato dal Parigi ha annunciato il piano comune per bloccare a Calais i trafficanti mentre la signora Patel ha fatto sapere di esser pronta a rispedire in Francia e Germania 557 dei 4.100 indesiderati approdati quest’anno!
Insomma, in poco più di una settimana, ha ottenuto quel che la nostra Lamorgese non è riuscita nemmeno ad abbozzare in oltre 11 mesi.
Traete voi le conclusioni.
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Fonti:
ansa.it
il Giornale

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