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28 Ottobre 2020

47 Circus Roof Garden: un mix di semplicità, gusto ed emozioni


Posto nella meravigliosa terrazza all’ultimo piano del Boutique Hotel FortySeven di via Petroselli, 47 Circus Roof Garden è un ristorante con vista sul luogo più iconico del celebre film interpretato da Gregory Peck e Audrey Hepburn. Il lungotevere, la Bocca della Verità, il Circo Massimo sullo sfondo, l’incredibile tempio dalla rara forma circolare di Ercole Vincitore, poco distante dal luogo sacro intitolato a Portuno, a cui si unisce la delicata basilica di Santa Maria in Cosmedin con il suo campanile (raro esempio dell’architettura del XII secolo a Roma), sono la più bella cartolina che regala il colpo d’occhio unico che si ammira dalle terrazze del ristorante.

La struttura, ad ogni piano, ha un tema differente ed è dedicato al mondo del cinema, della moda, della fotografia, con dieci tipologie di categoria, dalla suite, alla deluxe fino alla standard. Immerso in un museo a cielo aperto attraverso i secoli, il Boutique Hotel FortySeven è gestito da Luca Nicolotti, che ha voluto per essa un design moderno e particolare. Nicolotti da anni aveva un’ambizione: far mangiare veramente bene sulla sua terrazza, offrire ai suoi ospiti ciò che avrebbe desiderato per sé, cioè una serata bella e piacevole guardando Roma.

Entrare al FortySeven e salire sulla sua terrazza è, dunque, un’emozione come quella che lo Chef Antonio Gentile fa vivere durante la serata. Qui si viene sul calar del sole, schermati da grandi ombrelloni, a deliziarsi del tramonto, per delle piacevoli serate dolcemente rinfrescate dal ponentino romano che, arrivando dal mare, ne porta i suoi profumi. Aperto tutti i giorni dalle ore 18.00 per l’aperitivo, dalle ore 19.00 per la cena e il dopocena, con musica soft di sottofondo, il ristorante accoglie i clienti in un ambiente dall’eleganza italiana, con arredi essenziali ma ricercati, pensati per vivere comodamente all’aria aperta: oltre 40 coperti con tavoli in ferro nelle tonalità del nero e del grigio antracite per una mise en place raffinata, grazie a preziose porcellane, bicchieri in cristallo e candide tovaglie.

La cucina di Antonio Gentile propone piatti che celebrano il Mediterraneo, apparentemente semplici ma in realtà molto concettuali e realizzati con una grande tecnica, mantenendo i sapori riconoscibili.

La storia dello chef è quella di una passione vera, che non conosce compromessi. Nato a Ercolano, classe ’86, dopo gli studi da perito meccanico si è trasferito nella capitale per frequentare il corso A tavola con lo chef di Antonio Sciullo.
“Lo feci quasi per gioco ma è diventata la mia vita. – rivela Antonio – Sono rimasto con lui nella cucina di Georges per un anno e mezzo, prima di arrivare al Faro di Capo d’orso con lo chef Pierfranco Ferrara, una stella Michelin. Tornato a Roma, sono entrato nella cucina di Imàgo ristorante dell’Hotel Hassler, per poi scendere in costiera al ristorante Furore, del Furore Inn, con lo chef Antonio Sorrentino. Poi Londra con Heinz Beck, presso il suo ristorante Apsleys. Dopo quasi due anni, sono tornato in Italia, per fare lo chef al Red Fish di Ostia, dove sono rimasto cinque anni, conquistando le due forchette del Gambero Rosso. Un periodo intenso, di crescita, dove mi sono confrontato con me stesso sul tipo di cucina volessi esprimere. Infine la chiamata di Nicolotti al 47 Circus e l’inizio della parte più sensazionale della mia vita.”

La cucina di Antonio Gentile esalta i prodotti senza fargli perdere identità, “perché il cibo, come gli elementi della natura, non si può stravolgere”, facendo grande attenzione alla provenienza degli ingredienti. Fa inoltre emergere quella componente campana che, in modo delicato, dona carattere ai piatti.

Tra gli antipasti troviamo, ad esempio, il Polpo cotto alla piastra e glassato con un fondo di verdure, servito con zucchine alla scapece (immancabili!) e una crema di pomodoro confit mentre il Battuto di pappa al pomodoro con avocado, cipolla rossa di Tropea e una cialda di olive nere di Gaeta è un omaggio al Sud e alla sua tradizione povera e semplice.
Uno dei primi più richiesti è il Capellino che viene cotto in un brodo di pannocchie, a cui si aggiunge una crema di peperoni arrostiti, del succo di yuzu e una tartare di ricciola mentre lo Spaghettone cucinato in acqua di pomodoro, con vongole e crema di zucchine, si presenta ovviamente bianco ma al gusto rimane la delicata acidità del pomodoro che ben si armonizza la dolcezza della zucchina.
Tra i secondi un best seller, la Spigola al sale, piatto classico della cucina di pesce qui servita con una pasta di sale, uova e farina che si presenta come un involucro del filetto di pesce, ed è studiata appositamente per mantenere la carne morbida e succosa. Alternativa al pesce è il Filetto di manzo con maionese al wasabi, sciroppo di ciliegie e bieta ripassata, in un equilibrio tra sentori esotici e agrodolci resi neutri dalla presenza della verdura.
Tra i dolci troviamo il classico Tiramisù, il Cioccolato bianco caramellato, arachidi salati e sorbetto al lampone, oppure la Lemon curd (o crema al limone) con crumble al cacao, spugna alla menta e sorbetto ai frutti rossi, che viene chiamato il Dolce giardino.

I piatti presentati dallo Chef Antonio Gentile sono dei veri capolavori: l’arte di impiattare, il profumo invitante delle pietanze e il gioco armonico di colori tra i vari elementi nel piatto rendono ogni menù un’emozione memorabile per tutti i sensi.

Per i vini il consiglio è quello di affidarsi a Giorgio Graziani, esperto maitre con rilevanti esperienze lavorative in precedenti hotel della capitale: sa comprendere i desideri dei clienti e consigliare le portate migliori per assecondarne i gusti. Dalla sua professionalità, gentilezza, ed eleganza si evince la sua approfondita conoscenza del mondo della ristorazione.

Immancabile l’aperitivo al tramonto con stuzzichini e appetizers come la focaccia fatta in casa farcita con mortadella, la caprese d’avanguardia con spugna di pomodoro, crema di mozzarella e basilico. Il tutto da accompagnare ai vini in carta, frutto di una costante ricerca di etichette, e ai cocktail signature estivi della barlady romana Beatrice Oliviero, impreziositi da salvia, timo, aneto e rosmarino del delizioso orto urbano ospitato accanto al cocktail bar della terrazza.

Il personale è molto qualificato ed è attento alla soddisfazione dei bisogni degli ospiti e ai minimi particolari. Un’accoglienza e una cordialità in grado di superare ogni aspettativa e la possibilità di vivere da protagonista momenti indimenticabili riflettono il carattere unico, la storia e la cultura della struttura scelta.

La veridicità di quanto descritto non ha timore di essere smentita da nulla neanche se si facesse la prova estrema della Bocca Verità che si trova a pochi passi dalla splendida terrazza panoramica.

PER INFORMAZIONI:
47 CIRCUS ROOF GARDEN
VIA LUIGI PETROSELLI, 47 – 00186 ROMA
TEL. 3480162378
www.47circusroofgarden.com/

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