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23 Ottobre 2020

Brigata Paracadutisti Folgore: uno scherzo di tanti anni fa


Due assidui lettori di WeeklyMagazine, entrambi Ufficiali paracadutisti nella famosa Brigata paracadutisti “Folgore”, rivivono un momento goliardico avvenuto negli anni ‘70 al Circolo Ufficiali della Caserma “Vannucci” in Livorno, sede del 187º Reggimento paracadutisti.
Erano altri tempi.
C’era la leva, gli AUC (Allievi Ufficiali di Complemento) e si era lontanissimi dalla rivoluzione copernicana costituita dalle Forze Armate non più come forza di popolo ma costituite solo da volontari retribuiti.
Chissà, secondo alcuni c’era ancora uno spirito oggi in parte perduto, sacrificato sull’altare della così detta professionalizzazione.

Chi scrive, rivolgendosi a un commilitone, all’epoca prestava servizio in Brigata paracadutisti in qualità di Ufficiale di Complemento ed erano appena arrivati in Caserma i nuovi AUC, freschi freschi di nomina e ancora col grado di sergente…

Caro Domenico (NDR: l’Autore del racconto si rivolge al S. Ten. par. Domenico Gebbia), a riguardo la frequentazione degli AUC sergenti al Circolo Ufficiali alla Vannucci, ti ricordi lo scherzo che facemmo a quelli del 60° corso !!!??? Ho parlato al plurale, ma in realtà fu tutta una tua idea , e tu fosti lo sceneggiatore , il regista e l’ attore principale, io e Maletti ti facemmo da spalla e qualche altro collega nostro paricorso ( non ricordo chi fossero ) da comparse . Quelli del 60° arrivarono freschi del grado di sergente circa a metà dicembre del 1970 , noi chiaramente eravamo sten da ottobre . Non ricordo come ma riuscimmo dopo pochissimi giorni del loro arrivo a radunare un decina di loro al Circolo , era o un sabato pomeriggio o una domenica mattina , Scegliemmo tali orari fidando giustamente che ci fosse poca presenza di ufficiali in s.p.e e di avere tutta la scena per noi e campo libero…. Tu dicesti al parà che fungeva da barista di nascondersi , ti sostituisti a lui , indossasti la sua giacca bianca da cameriere e ( tocco da maestro ) prendesti un tappo corona di una bottiglia di birra , togliesti il dischetto di sughero interno che usasti per fissare la parte metallica del tappo sulla giacca a mo’ di medaglia !! . Il ” gioco ” era quello che tu finto parà semplice e cameriere prendevi a male parole noi sten e sopratutto e anche a pesci in faccia i neo sergentini . Noi chiaramente ” muti e rassegnati ” ai tuoi improperi …. , e ben vedevamo lo stupore sulle loro facce !! S era deciso che io e Maletti avremmo stazionato in piedi vicino al bancone , per darti manforte nella sceneggiata ( nel senso che ci avresti trattato male , e se te lo permettavamo noi uff. tanto più dovevano sopportarlo loro che erano sottuff. !!!!! ) , A un serg del 60° AUC che ti aveva chiesto un caffè , tu lo trattasti peggio di un cane … , lui stava per reagire , ma io gli dissi di calmarsi , di portar pazienza perchè eri il figlio del Col. Gambarotta ma sopratutto perché  la tua medaglia ( il tappo corona !! ) ti parificava a un Ufficiale superiore !!!
Lui mi chiese per cosa l’avevi presa sta medaglia , e un collega presente ebbe un colpo di genio … disse : E’ STATO IL PRIMO E PER IL MOMENTO L’UNICO A LANCIARSI DA UN AEREO A REAZIONE CON IL PARACADUTE FUNE DI VINCOLO !!

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