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29 Ottobre 2020

Welfare aziendale e Costituzione


I tradizionali benefits erano concessi in azienda da disposizioni unilaterali del datore di lavoro a vantaggio dei lavoratori, in modo da assicurare, al di là della abituale retribuzione monetaria, vantaggi di ordine economico attraverso diverse forme.
Per chiarire immediatamente con esempi, benefit deve intendersi da sempre la mensa concessa gratuitamente o a prezzi simbolici, l’uso della automobile aziendale, oltre che per il lavoro durante la settimana, nei week end per scopi privati senza aggravio di spese.
Intorno agli anni 2014 e 2015 sono intervenute leggi dello Stato e successivi regolamenti ministeriali che hanno profondamente innovato la materia. Da allora infatti i benefici non discendono più da atti unilaterali dell’imprenditore ma vengono contrattati a livello di trattativa tra la Direzione aziendale e le Rappresentanze Sindacali Aziendali. Da quel momento perciò diventano frutto di accordi tra l’azienda ed i lavoratori.
Le forme di intervento economico aziendale a vantaggio dei lavoratori possono cadere su materie anche decisamente impegnative come la sanità privata, l’aiuto alle spese per gli studi dei figli, gli aiuti per l’assistenza ai genitori anziani, la stipulazione di polizze con società di assicurazione private a fini di pensioni integrative.
Quali le contropartite per l’imprenditore a fronte di siffatti corposi interventi economici? La possibilità di fruire di consistenti agevolazioni fiscali. L’una e l’altra parte traggono conseguentemente vantaggi dalle iniziative di Welfare.
Si tratta di norme che ben si inseriscono nei principi espressi dal’art. 41 della Costituzione, laddove si dice che l’iniziativa economica privata è libera ma deve essere indirizzata a fini sociali. A distanza di più di 70 anni dalla promulgazione la Costituzione dimostra tutti i suoi caratteri di modernità anche in prospettiva. Ed è per il mondo della produzione il riconoscimento di aver assunto ruoli sociali di grande pregio e rilevanza proprio nel momento in cui istituzioni pubbliche delegate a tali compiti non siano più in grado di adempierli nella loro interezza. Aspetti che rivelano come la Azienda abbia raccolto su di sé momenti centrali della vita della nostra società.
Forse a ragione è stato detto che l’intervento legislativo ha un valore incompleto perché favorisce i lavoratori dipendenti dimenticando chi abbia altre forme di contratto di lavoro. Osservazione non errata: tuttavia si deve rispondere che le riforme, al momento della loro nascita, possono avere anche incidenze parziali, non escludendo la possibilità di integrazioni successive. Nel caso in esame, perfezionamenti di un secondo momento potranno rendere giustizia ad un più congruo numero di lavoratori. Una riforma non va cancellata per il fatto di non soddisfare tutti i possibili fruitori, anzi modifiche successive potranno, in corso d’opera, venire incontro ad interessi più diffusi ed a previsioni più complete.
Dal momento che la materia è da considerarsi molto delicata, complessa e specialistica, società di consulenza specifica agevolano i lavori della Direzione Aziendale e delle Rappresentanze Sindacali attraverso interventi coordinati di rilevante impegno professionale presenti tanto nel momento dell’incontro sindacale quanto in fase di studio ed appoggio, soprattutto sotto i profili dei conteggi e delle interpretazioni giuridiche ed economiche.

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