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26 Ottobre 2020

Covid-19: verso un nuovo DPCM. Interferenze coi comizi elettorali


Nonostante i dati sanitari inerenti i nuovi casi da Coronavirus, tutto sommato stabili se non in lieve ma costante diminuzione il Governo, su indicazione del Presidente della Repubblica Mattarella, si avvia a varare un nuovo DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) che estenderebbe fino al 31 dicembre lo “stato di emergenza” e i quasi pieni poteri nelle mani di Conte.

Vediamo quali potrebbero essere, presumibilmente, i punti focali del nuovo provvedimento (e quali le possibili conseguenze sulla vita del paese).

Mascherine:
Si confermerebbe la loro obbligatorietà in tutti i casi in cui c’è assembramento di persone, specie in luogo chiuso.
Dunque mascherine obbligatorie in uffici pubblici, sui mezzi di trasporto, a teatro e al cinema.

Guanti:
Sembra finalmente cadere l’obbligo dei guanti in favore delle indicazioni a una maggiore è più frequente lavaggio delle mani.
Da tempo, sulle pagine di WeeklyMagazine, si sosteneva questa tesi.

Sagre e fiere:
Maggiori è più stringenti controlli saranno imposti per manifestazioni di questo tipo ma pare saranno le regioni a decidere caso per caso.

Sanificazioni e controlli:
Continua l’obbligo di sanificazione dei locali (negozi, uffici, esercizi pubblici, etc.), così come quelli di misurare la temperatura e mettere a disposizione dispenser di disinfettante per le mani.
Nei locali pubblici (es. ristoranti) bisognerà lasciare le proprie generalità. Anche sulle spiagge, come pare, saranno intensificati i controlli per verificare le distanze tra gli ombrelloni giacche sembra che non tutti gli esercenti abbiano rispettato alla lettera le disposizioni vigenti.

Sono a qui sembrerebbe tutto normale, nel senso di una gestione da “buon padre di famiglia”, a voler proteggere il paese dal Coronavirus da parte del Governo, del premier Conte e del Presidente della Repubblica Mattarella.
Ma, a ben vedere, potrebbe non essere tutto oro quello che luccica.

Discoteche:
Quasi certamente slitterà la data in cui potranno essere riaperte. Dunque in pericolo la stagione estiva, solitamente la più fruttuosa per il settore. Dopo mesi di forzata sosta ciò, nonostante i dati sanitari non suggeriscano di fatto il perdurare dell’azzurra entro delle attività da discoteca e nonostante altre esercizi, come ad esempio quelle delle palestre, non siano coinvolte dalla proroga della sospensione della attività, comporterebbe il fallimento di numerose imprese del settore.
Insomma, come spesso accaduto, un provvedimento che appare quanto meno non coerente a uno stato di preoccupazione che, se c’è, allora non si comprende perché non coinvolga anche altre attività in cui vi sia alta produzione di aerosol in luoghi chiusi.

Voli e turismo da altre nazioni:
Sembrerebbe confermato l’interdizione allo sbarco di persone, che in questa stagione significa turisti, provenienti da alcune nazioni, considerate ad alto rischio, tra cui gli USA i cui cittadini devono scontare una quarantena “a prescindere” se vogliono visitare il nostro bel paese.
Dunque sembra che sarà prorogato il divieto d’ingresso in Italia a chi, anche mediante triangolazioni, arriva da Armenia, Bahrein, Bangladesh, Kuwait, Oman, Bosnia Erzegovina, Macedonia del Nord, Moldova, Brasile, Cile, Panama, Perù e Repubblica Dominicana, mentre resta l’obbligo di quarantena di 14 giorni per chi proviene dagli Usa.
A parte il danno economico agli operatori del settore turistico potrebbe anche essere una giusta indicazione se analoga cautela fosse adottata nei confronti di chi sopraggiunge in Italia da paesi altrettanto a rischio come la Libia. Così, invece, sembra non essere con la conseguenza che subiremo un doppio danno. Da un lato rimarremo esposti al rischio di introdurre in Italia nuovi focolai e dall’altro deprimeremo ancora di più il turismo (che per l’Italia è una delle voci portanti del PIL).

Manifestazioni e assembramenti:
Il Governo sarebbe intenzionato a evitare occasioni di assembramenti come nel caso delle manifestazioni.
Sembrerebbe una giusta cautela se non capitasse a ridosso di un importante momento democratico del paese quali le elezioni regionali e amministrative di settembre.
Ancora una volta sembrerebbe una giusta cautela se non fosse che tra le occasioni che ricadono sotto la voce manifestazioni ci sono anche i comizi elettorali.
Se i dati epidemiologici sono stabili o, addirittura, sono i lieve e costante miglioramento, e sicuramente comparabili con altre piaghe sanitarie come le morti da patologie cardiache e circolatorie, qualcuno inizia a chiedersi se la misura di protrarre lo stato di emergenza sino a fine dicembre non non abbia un po’ il sapore della scusante per viziare il regolare andamento della propaganda elettorale dei partiti di opposizione, ossia quelle formazioni politiche che meno hanno accesso ai media istituzionali (radio e TV).

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