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22 Ottobre 2020

Napoli: un turista per caso


Gentili lettori,

sono onorato di entrare a far parte di WeeklyMagazine e ringrazio il direttore Vincenzo Di Guida, per l’opportunità e la fiducia accordatami.
Anche se non è così rilevante, mi presento: sono Vincenzo Punzo un semplice dilettante che da oltre 20 anni scrive, utilizzando ancora carta e penna, su argomenti di varia natura: da quelli più effimeri a quelli più importanti. Lo scopo che mi prefiggo è che ogni argomento diventi motivo di riflessione e condivisione, unendo i lettori in un colloquio virtuale e che susciti anche una semplice emozione.
Mi auguro che tutto ciò accada anche con voi lettori di WeeklyMagazine anche se non abbiamo il piacere di conoscerci personalmente. L’importante però non è l’uomo, ma quello che riesce a trasmettere e la sua capacità di filtrare il buono dal meno buono.

Un caloroso saluto a tutti voi.

Vincenzo Punzo
Savona, 22 giugno 2020

Ritengo che nella vita dell’uomo non esista il caso, ma una vera regia che viene dall’alto, attraversa la mente, il cuore e le mani dell’uomo, sia per il bene, ma purtroppo anche per il male; il male viaggia orizzontalmente scontrandosi con altro male, il bene viaggia verticalmente verso quella luce che ci unisce nell’amore.

Anche questo nostro incontro non è un caso, in quanto io Vincenzo Punzo, sono figlio, da oltre 70 anni, della città di Napoli, però da 48 anni vivo in Liguria dove risiedo con la mia famiglia.

In questi anni non ho mai smesso di ascoltare i battiti del cuore di Napoli che non sempre mi hanno dato quella gioia che mi auguravo. Allora spinto dal desiderio, con mia moglie ad ottobre 2019, abbiamo rivisitato Napoli dopo tanti anni per avere la percezione di quale biglietto da visita riceva il turista dalla città.

Una volta toccato il suolo di Napoli è stato solo un piacere, in quanto è una città che sorride, in cui l’ospite è sacro, ogni suo quartiere o piazza rappresenta una città europea e questo permette accoglienza verso tutti.

Sia Napoli che il meridione non hanno mai alzato muri e filo spinato, ma costruito ponti per accogliere i profughi, i rifugiati e tutti quelli che approdano sulle nostre coste mediterranee, una delle tante virtù di Napoli è quella di condividere e convivere con tutti i fratelli di diverse etnie.

Napoli è una vera custodia di tradizioni culinarie, è conosciuta in tutto il mondo, è capolavoro d’arte e, nel suo complesso armonioso, tutti i suoni diventano musica senza orchestra. Napoli è libera da qualsiasi barriera, il passato e il presente si confondono con alti e bassi, come una città verticale che sale e scende dalla terra per affiorare, è la città dai mille mestieri artigianali che oggi come ieri rimangono nella storia napoletana in esclusiva (cito per esempio il presepe napoletano).
Ogni oggetto che nasce dall’artigianato nei vicoli di Napoli, rappresenta una parte di quella economia del sommerso che permette di vivere, ma quello che conta di più è la professionalità e la capacità di riciclare il materiale ed elaborarlo con tanto amore.

Proprio come l’amore della grande biblioteca umana di anziani di Napoli, invece dei libri si possono consultare questi ultimi che raccontano quello che hanno imparato dalla vita, esperienza e saggezza ed i primi alunni sono i nipotini.
Dalla quarantena abbiamo imparato una nuova frase: io resto a casa, così dovrebbe essere per tutti i nonni e le persone anziane … dovrebbero restare nelle proprie case in quanto rappresentano un patrimonio familiare.

Da quanto emerso in quei pochi giorni trascorsi a Napoli mi viene spontaneo pensare che si presenti ai turisti e ai cittadini come il parto della cerva, animale più volte descritto nelle sacre scritture per la sua eleganza, intelligenza e bellezza, nell’immaginario collettivo il suo parto è ritenuto un fenomeno misterioso noto solo a Dio (salmo 29;5-6).

Ecco questa è Napoli, diversa ma uguale e fra non molto ci ritorneremo, soprattutto per riprendere la degustazione della gastronomia partenopea, tanto ambita in tutto il mondo.

Il pensiero di Socrate: il senso della vita sta nella relazione calza a pennello alla città di Napoli.

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