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4 Luglio 2020

È guerriglia civile a Mondragone


La piccola comunità di Mondragone, piccola cittadina del casertano sul litorale domitio, è in subbuglio.

Come noto la zona è da anni preda di un’immigrazione selvaggia, fuori da ogni controllo, legata al mondo criminale del lavoro al nero nei campi, la prostituzione, lo spaccio.

Sono stato recentemente in quelle zone, un tempo rinomate per la mozzarella di bufala e, sinceramente, ho avuto un tuffo al cuore.

Baia Verde, Mondragone, Baia Domitia, non mi sembrava neppure di essere in Italia tanta era l’incidenza di varia umanità straniera rispetto ai locali.

Come evidente segno esteriore del dilagante degrado sociale, l’incuria al patrimonio edilizio con piccole villette oramai fatiscenti in contrapposizioni a palazzoni in cemento, come il complesso “Cirio” in cui una folta comunità bulgara s’è stabilita.

Ogni appartamento, delle dimensioni idonee per normali famiglie di 4 o 5 persone, è ora invece abitato da occupanti in numero doppio se non triplo.

Colpa di proprietari senza scrupolo che affittano senza porsi troppe domande, certo, ma anche delle istituzioni che non controllano e lasciano correre.

Insomma un vero e proprio alveare, una annunciata bomba sanitaria, dove la densità abitativa rende impossibile ogni cautela d’igiene.

In questa situazione da bolgia dantesca era fatale che si sviluppasse un nuovo focolaio epidemico.

E‘ la scarsa attenzione che le istituzioni hanno sempre dedicato alla zona, con buona pace anche del Governatore De Luca che si auto proclama salvatore della Campania, che ha determinato questa bomba sociale e sanitaria.

Le scarne Forze dell’Ordine presenti, infatti, non sono state neppure sufficienti a garantire la quarantena.

Nottetempo si sono viste persone che riuscivano a sgusciare fuori dal complesso “Cirio” attraversando agevolmente le maglie di un cordone di sicurezza esistente in pratica solo sulla carta.

Impotente e inascoltata davanti a tale scempio, vessata da anni di malcostume politico e trascurata dalle istituzioni, compressa tra l’inquinamento ambientale e la criminalità organizzata che permea l’economia locale, la popolazione italiana di Mondragone è esplosa ed ha preso di mira le automobili e i furgoni con targa bulgara dei nuovi barbari.

Vetri infranti, fari rotti, carrozzerie prese a mazzate, gli immigrati che lanciavano di tutto dai palazzi, sono solo istantanee d’uno stato di guerriglia civile e l’inevitabile epilogo di una immigrazione fuori ogni controllo.

Ed è per questo che da anni, invece, sosteniamo la necessità di stringere i freni, di consentire solo un’immigrazione sostenibile, che consenta di stabilirsi nel nostro paese solo A chi può avere un lavoro regolare.

Bisognerebbe quindi che qualcuno spiegasse ai vari Zingaretti e De Luca che è poco utile fare i buonisti o gli sceriffi e poi essere costretti a mandare l’esercito ma che è invece opportuno fare prevenzione controllando l’immigrazione è rispedendo al mittente chi è irregolare.

In caso contrario le conseguenze sono sotto gli oggi di tutti: la criminalità trova facile manodopera, gli imprenditori senza scrupoli trovano lavoratori disposti ad essere sottopagati togliendo lavoro agli italiani, il sovraffollamento delle comunità straniere causa problemi di natura igienico sanitaria.

Tutte cose ovvie, ma non per gli amministratori di quella sinistra che, invece, guardano allo “ius soli” e ai nuovi “italiani” solo come bacino di voti.

Ma quando la politica è sorda all’evidenza il popolo finisce per prendere i forconi e allora sono dolori per tutti.

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