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22 Ottobre 2020

Il grano duro è un Ogm (e nessuno lo sa)!


La specie di grano più diffusa ed utilizzata per il pane e la pasta, che consumiamo quotidianamente, si chiama Creso. Nasce dall’incrocio della varietà messicana Cymmit e quella italiana Cp B144, quest’ultima ottenuta con una modificazione genetica della varietà Senatore Cappelli ormai coltivata solo da aziende biologiche.
La varietà Senatore Cappelli è stata largamente usata fino al 1975. Ottenuta nel 1915 per selezione genealogica a Foggia, divenne il grano duro più coltivato nel meridione. La pianta, di generazione in generazione è cresciuta in altezza, diventando alta più di un metro e ottanta ed a rischio di allettamento (il fusto con pioggia e vento tendeva a piegarsi complicando le operazioni di raccolta). Così il grano Senatore Cappelli fu bombardato con raggi X o gamma per modificarne la struttura genetica ed ottenere un grano più produttivo e più basso. A causa dell’irradiamento fu modificata la struttura genetica della pianta. Nel 1974 nel Centro di studi nucleari del CNEN della Casaccia (Roma), infine, dal grano OGM si giunse ad ottenere il Creso che impegna il 90% della coltivazione italiana.

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