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29 Settembre 2020

Covid-19, agevolazioni alle imprese e alle famiglie: i crediti d’imposta


Approfondiamo l’analisi sui vari crediti di imposta riconosciuti dal Decreto Cura Italia e dal Decreto Rilancio.

IMPRESE:
I crediti di imposta previsti dalla normativa Covid, spaziano in diversi campi.
Il primo è quello relativo al credito di imposta pari al 60% dei canoni di locazione.
Nel Decreto Cura Italia art. 65 DL 18/2020, tale credito era previsto per le sole imprese che utilizzavano immobili C1 e che non potevano esercitare la propria attività durante il mese di marzo a causa delle restrizioni imposte dalla normativa nazionale o regionale. Per tale credito è prevista la possibilità di: compensazione in F24, e la cessione a terzi Art. 122 DL 34/2020 dello stesso entro il 31/12/2021 (gli acquirenti potranno poi utilizzare, a loro volta, il credito acquisito in compensazione (non a rimborso) «con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente).e non è prevista l’imponibilità fiscale.
Successivamente con l’emanazione del Decreto Rilancio N. 34/2020 art. 28 il credito di imposta per gli affitti è stato esteso a tutte le imprese, professionisti e Enti non commerciali, che nel 2019 hanno registrato un fatturato inferiore ad €5 milioni ed abbiano subito nel mese di riferimento un calo dei ricavi /compensi di oltre il 50% rispetto allo stesso mese del periodo precedente. Con il DL Rilancio la norma si è ampliata a tutti i soggetti per tutti e tre i mesi legati alle restrizioni per il Covid. In effetti è stato un vero e proprio passo indietro del legislatore che ha così allargato l’agevolazione a tutte le attività.
Anche in questo caso è stata prevista la cessione a terzi del credito art. 122 DL 34/2020 ed è espressamente prevista la non imponibilità ai fini fiscali del contributo.
Il secondo è quello previsto dall’art. 120 del Decreto Rilancio relativo all’Adeguamento degli ambienti di lavoro, riconosciuto ad imprese, professionisti e associazioni, fondazioni ed enti privati del terzo settore, , in relazione agli interventi necessari per ar rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19, ivi compresi quelli edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni, per l’acquisto di arredi di sicurezza, nonché in relazione agli investimenti in attività innovative, ivi compresi quelli necessari ad investimenti di carattere innovativo quali lo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e per l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti e degli utenti, il tutto per una percentuale pari al 60% della spesa sostenuta. Per tale credito è prevista la possibilità di: compensazione in F24 dal 2021, e la cessione a terzi art. 122 DL 34/2020 dello stesso entro il 31/12/2021 (gli acquirenti potranno poi utilizzare, a loro volta, il credito acquisito in compensazione (non a rimborso) «con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente).e non è prevista l’imponibilità fiscale. Con uno o più decreti successivi potranno essere individuate ulteriori spese ammissibili. Per questo credito di imposta non è prevista la non imponibilità fiscale, sembra una dimenticanza del legislatore ma al momento questo contributo dovrebbe essere tassabile..
Il terzo credito è quello previsto dall’art. 125 del DL Rilancio in relazione alle spese sostenute per: a) la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
b) l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
c) l’acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti;
d) l’acquisto di dispositivi di sicurezza diversi da quelli di cui alla lettera b), quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
e) l’acquisto di dispostivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione.
Per tale credito è prevista la possibilità di: compensazione in F24, e la cessione a terzi art. 122 DL 34/2020 dello stesso entro il 31/12/2021 (gli acquirenti potranno poi utilizzare, a loro volta, il credito acquisito in compensazione (non a rimborso) «con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente).e non è prevista l’imponibilità fiscale Con un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, saranno stabiliti criteri e modalità di fruizione.

FAMIGLIE – VOUCHER VACANZE:
All’art. 176 Decreto Rilancio è previsto un tax credit per le famiglie.
Per l’anno 2020 è riconosciuto un credito in favore dei nuclei familiari, con Isee in corso di validità, non superiore ad € 40.000,00. Il credito è utilizzabile dal 01 luglio 2020 al 31 dicembre 2020 per il pagamento dei servizi offerti in Italia da: imprese turistico ricettive, nonché dagli agriturismo e dai bed &breakfast in possesso dei titoli prescritti dalla normativa nazionale e regionale per l’esercizio dell’attività turistico ricettiva.
Il credito utilizzabile da un solo componente per nucleo familiare , è attribuito nella misura massima di € 500,00 per ogni nucleo familiare. Nel caso di nuclei familiari composti da due persone è pari ad € 300,00 e nel caso di nuclei con 1 persona, è pari ad € 150,00.
Quali sono le condizioni previste dalla normativa:
a) le spese debbono essere sostenute in un’unica soluzione in relazione ai servizi resi da una singola impresa turistico ricettiva, da un singolo agriturismo o da un singolo bed & breakfast;
b) il totale del corrispettivo deve essere documentato da fattura elettronica o documento commerciale ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, nel quale è indicato il codice fiscale del soggetto che intende fruire del credito;
c) il pagamento del servizio deve essere corrisposto senza l’ausilio, l’intervento o l’intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici diversi da agenzie di viaggio e tour operator.
Il credito è fruibile esclusivamente nella misura dell’80 per cento, d’intesa con il fornitore presso il quale i servizi sono fruiti, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto e per il 20 per cento in forma di detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi da parte dell’avente diritto.
Il fornitore dei servizi potrà compensare con le proprie imposte il credito di imposta ricevuto in pagamento o cederlo a terzi.

BONUS BICICLETTE:
L’art. 229 del Decreto Rilancio prevede il bonus mobilità, ovvero un contributo pari al 60 per cento della spesa sostenuta e, comunque, in misura non superiore a euro 500, a partire dal 4 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica.
Tale bonus sarà utilizzabile dai residenti maggiorenni nei capoluoghi di Regione, nelle Città metropolitane, nei capoluoghi di Provincia ovvero nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti.
Le risorse disponibili sono limitate e pertanto probabilmente si procederà ad un click day.
Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono definite le modalità e i termini per l’ottenimento e l’erogazione del beneficio di cui al terzo periodo del presente comma, anche ai fini del rispetto del limite di spesa.

FINANZIAMENTI ALLE IMPRESE:
Il DL Liquidità ha incassato la fiducia alla Camera. Ad inizio settimana sarà varato il via libera la conversione in legge.
Le modifiche riguarderanno l’aumento del tetto di finanziamento da € 25.000,00 ad € 30.000,00 e l’aumento della durata da 6 a 10 anni. (per chi ha già stipulato il finanziamento sarà possibile effettuare un’integrazione). Per i finanziamenti fino ad € 800.000,00 è invece previsto un incremento del limite temporale per la restituzione a 30 anni. (anche qui sarà possibile effettuare un’integrazione)
La rivisitazione del testo del Decreto ha riguardato anche la norma sulla responsabilità del datore di lavoro in caso di contagio. Infatti nella versione definitiva, sarà previsto che la responsabilità aziendale in caso di contagio verrà esclusa a priori, se l’azienda ha rispettato il protocollo di sicurezza condiviso con le parti sociali.
Vi sarà inoltre una norma che prevederà novità fiscali per l’ indennizzo per le spese sostenute per la partecipazione a eventi internazionali precedentemente annullati a causa dell’emergenza dovuta alla pandemia.

ROTTAMAZIONE E SALDO E STRALCIO RUOLI ESATTORIALI:
All’art. 154 lett. C) si prevede che il mancato pagamento delle rate in scadenza nell’anno 2020, non determina l’inefficacia delle dilazioni se il debitore provvederà a versare l’intero imposto scaduto e non versato entro il 10 dicembre 2020.
All’art. 154 lett. D) si prevede che per coloro i quali, in seguito al mancato pagamento delle rateizzazioni nell’anno 2019, avessero perso il diritto oltre che alla rottamazione anche all’eventuale dilazione del debito esattoriale, è previsto che possano essere accordate nuove dilazioni.

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