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1 Ottobre 2020

Il “bandito” di Amazon


Amazon, la più importante azienda di commercio elettronico statunitense, leader mondiale nel settore, con sede a Seattle, nello stato di Washington, ha annullato drasticamente la vendita del saggio “Mein Kampf” (la Bibbia del nazismo), scritto da Adolf Hitler sotto forma autobiografica nel 1924 e pubblicato l’anno seguente, che divenne immediatamente il fondamento ideologico del nazionalsocialismo e del Terzo Reich, considerato, ancora oggi, dalle fanatiche frange neonaziste, testo simbolo e fonte di ispirazione.
La ferrea decisione è stata il frutto di un’intensa campagna di avversione e proteste, sostenuta da numerosi enti per l’Educazione dell’Olocausto e da organizzazioni ebraiche, iniziata già negli anni ’90. Dapprima, il colosso americano aveva difeso il “sacrosanto” diritto alla libertà di parola e l’assoluta necessità, soprattutto per gli studenti, di conoscere e capire, da un punto di vista strettamente storico e culturale, il pensiero del Führer, tanto più che la maggior parte delle pubblicazioni di ideologia nazista erano facilmente scaricabili da numerosi siti web.
Il “Mein Kampf” (La mia battaglia) venne concepito e realizzato dal leader del nazionalsocialismo nel carcere di Landsberg am Lech, dopo il fallito di Colpo di Stato, tentato a Monaco il 9 novembre 1923. La prima parte del testo la dettò al compagno di cella Rudolf Hess, il più fedele dei suoi futuri seguaci. Il titolo originale “Quattro anni e mezzo di lotta contro menzogna, stupidità e codardia”, su consiglio del suo editore, Max Amann, venne cambiato. E’ risaputo che il Führer ricavò dalle vendite del “manuale” più di 15 milioni di marchi tedeschi, pari oggi a 90 milioni di dollari. Li spese, in buona parte, per acquistare la villa di Berghof, sull’Obersalzberg, nei pressi di Berchtesgaden, quella che amava definire il suo “nido d’aquila”. Una copia del volume, venduta all’epoca al prezzo di 12 marchi odierni, in piena era di regime veniva regalata ad ogni coppia di sposi e ai soldati al fronte.
L’8 gennaio 2016, scaduti da appena una settimana i diritti d’autore, il “Mein Kampf” è stato ristampato e, nella sola Germania, ne sono state acquistate 85.000 copie, a fronte delle 4.000 previste inizialmente, diventando un vero e proprio bestseller. Curata dall’Istituto di Storia Contemporanea di Monaco e accompagnata da oltre tremila note, scritte da storici e studiosi, è un’edizione critica, non tradotta, parola per parola, dall’originale. “E’ stata molto probabilmente, l’uscita più sensazionale dell’anno ed è diventata un enorme successo di vendite, cosa che nessuno si aspettava, superando ogni aspettativa”, ha commentato Andreas Wirsching, Direttore dell’Istituto. “Il progetto era inteso a prevenire coloro che avrebbero voluto ristampare il libro senza commenti e non per scopi scientifici, dopo la scadenza del copyright. Sarebbe stato irresponsabile lasciare che questo testo fosse vagabondato”, ha poi sottolineato Wirsching. La sua copertina è bianca, con la sola scritta del titolo, senza svastiche o foto del Führer.
Tornando ad Amazon, i librai che affidano il loro commercio on line al gruppo americano sono stati informati che non avrebbero potuto più vendere sul suo sito pubblicazioni di autori nazisti, tra cui appunto quel “famigerato” volume autobiografico. Il divieto si è ripercosso pesantemente, soprattutto, sulle principali case editrici internazionali, come la londinese “Random House (la versione in inglese avrebbe assicurato una maggiore copertura di pubblico)” e l’indiana “Jaico”, che nutrivano grandi aspettative di distribuzione.
Sono state tutte cancellate dagli elenchi di Amazon, insieme alle presentazioni delle imminenti nuove uscite del testo. E dire che il gruppo aveva pubblicato migliaia di recensioni, ottenendo dalla clientela forti segnali di massimo gradimento, con l’assegnazione, delle classiche “cinque stelle”.
Depennate anche quelle opere per l’infanzia, raccolte ne “La Trilogia Stürmer” (anche detta “Trilogia dell’odio”), che, progettate durante la dittatura, dovevano servire a diffondere, tra i più piccoli, idee antiebraiche. Veicolo dell’antisemitismo più efferato e militante fu la rivista nazista “Stürmer”, fondata e diretta da Julius Streicher (giustiziato a fine conflitto per crimini contro l’umanità), che era stato a capo anche della casa editrice “Der Stürmer” (Il combattente). Con titoli logorroici ed inquietanti, come “Non fidarti di una volpe in una verde radura e non fidarti di un ebreo quando giura” (Elvira Bauer 1936), “Il fungo velenoso” (Ernst Hiemer 1938) e “Il barboncino-carlino-bassotto-pinscher” (Ernst Hiemer 1940), avevano, allegate, tabelle illustrate a colori, usate come guida per bambini sulla questione ebraica, raccontando storie di animali pericolosi, messi a confronto, in modo molto poco lusinghiero, con l’ebraismo.
Il Consiglio di Amministrazione di Amazon, che negli ultimi mesi aveva già sospeso la spedizione di molti altri opuscoli di estrema destra, non ha mai commentato esplicitamente le motivazioni che l’hanno spinto ad una tale decisione. Ha reso noto di aver ritenuto particolarmente valide le preoccupazioni dell’ente di beneficenza “Holocaust Educational Trust”, con sede a Londra, il cui scopo è quello di educare, a livello mondiale, i giovani di ogni estrazione culturale sull’olocausto, che tanto ha insistito per la rimozione dei testi. La cosa ha ricevuto il sostegno di massa ed il plauso di importanti politici britannici.
Anche se alcune edizioni accademiche, in lingua straniera, di “Mein Kampf”, sono attualmente disponibili nelle librerie inglesi, tra cui una molto costosa in lingua tedesca, dal titolo “A Critical Edition” del 2016, il Centro Statale Bavarese per l’Educazione Politica, sta attualmente lavorando per valutare se selezionati capitoli, estratti da “Mein Kampf”, possano essere utilizzati come materiale storico didattico.
Del resto, con l’avvenuta scadenza dei diritti d’autore, legalmente e per scopi puramente culturali, il saggio hitleriano può essere nuovamente pubblicato. A titolo informativo, è da segnalare che in Russia, nel 2010 Putin ha voluto che il “Mein Kampt” fosse incluso nella lista nera dei libri da bandire, perché giudicati di idee estremiste.
In conclusione, il portavoce di Amazon ha tenuto a precisare che: “Tutti i rivenditori scelgono autonomamente le selezioni che intendono offrire, ma Amazon sicuramente non prende decisioni alla leggera”.

ARCHIV – Eine historische Ausgabe von Hitlers “Mein Kampf” ist am 18.06.2012 im Dokumentationszentrum Reichsparteitagsgelände in Nürnberg (Mittelfranken) ausgestellt. Foto: Daniel Karmann/dpa (zu dpa «Zentralrat warnt vor Verbreitung von Hitlers «Mein Kampf» vom 02.12.2015) +++(c) dpa – Bildfunk+++

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