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7 Luglio 2020

Caldoro: un’interrogazione regionale sulle mascherine “alla De Luca”


Lo ha annunciato Stefano Caldoro leader della coalizione regionale di Centrodestra, per vederci chiaro sulla questione delle così dette “mascherine di De Luca”, riferendosi ad alcuni servizi giornalistici (NDR: WeeklyMagazine sin dal 26 aprile scorso aveva denunciato la scarsa qualità e la potenziale pericolosità delle mascherine di De Luca, in mancanza di riscontri scientifici, riprendendo poi l’argomento domenica 17 maggio scorso) ed a una recente inchiesta di Fanpage del 21 maggio, dubbi a quanto pare suffragati dai riscontri di alcuni laboratori, annotando la sostanziale inutilità di tali mascherine, non più che fazzoletti, che in virtù della poca o nessuna igienicità d’utilizzo da parte della popolazione finiscono per essere addirittura potenzialmente pericolose in quanto vero e propri ricettacoli (e quindi potenziali vettori) di ben altri virus, batteri e funghi nonché per il falso senso di sicurezza indotto che vanifica le raccomandazioni di distanziamento sociale.

Inoltre è oramai sul tappeto anche la questione delle modalità di selezione delle aziende a cui sono stati affidati succulente commesse di lotti di mascherine, nonostante la loro nessuna esperienza in materia.

Le aziende prime aggiudicatarie, infatti, sarebbero risultate normalmente dedite ad altre attività o, addirittura, solo dei nomi in quanto la realizzazione effettiva delle così dette “mascherine” (il virgolettato non è casuale), sarebbe da queste poi stato affidato in subappalto ad altre ditte.

Nessuno controllo possibile, inoltre, sembra esserci stato neppure sulla qualità dei materiali usati e sulle effettive capacità filtranti al punto che basta prendere un normale spruzzatore per vedere in controluce parte del nebulizzato attraversare la “mascherina” come se non ci fosse.

Insomma, nelle maglie delle norme permissiviste dell’emergenza, si sarebbero create le condizioni per un ghiotto affare di alcuni milioni di euro a favore di soggetti con poca o nessuna esperienza nel delicato settore dei dispositivi di Protezione individuali o dei dispositivi di protezione medica.

Un affare, divenuto la bandiera politica dell’attuale Governatore della Campania Vincenzo De Luca, che però potrebbe presto rivelarsi per lui un vero boomerang o, se non altro, coprirlo di ridicolo pensando che solo a marzo denunciava la pochezza delle mascherine giunte gratuitamente dalla Protezione Civile schernite con l’appellativo di “mascherine di Bugs Bunny”, il simpatico coniglietto dei cartoons.

Stando così le cose, non è difficile pronosticare che il Governatore della Campania, valutando che le mascherine da lui imposte divengano una grana piuttosto che un vantaggio politico, potrebbe precipitosamente rivedere la sua posizione sull’utilizzo delle sue mascherine imposte, con ordinanza regionale, alla popolazione addirittura sino al 31 Luglio in tutti i luoghi pubblici, anche se all’aperto e in situazioni di non affollamento, nonostante i dati epidemiologici campani siano pari se non addirittura inferiori ad altre regioni del centro sud che non ne avevano reso obbligatorio l’utilizzo.
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La farsa delle mascherine

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