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20 Gennaio 2021

Le balle del virus


Vi hanno raccontato un mucchio di balle. È vero che la forma tondeggiante del Covid-19 invoglia alle similitudini, ma qui si sta esagerando.
Sì, d’accordo, io sono un complottista e vedo l’uomo nero in ogni ombra, però sono anche abituato – per formazione scientifica – a prendere carta e matita e fare i conti prima di scrivere checchessia.
Vi hanno detto, ad esempio, che senza le mascherine sareste più soggetti al contagio, invece a quanto pare iniziano a uscire studi scientifici molto serî che dimostrano come le mascherine siano utili solo per chi è già contagiato!
Ma ovviamente il business delle mascherine è talmente grande che è difficile per i soliti noti rinunciare a un affare miliardario. Eh sì, perché se come dicono i Tg saranno necessari 30 milioni di mascherine al giorno (che da un totale – udite, udite! – di quasi 11 miliardi di mascherine all’anno!) è evidente che a chi è coinvolto nell’affare del secolo conviene prolungare, anche surrettiziamente, la paura del virus che in maniera così proditoria ed esagerata è stata instillata negli italiani.
La prova? Basta guardare che succede all’estero: in Svizzera hanno già riaperto da due mesi (in realtà non hanno chiuso quasi nulla), in Francia, Austria, Olanda e Germania hanno riaperto il mese scorso e la situazione dei contagi non è minimamente aumentata, anzi ha continuato a seguire la curva statistica che i matematici e i virologi seri avevano previsto dall’inizio. Così hanno avuto ragione Ben Israel e gli altri teorici che prevedevano un tempo totale della pandemia di 78-80 giorni, come è successo per la SARS, la suina e tutte le precedenti epidemie!
Ma la Spagnola, direte, è durata 18 mesi. No, signori, la Spagnola è durata come tutte le altre, salvo per il fatto che si è lentamente spostata da ovest verso est, forse anche per i moti di Coriolis sebbene non sia chiaro, e ha viaggiato per tutto il pianeta ripresentandosi puntualmente circa un anno dopo facendo altri morti e poi esaurendosi.
Vi hanno poi detto, ad esempio, che si continua a morire di coronavirus, mentre le statistiche dimostrano il contrario.
È sufficiente andare sul sito www.worldometers.info/coronavirus/#countries e controllare i dati, che sono quelli ufficiali comunicati da tutti i Paesi del mondo e aggiornati ogni mattina alle 8.
Scoprirete al primo sguardo che qualcosa non torna: come mai, tanto per dirne una, in Germania la mortalità rispetto ai contagi è circa del 4,5% e in USA e dello 0,6%, mentre in Italia supera il 14%? Possibile che gli italiani siano un popolo così debole e facilmente attaccabile da un virus che – a quanto dicono gli esperti – non è poi così maligno?
La realtà come al solito è più semplice, come ha dimostrato uno studio del Dott. Pasquale Mario Bacco della società Meleam di Bitonto, che in principio era stato tacciato di cialtroneria mentre ora, a poco a poco, molti scienziati e virologi lo hanno rivalutato conferendogli una patente di serietà. Il dott. Bacco sostiene, dati alla mano, che i morti PER Covid-19 si contino in poche centinaia, essendo il virus in grado di uccidere solamente i pazienti debilitati da altre patologie già in essere! Non per vantarci, ma noi lo sosteniamo da tempo, almeno da quando, oltre un mese fa, già demmo una diversa interpretazione rispetto a quella ufficiale dei vari Burioni, Arcuri e compagnia cantante.
In un altro articolo vi esponiamo questo studio nel dettaglio. Occorre però prima soffermarsi su un dato fondamentale per capire cosa in realtà sia accaduto: per qualche ragione che stentiamo a capire si continuano a dichiarare decessi PER Covid-19 tutti i casi in cui ci si trova di fronte, invece, a decessi CON Covid-19. Che, guarda caso, sono oltre il 95% del totale!
Facciamo un esempio: un quotidiano bolognese il 13 maggio pubblica la seguente notizia: “Muore di Covid a 30 anni: è la vittima più giovane – Michele Grauso, finanziere, era in coma: un collega gli sparò accidentalmente”. Avete capito? Questo poveretto era in coma da novembre, con le difese immunitarie probabilmente sotto il letto: si becca il Covid e muore. Come dire che il virus gli ha dato il colpo di grazia.
In Sardegna esisteva, fino a quest’ultimo dopoguerra la figura della Acabadora, di solito una vecchietta che veniva chiamata dalla famiglia di un moribondo per porre fine alle sue sofferenze. Non chiedeva compensi; si accontentava di un cestino di fave o di altre cibarie. Entrava sola nella stanza del malato, gli prendeva la testa fra le cosce soffocandolo, o alle volte gli spaccava il cranio con un martelletto di bosso. Ecco, potremmo dire che il Covid-19 è la versione moderna della vecchia terminatrice.
Dicevamo del trentenne morto in Emilia: di casi simili a questo sono (erano) pieni gli ospedali. E tralasciamo il fatto che a quanto pare si è scoperto con troppo ritardo che il virus provoca dei trombi che alla lunga intasano (passatemi il termine poco scientifico) gli alveoli polmonari, sicché la ventilazione risulta inutile se non addirittura dannosa. Tralasciamo anche le omesse autopsie e la fretta di cremare o seppellire i morti, quasi a nascondere qualche colpevole comportamento. Ma vogliamo almeno renderci conto che i morti sono nella stragrande maggioranza persone anziane con il fisico già minato?
Eppure questo non ve lo hanno mai detto chiaramente. È trapelato, certo, perché tutti noi abbiamo gli occhi per vedere e leggere, ma la voce ufficiale del governo ha sempre sostenuto la pericolosità per tutti del mancato rispetto della “distanza sociale” (termine che ricorda le caste indiane se non peggio). In realtà i giovani sono stati responsabile della propagazione del virus. Avendo un fisico sano e robusto, hanno contratto il virus in modo asintomatico e lo hanno portato in casa dove ha colpito senza pietà gli anziani e i vecchi. Lo stesso, probabilmente è accaduto nelle case di riposo e nelle residenze per anziani, dove i giovani (leggi: medici e personale infermieristico) hanno tranquillamente contagiato i poveri ricoverati che nulla hanno potuto fare se non contare i caduti nei letti adiacenti il proprio. Ma non è stato un comportamento negligente! Semplicemente non era prevedibile, dato che chi forse sapeva si è ben guardato di comunicarlo agli altri. E così i cinesi non hanno detto nulla, l’OMS ha fatto proclami inutili e diramato procedure dannose e gli europei prima e gli americani dopo si sono trovati con il morbo in casa senza saper che fare.
E allora giù a nominare quindici task force per un totale di 450 esperti a 800 Euro al giorno (sapete quanto fa in due mesi? SOLO 21 milioni e mezzo di Euro!). Ma questi esperti do cosa sono esperti? Boh, non si sa: l’unica cosa sicura è che a capo di questi signori hanno messo un ex dirigente di Vodafone. Forse sperando che le comunicazioni tra le varie task force fossero efficienti? Non è dato a sapere. Quel che è certo è che tutti questi signori si sono dati un gran daffare per raccontare balle colossali.
Ancora oggi il messaggio che tentano di far passare ad ogni Tg è che il cattivone è sempre in agguato e un minimo passo falso ci farà ricadere nel tormento.
Torniamo al sito Worldometer che vi abbiamo citato poc’anzi: la tabella che appare a tutta pagina riporta i dati aggiornatissimi di tutti i Paesi del mondo. Trovate nelle prime colonne, da sinistra a destra, il totale dei contagi, i nuovi casi del giorno precedente, i morti totali, i decessi del giorno precedente, e così via. Qui già troviamo un dato che stride: il numero di morti ogni milione di abitanti e all’incirca lo stesso (più o meno 500) per Italia, Francia, Germania e Inghilterra, nonostante le differenze enormi di cui abbiamo detto più sopra, segno evidente che qualcuno ha raccontato balle!
Se poi cliccate sul nome di uno Stato (ad esempio l’Italia) vi si apre un’altra pagina in cui appaiono le curve del contagio: casi totali, nuovi casi giorno per giorno, casi attivi e decessi giornalieri. Ebbene: come è facile verificare, sia la curva dei contagi che quella dei morti sono due gaussiane classiche, ovviamente più ripide nella fase iniziale perché non era ancora stata messa in campo alcuna difesa.
Ma se si osservano in modo critico queste curve, estrapolando il tratto che ancora manca per arrivare allo zero, è del tutto evidente che i contagi (e i decessi) si azzereranno entro il 15 giugno. Da notare che ciò è assolutamente indipendente dall’uso di mascherine, dalle distanze sociali o qualsiasi altra balla colossale che vi hanno trasmesso anche per iscritto in uno dei tanti, troppi DPCM: Gauss non lo freghi con un decreto!
Ma intanto l’Italia muore. Muoiono le piccole imprese, muoiono i bar e ristoranti che in molti non riapriranno perché falliti o per paura di fallire domani. Altri vorrebbero riaprire, ma come fai se ti costringono a limitare la capienza al 40% del tuo locale? Come pagheranno i camerieri, gli affitti, le bollette? E allora meglio restare chiusi, e magari andare a lavorare in un Paese più serio.
Ma ora chiediamoci: perché è accaduto tutto questo? Beh, i casi sono due: o per dolo oppure per ignoranza. E non saprei dire quale dei due casi sia il peggiore!
Il fatto è, tornando al punctum dolens, che alle balle quotidiane si sommano le asinate più pazzesche. C’è veramente da non credere alle proprie orecchie.
Ci si mette anche il Giornale Nuovo di Sallusti. L’altro giorno è uscito con un titolone: Il virus si propaga nell’aria e si diffonde anche scoreggiando.
Non commentiamo per carità di Patria. E non commentiamo nemmeno le lacrime del ministro Due-bugie-in-un-solo-cognome, che troppo ricordano il coccodrillo e la di lui cognata professoressa Fornero.
Vorremmo però commentare ancora due aspetti (il lettore non ce ne voglia se ci dilunghiamo: è solo per chiarire meglio i concetti) che ci stanno particolarmente a cuore, o forse un po’ più in giù…
Il primo aspetto riguarda qualcosa a cui probabilmente né i geni della task force né il governo grillorosso ha ancora pensato: come cavolo smaltisco undici miliardi di mascherine all’anno?
Innanzi tutto, dove vanno buttate? Nell’indifferenziato? Nella plastica? In teoria sono rifiuti speciali potenzialmente infetti, che la raccolta differenziata non prevede. E allora? Non si sa. Nel dubbio buttatele nel cestino per la strada, poi qualcuno ci penserà!
Ma la seconda questione che vorrei portare alla vostra attenzione si pone a seguito dell’uscita del documento tecnico dell’INAIL “sull’analisi di rischio e le misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nelle attività ricreative di balneazione e in spiaggia”
Ebbene a pag. 17, nell’ambito delle misure per proteggere i soccorritori di persone vittime di annegamento, questo frutto di encefali spappolati dice testualmente: “… si raccomanda di valutare il respiro soltanto guardando il torace della vittima alla ricerca di attività respiratoria normale, ma senza avvicinare il proprio volto a quello della vittima e di eseguire le sole compressioni (senza ventilazioni) con le modalità riportate nelle linee guida”.
Sì, avete capito bene: se un poveretto non respira e sta per morire, non rischiate di beccarvi il virus, voi bagnini giovani e robusti (che non vi farebbe niente!). Essendo potenzialmente infetto, non praticate le respirazione bocca a bocca: lasciatelo pure crepare!
Per giunta consiglia di indossare i DPI e dopo aver salvato (forse) la persona tratta a riva di lavarsi accuratamente le mani con un gel e di lavare accuratamente il costume da bagno!
Ma vi rendete conto? A parte il fatto che quando si salva qualcuna da annegamento il tempo a disposizione è pochino, quindi se perdo minuti preziosi a mettermi i guanti e a cercare un ventilatore manuale il morituro fa tempo a salire su una nuvoletta e a suonare l’arpa, ma qui veramente si toccano gli abissi più sconcertanti della follia burocratica. Per non rischiare un improbabilissimo contagio lascio morire un povero innocente? Magari un bambino? Qui tocchiamo i limiti del delirio criminale: nemmeno le SS avrebbero dettato simili istruzioni. Siamo in presenza del reato di istigazione all’omicidio e speriamo vivamente che qualche magistrato se ne accorga.
Nel frattempo tutto dovrebbe normalizzarsi nel giro di poche settimane. Siamo quasi fuori, ma attenzione: non per merito loro! Certamente non appena la situazione sarà tornata alla piena normalità i grillocomunisti cercheranno di prendersi ogni merito, mentre il merito è solo della Natura che alla fine metterà ogni cosa a posto a dispetto dei maldestri comportamenti umani.
Ormai questo mese lo potremo archiviare, come i due precedenti, in una specie di non-vita che vorremmo ci permettesse di sottrarre un trimestre alla nostra età reale. Poi a giugno arriverà il decreto di maggio, scritto in aprile ma pensato a marzo, per una crisi iniziata a febbraio e conosciuta da gennaio, per un virus che circolava già a dicembre che al mercato mio padre comprò…

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