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7 Luglio 2020

Autocrazia e vane promesse non risolleveranno l’Italia


L’uomo solo al comando, l’autocrate vanitoso, il pavone dal capello impomatato e la pochette sempre a posto, si collega via FB o sulle reti televisive e tutta l’Italia pende dalle sue labbra, soprattutto casalinghe disperate, con la speranza di ritornare alla liberta’. Il Conte Tacchia, sempre elegantissimo, parte come di consueto, col suo birignao istituzionale, apre la bocca e pronuncia frasi roboanti e tu che aspetti che dica qualcosa ed, invece, invece niente. Aiuti alle famiglie ed alle imprese? Fino ad adesso gli effetti della “potenza di fuoco” di prestiti da andare a chiedere in banca, hanno prodotto misure di sostegno slittate di mese in mese. La mancia alle Partite IVA, erogate in maniera tardiva e nemmeno a tutti i potenziali beneficiari. L’Italia si avvicina al collasso economico, con un’eplosione sociale che rischiera’ di mandare milioni di persone in mezzo alla strada. Nelle relazioni con l’UE Giuseppi dà il meglio di se’, e’ li’ che l’arte di paraculare un intero paese raggiunge i massimi livelli, dal “faremo da soli” di poco piu’ di un mese fa, al No Mes-Si eurobond, ha mandato in estasi i suoi fan accaniti che sanno tutto ma tranne la grammatica quando postano, che proprio non resistono al fascino e all’eleganza dell’ “avvocato del popolo”. C’e’ da scommetterci che la maggioranza dei consensi, venga raccolta da chi ha lo stipendio garantito (ancora non e’ dato sapere fino a quando), che odia Salvini e la Meloni “a prescindere” ed pronto a bersi qualsiasi balla del Conte Tacchia. Sara’ interessante vedere le reazioni quando questa fascia di salariati sostanzialmente non toccati dell’epidemia, vedra’ riceversi una bella patrimoniale sul loro unico appartamento o una cospicua riduzione dello stipendio. Dietro le farse e le smentite, il ricorso al MES con le sue condizionalita’, sembra ormai una questione di tempo ed anche le notizie su un declassmento di Fitch dei nostri titoli ad un gradino sopra il rating della spazzatura, sono pressioni sul nostro Governo per accelerarne l’adesione. Il MES, che dai media mainstream e le informative da Bruexelles, continuano a propagarci con condizionalita’ “light”, ma che come rivelato in queste ore da Repubblica, prevedera’ come si legge nel passaggio finale del trattato, “un monitoraggio e sorveglianza sui bilanci”, per paesi quali l’Italia ovviamente. Si scrive sorveglianza rafforzata e si legge Troika ma Conte ride. Per essere ancora piu’ espliciti, una cura alla greca a base di consolidamento fiscale, tagli alle voci piu’ importanti di bilancio, riduzione di pensioni e di stipendi pubblici anche del 20%, patrimoniali e prelievi sui contocorrenti, per somma gioia dei Del Rio e delle Fornero. Il tutto con il silenzio complice e colpevole del Quirinale che appoggia la deriva in atto per connivenza con i falchi franco-tedeschi.
Eppure le alternative non mancherebbero per tirarci fuori da questo pantano europeo. Da Washington arrivano importanti segnali che rinforzano le voci di un ItalExit, una “card” che se solo usata a titolo di minaccia sui tavoli di Bruexelles, potrebbe portare Germania ed Olanda a piu’ miti consigli. Ma ogni decisione di Conte e compagnia segue pedissequamente le indicazioni di quei virologi e di quei consulenti che, quando arrivavano le prime notizie dalla Cina, qualche mese fa, dicevano davanti alle telecamere che “il coronavirus è poco più di un’influenza”abbracciamo un cinese. Le posizioni, ovviamente, sono cambiate appena l’epidemia è diventata pandemia, ma gli scienziati sono sempre gli stessi, l’unica cosa che non è cambiata e la reverenza verso chi ci ha infettato. E sono totalmente inaffidabili. Proprio come il superconsulente Colao, uomo dei potentati finanziari ed economici, chiamato per dare consigli “preziosi”, come quello che ha provocato una vera rivolta di lasciare a casa gli over 60 che in teoria va a votare compatta, a tempo indeterminato. In definitiva, siamo in mano a una banda di improvvisati stregoni, da Conte a Colao, passando per Burioni, che giocano col futuro dell’Italia: la stanno uccidendo, per la loro smania di protagonismo, pari solo alla loro incapacità. Si è trattato di un fatto che ci ha trovati impreparati e che ci ha preso alla sprovvista dicono. Ma è vero? Alcune fonti attendibili dicono che eravamo stati avvisati da dicembre di una possibile pandemia. Avremmo dovuto provvedere a mettere in sicurezza le attività produttive più importanti in modo da non chiudere definitivamente l’economia nazionale. Niente è stato fatto e tutti zitti. Conte parla, come se stesse aiutando veramente il popolo italiano, ma non dice nulla, promette soldi che non ha e non può dare e che dà a chi già li ha, o consente di andare ad indebitarsi con le banche o addirittura autorizza di andare a visitare figli o genitori, però con autocertificazione, intanto compare Travaglio, testa pensante del movimento 5 stelle, ha dato inizio all’assalto dell’ENI con una campagna denigratoria nei confronti del cda come ha ben sottolineato Sansonetti. Vogliamo parlare delle mascherine di Zingaretti ordinate ad una società fantasma nella produzione ma viva nell’incassare. Sembra il gioco degli specchi ogni specchio ti rimanda ad un altro. Ripartire in sicurezza” recitano più o meno tutti. La stampa, quella asservita, nonostante qualcuno cominci giustamente a deviare (probabilmente esasperato), politici, opinionisti. Ma “ripartire in sicurezza” non vuol dire assolutamente nulla, soprattutto se posta in questi termini. Sicurezza per chi? Non certo per il lavoro, per l’economia, per gli imprenditori. Non certo per evitare una crisi economica devastante che potrebbe portare molti milioni di persone a morire di fame, se non di coronavirus. “Ripartire in sicurezza” significa nel frattempo lasciarli sprofondare con agonie ben più lente. Chi darà una mano a queste persone, visto che finora, al netto delle belle parole sconclusionate del governo, non lo ha fatto nessuno?
La realtà oggi la conosciamo, e con stabilità. Sono le variabili a spaventarci, rare, ma presenti e capaci di condurci alla paranoia. Si ammala un giovane, proprio quel maledettissimo 0,9% prima dei 50 anni, quello 0,4% prima dei 40, come può valere per il sottoscritto, e si perde completamente la bussola. Paranoia di Stato, totale. In cui governano i medici e non i politici. Ma il politico non è un medico. Semmai, prende in considerazione e sintetizza il parere utilissimo del medico. Che dal suo punto di vista tenderà sempre a esprimersi per una chiusura fino a rischio zero, il rischio zero che non esiste se non nelle favole.
La Fase 2 di mister “ripartire in sicurezza” Conte è una Fase 1 chiamata 2, come ha provocatoriamente affermato qualcuno. Con piena ragione. Molti non riapriranno nemmeno, con l’UE che non fa nemmeno finta di sostenerci, pur ben servita dai soliti pappagalli mediatici.
Non dobbiamo ripartire in sicurezza, ma ripartire e basta. Non mi sento a rischio perché un altro quarantenne su chissà quanti è finito in ospedale. Altrimenti non dovrei uscire di casa mai, impaurito da qualsiasi patologia infettiva esistente in questa povera, misera esistenza. Dalla finestra aperta vedo un tricolore che svetta ardito e solitario sul tetto di un palazzo, a distanza. In questa stagione altrettanto vile e stupida. Reclusi tutti in forzoso isolamento e con la prospettiva di un futuro fatto di nuove prigioni, quelle del sospetto e della paura, per un gregge belante. E la chiamano democrazia, inno alla libertà e alla partecipazione. Aveva scritto Gentile (il 15 aprile nel silenzio della stampa ne è ricorso l’anniversario della morte ad opera dei gappisti): Chi abbia senso di responsabilità nel mondo, chi abbia il senso della iniziativa che gli spetta nella vita, di quello che egli può fare e di quello che effettivamente viene facendo, momento per momento, anche semplicemente pensando, sentendo, ricordando, prevedendo il suo avvenire e via via configurandosi il mondo in cui deve vivere, sente di essere veramente sempre più potentemente libero’. Un monito, una consegna al governicchio che sicuramente non sa nemmeno chi è Gentile è troppo impegnato a pensare agli amici degli amici, ai congiuntivi e a come svenderci alla Cina comunista che ci ha infettato è questa oltre all’incapacità del governo, è l’unica sicurezza di questa triste storia.

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