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27 Settembre 2020

Calcio, ancora non se ne esce


Si parla, si argomenta e si discute. C’è chi teorizza calendari e chi elabora protocolli più o meno fattibili, chi si esprime a favore e chi contro la prossima ripresa del campionato, insomma non se ne esce.

Fino a quando di concerto i ministri Spadafora e Speranza non daranno il “liberi tutti” il mondo del calcio continuerà a galleggiare tra la speranza di riprendere e la statica realtà.

Gli allenamenti al più tardi potranno ripartire a metà maggio, servono ai calciatori tre settimane per ritrovare una condizione di campionato. Le gare invece potrebbero iniziare ai primi di giugno e concludersi a fine luglio. Servono quindi 13 date, 12 giornate più 4 recuperi, in tutto 124 partite.

Intanto il Napoli si prepara per quando tornerà a Castel Volturno. Il piano di lavoro è pronto ma per metterlo in atto bisognerà aspettare ancora un po’. Infatti non è stata ancora ufficializzata la data della ripresa degli allenamenti. Inizialmente il 4 maggio, giorno che segna la fine del lockdown, sembrava che dovesse essere il giorno propizio per l’inizio della fase 2 anche nel calcio. Invece sembra quasi certa che l’attesa debba ancora prolungarsi almeno di un’altra settimana.

Il programma di sicurezza dei partenopei prevede rigide disposizioni igienico-sanitarie per tutelare la salute dei calciatori e di tutti gli addetti ai lavori: tre tamponi, uno in più di quelli richiesti, prima di tornare a lavoro al complesso di Castel Volturno. Tutti gli ambienti del centro sportivo sono stati sanificati, dai campi di allenamento agli spogliatoi passando per gli uffici del club e gli altri ambienti. Inoltre sono stati predisposti numerosi igienizzanti in vari punti dell’impianto. Prima di cominciare poi, saranno effettuati ulteriori test sierologici e visite mediche che coinvolgeranno calciatori, allenatore, staff medico e perfino il cuoco che resterà in isolamento forzato con l’intero gruppo. Definite anche le regole degli allenamenti: dovrà essere rispettata la distanza di due metri, gli incontri tecnico-tattici non potranno avvenire in luoghi chiusi, mentre le docce andranno fatte nelle stanze singole del ritiro.

Lunedì sarà un giorno importante e speriamo decisivo per lo sport italiano. Il Governo ancora non si è pronunciato sul protocollo per la ripresa delle attività sportive. Un programma sanitario e scientifico molto complesso messo a punto dalla federazione medico-sportiva. Sull’argomento il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, sebbene sensibile verso una ripartenza necessaria in considerazione non solo del valore economico ma anche di quello sociale dello sport, ha preferito prendersi un po’ di tempo per vedere come procede la curva dei contagi. Infatti ha annunciato che nei prossimi giorni si deciderà sul via libera alla ripresa graduale degli allenamenti, presumibilmente ancora in forma individuale pure per gli sport di squadra, valutandone le modalità assieme al Ministro della Salute ed al contributo del Comitato tecnico scientifico del Governo per presentare una proposta al premier Conte. La decisione è assai delicata, intrisa di responsabilità e forti cautele, il quesito fisso che rimane senza risposta è sempre lo stesso: che succederebbe in caso di un positivo nel post ripresa?

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