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27 Ottobre 2020

È Conte il migliore venditore di pentole


Un articolo scritto a quattro mani da Vittorio Bobba e Patriota Nero, fotografa impietosamente la situazione politica attuale, interna ed esterna al “Bel Paese”, governato da “venditori di pentole”.

In fondo li ammiriamo. Sì, li ammiriamo per come riescono a vendere la loro inettitudine come il migliore dei venditori di pentole. Dice il Premier: “Abbiamo fatto una manovra da 400 Miliardi, la più grande mai vista in Italia e in Europa di tutti i tempi!”. Fantastico. Allora, cominciamo col dire che in realtà lo Stato non sgancia un euro perchè trattasi essenzialmente di garanzie e non di un’iniezione di vera liquidità. Ossia lo Stato garantisce alle Banche il debito che un imprenditore dovrà comunque a queste chiedere. Cioè che se poi il debitore non restituirà il debito dovuto alla banca, sarà lo Stato a ripagare la banca (auguri…). Facciamo adesso un semplice calcolo: le banche erogano 400 Miliardi di crediti restituibili in 6 anni quindi, senza contare gli interessi per semplicità di calcolo, una linea di credito cumulata di circa 67 Miliardi annui. Facciamo anche conto che di questi creditori ne falliscano un 10% l’anno (una cifra già irrealistica, sarebbero più della metà alla fine dei 6 anni!), significa smenarci circa 6,7 Miliardi l’anno che lo Stato dovrebbe in quel caso ripagare alla banca. Lo Stato incassa come gettito fiscale annuale circa 500 Miliardi (Fonte: Istat) che incassa per la maggior parte in anticipo rispetto alla produzione del reddito stesso da parte del contribuente. Conclusione: lo Stato in realtà non ci ha messo 1 Euro, ha solo messo in sicurezza il proprio gettito fiscale attraverso una operazione di factoring con le banche, gettito che ti chiederà anche quest’anno in anticipo e puntuale come la morte. Al massimo gli costerà 6,7 Miliardi l’anno. Il reddito di cittadinanza ce ne costa 9. Geni assoluti. Per chi gli crede. Se volessimo riassumere il decreto liquidità in una battuta: “Ti chiudo l’azienda e ti presto i soldi per pagarmi le tasse”.
Un po’ come se ci avesse detto: “lo Stato stanzia 400 miliardi” per poi precisare: “Ah già, lo Stato siete voi!”
Poi il MES: in poche parole dovremmo dar miliardi a questo meccanismo europeo di stabilità (di chi?), cioè il fondo salva stati, e poi per farci salvare loro ce li presterebbero? Ė questo lo spirito dell’UE? Ma siamo proprio così coglioni?
In tutto questo marasma, l’unico punto di riferimento – l’Unione Europea – semplicemente non c’è, e se per caso si fa vedere è solo per agire con puro interesse finanziario, perché nello scacchiere degli equilibri internazionali l’Unione Europea non esiste, non vale un due di picche. Un ‘non ente’ che, per varie ragioni, viene mantenuto in piedi come fantoccio, utile a mascherare dietro vacue parole di fratellanza la dura legge degli interessi nazionali.
Anni e anni di lotte tra lobby e interessi nazionali hanno ridotto il superstite involucro esterno a povera cosa, scarna immagine ed esangue fantasma della prisca maestà, sfumata appena levate le ancore da Ventotene.
La Francia continua imperterrita a mantenere le sue truppe nell’Africa sahariana (ancora per poco visto che in Africa si prevedono 25 milioni di morti) e a far esplodere le sua atomiche a Mururoa; Gli inglesi, arrivati per ultimi e con un solo piede in Europa, perseguono irremovibili i propri disegni nazionali animando le varie “alleanze” antislamiche in Iraq e in Afghanistan; La Spagna, anch’essa non un paese fondatore, è troppo interessata alle ex colonie sudamericane per considerare davvero il proprio futuro in Europa.
Potenza non militare e senza alcuna ambizione di riarmo, un punto essenziale che sfugge alla maggior parte degli analisti, la Germania diventa in compenso una potenza “geoeconomica” di primo livello, le dimensioni reali della nuova Germania superano ampiamente quelle in fondo modeste della sua estensione geografica. Il problema non è la Germania, la Francia, Brexit etc…, ma l’Italia: esperimento politico fallito sul piano dell’unità nazionale, eternamente spezzata in aree non omogenee. “Nazione culturale”, “donna delle genti”. Questa sì di primo livello.
Tra i problemi di casa nostra, la cosa più sconcertante in tutto questo dire e non dire è che siamo ormai di fronte all’evidenza di un colpo di Stato. Si tratta però di un colpo di Stato ‘atipico’. Nei colpi di Stato ‘normali’ è un governo centrale ad acquisire e gestire tutto il potere. Assistiamo invece ad una strana contraddizione, per cui le libertà fondamentali e persino elementari dei cittadini vengono azzerate, mentre le prerogative delle autonomie locali non solo non vengono toccate, ma si dilatano al punto da violare completamente l’ordinamento vigente. Se i decessi della Lombardia fossero stati riscontrati in qualche Regione meridionale si sarebbe – del tutto giustamente – invocato ed attuato il commissariamento della Sanità di quella Regione per stabilire le cause di una tale anomalia. Al contrario, la Regione Lombardia non solo non è diventata oggetto di indagine da parte del governo, ma addirittura ha acquisito una posizione di privilegio, per cui può dettare la linea di condotta all’intero Paese, mentre a Napoli si salvano vite senza sbandierarlo. È stata infatti la Giunta regionale lombarda ad annunciare lo stato di emergenza e ad imporlo al governo. Già dal febbraio scorso le cose avevano assunto questa piega paradossale. Di fronte alle perplessità del Presidente del Consiglio per le “invasioni di campo” della Lombardia, l’assessore alla Sanità di quella Regione reagiva in modo insolente, accusando Conte di ignoranza e intimandogli in pratica di conformarsi a quanto gli veniva imposto. Di fronte a tanta arroganza, Conte si è ritirato con la coda tra le gambe (complimenti avvocato!). Il governo, da Roma, si era spostato a Milano. Si era creata infatti una di quelle situazioni in cui interessi diversi avevano trovato un comune denominatore emergenziale e si sono fatti da sponda l’uno con l’altro. La Cina aveva interesse ad enfatizzare il pericolo del contagio per sedare la rivolta interna di Hong Kong; l’Organizzazione Mondiale della Sanità (alias la lobby dei vaccini e dei farmaci a prezzi da gioielliere) non aspettava altro che l’occasione per proclamare lo stato di pandemia a livello planetario, perciò ha offerto agli allarmismi della Regione Lombardia tutto il credito possibile. A loro volta Fontana e soci avevano trovato l’occasione d’oro, quella che si presenta una sola volta nella vita, cioè veicolare e camuffare il proprio autonomismo con l’alibi inattaccabile dell’emergenza sanitaria evitando di uscire troppo allo scoperto. In tutto il mondo il CoronaVirus presenta tassi di mortalità comparabili con quelli di una normale influenza, come vedremo tra un attimo. Solo in Lombardia i dati hanno assunto proporzioni allarmanti, superiori persino a quelle segnalate dalla Cina stessa.
Infine, permetteteci una considerazione circa le statistiche.
Appurato che i numeri sono dati un po’ a caso (si scrive con una ‘s’ ma si legge con due ‘z’), che i numeri relativi alla Cina sono chiaramente falsi (dove sono finiti i 2 milioni di utenze telefoniche scomparse da mesi?) e che anche Germania e Francia probabilmente barano, ci chiediamo:
1) dato che la Cina sta colonizzando l’Africa, non ci sarebbe da aspettarsi in quel continente milioni di morti? (qualcuno parla di 25 milioni o più…)
2) dato che la mortalità è meno dell’1% degli infettati, come si giustifica che in Italia a oggi abbiamo 18.000 morti e “solo” 140.000 contagiati?
3) Se i contagiati in Italia fossero (come in realtà sono!) oltre 2 milioni, e il 90% di questi è incontrollato, non è forse inutile la reclusione a cui siamo sottoposti?
Invitiamo il venditore di pentole a fare un esame di coscienza e pensare se non sia il caso di chiedere scusa innanzitutto agli italiani per i disagi inutili che gli sta facendo sopportare, poi alle opposizioni, che pur avendo fatto proposte in un clima di ‘collaborazione’ per il bene nazionale si sono viste bocciare tutte le idee, nessuna esclusa, e infine alla Sanità Italiana, martoriata da venti o trent’anni di mala gestione a cui lui, il genio, con tutta la banda bassotti è stato solo capace di dare il colpo di grazia portando a morte medici e infermieri per aver tardato a valutare i pericoli e a rifornirsi di mascherine e respiratori. Un po’ come infilarsi il preservativo il giorno del parto, insomma.
Il ministro degli esteri (come leggerete in un altro articolo) da parte sua ci mette il carico da undici tenendosi a distanza dai suoi collaboratori senza avvedersi che essi lo attorniano quasi abbracciati tra loro, mentre blatera cose insulse sugli amici europei che gli hanno lasciato importare i presidi che aveva da loro acquistati!
Dopo che Boris Johnson è stato sostituito ad interim dal suo ministro degli esteri potete capire quanto, in fondo, sia importante la salute di Conte.

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