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28 Settembre 2020

Coronavirus: come cambia la didattica al Conservatorio


In un periodo di distanziamento sociale che si allunga sempre più, le istituzioni fanno il possibile per rimodularsi e rimodulare i servizi offerti all’utenza onde tentare di garantire una minimale continuità.
E’ il caso delle istituzioni universitarie e, in particolare, dei Conservatori di musica.
WeeklyMagazine ha intervistato il Prof. Piero Viti (NDR: in foto), docente di “Tecnica di chitarra classica” presso il Conservatorio Statale “Nicola Sala” di Benevento, una istituzione d’eccellenza a livello mondiale diretto dal Prof. Giuseppe Ilario, che si sta impegnando moltissimo per garantire la continuità delle sue attività nonostante le enormi difficoltà del periodo.
Il prof. Viti ha accettato di raccontare a titolo personale, ossia non in qualità di portavoce o in rappresentanza dell’istituzione, come studenti e docenti stanno vivendo questo periodo e quali saranno, presumibilmente, gli scenari didattici del prossimo futuro.

WM: Tempo di Coronavirus. Come sta rispondendo la città di Benevento e, in particolare, la comunità accademica del Conservatorio “Nicola Sala” (NDR: diretto dal Prof. Giuseppe Ilario) in cui insegna?

Prof. Viti: E’ chiaro che tempi di Coronavirus significa un’emergenza imprevedibile, Un qualcosa che ci ha travolti tutti e noi in particolare come Conservatorio che rappresenta forse un aspetto particolare dell’essere nella società dedicato alla cultura.
La città di Benevento ha risposto molto bene. Il Sindaco Mastella tiene molto al suo territorio ha mostrato di saper condurre la città nella giusta direzione anche con scelte vigorose.
Il Conservatorio si è adeguato alle scelte territoriali ma anche a quelle che sono pervenute dal Ministero. Sin quando è stato possibile, abbiamo tenuto regolari lezioni, poi abbiamo dovuto chiudere per fare eseguire delle disifezioni straordinarie quando ancora non si parlava di focolai italiani in modo così massiccio. Poi abbiamo dovuto chiudere tutto quando le attività didattiche sono state sospese a livello globale in tutta Italia.

WM: Professore, al Conservatorio studiano anche diversi studenti stranieri, in particolare mi risulta che avete svariate allievi cinesi. Quale impatto ha avuto questa emergenza sugli studenti e, in particolare, su quelli provenienti dalla Cina?

Prof. Viti: Noi abbiamo una grossa comunità di studenti stranieri, anche cinesi, come lei ha bene indicato. Tra l’altro è un vanto che queste comunità vengono in Italia e scelgono delle eccellenze per la loro preparazione in materie che hanno un grande seguito nella loro patria. Si tratta di studenti affamati di cultura musicale e l’Italia è tra i paesi più rappresentativi.
Premesso che questa emergenza è capitata in un periodo particolare, a cavallo tra le festività del natale italiano e il capodanno cinese, posso dire che loro si sono dimostrati molto maturi. Anche se non ho studenti cinesi, so che la loro comunità ha gestito la cosa in modo molto responsabile evitando tra di loro contatti ravvicinati. Ma la loro attenzione nei confronti del Conservatorio si è manifestata poi in seguito con una cosa molto bella donando un cospicuo numero di mascherine alla città di Benevento in segno della loro attenzione nei confronti di un territorio che è la loro seconda patria.

WM: Le attività didattiche sono quindi state sospese. Tuttavia immagino che il Conservatorio, similmente ad altre istituzioni universitarie, ha attivato o sta per attivare una sorta di didattica a distanza. Tuttavia, per la peculiarità degli insegnamenti musicali, può indicare con quali modalità ciò è possibile?

Prof. Viti: Anche questa è una vera e propria novità per le istituzioni didattiche perché la lezione on line è un’attività che può svilupparsi quando ci sono delle piattaforme già collaudate. Noi siamo ancora molto legati alla lezione frontale, che è importantissima, specialmente se si parla di lezione strumentale, la fisicità della lezione è molto importante. Noi docenti cogliamo nell’elemento fisico del suono, della postura, della presenza, del movimento una serie di elementi importantissimi per la nostra attività didattica. Questo, attraverso il formato elettronico del collegamento audiovisivo, in parte viene un po’ offuscato. A mio avviso è molto importante il miglioramento delle connessioni, del tipo delle inquadrature e si dovrà avere un ripensamento del tipo di lezione e di tutta una serie di elementi tecnici che possono darci degli elementi in più. Al momento stiamo facendo delle lezioni sulla base del grande spirito e della passione che anima noi docenti e gli studenti nei confronti delle materie proposte. Con qualche piccolo compromesso sulla qualità dei collegamenti audio e video, stiamo cercando di continuare a seguire i ragazzi per non farli disperdere. In qualche modo le materie proposte potranno essere un po’ ripensate come sussidio alle attività tradizionali in quanto non penso che potranno sostituire in modo assoluto la lezione tradizionale. Ciò almeno per quanto riguarda le materie strumentali. Maggiori possibilità, forse, possono avere le materie teoriche però in questo non mi voglio sostituire ai colleghi che le insegnano e che sono certamente più preparati di me sulle problematiche delle lezioni tenute a distanza.

WM: Questo anticipa la prossima domanda ossia se la didattica on line, per quanto possa essere proposta tramite piattaforme tecniche di alta qualità audiovideo, pone dei limiti per talune materie.

Prof. Viti: Si, ripeto che in realtà la lezione di una materia strumentale ha ancora quel piccolo fascino della bottega che lega l’allievo al Maestro. La fisicità con la quale si ottengono i suoni, guidata a distanza, ha come un filtro. Tuttavia, devo confessare che essendo modalità del tutto nuove, forse saranno necessari dei ripensamenti da parte di noi docenti per potere meglio adattare la lezione a queste nuove modalità. Mi sembra che la sostituzione totale (NDR: della lezione tradizionale con una a distanza) mi sembra al momento ipotesi un po’ azzardata però dato che sono momenti epocali di cambio di metodologie, non si può davvero dire cosa accadrà in futuro se non che ci sarà una fase di approfondimento da parte delle istituzioni che dei docenti.
Al momento si stanno sfruttando piattaforme e software preesistenti ciascuno dei quali ha pregi e difetti ma il Conservatorio, che come tutti è stato preso alla sprovvista da questa emergenza, sta tentando di costruire e rendere disponibile una piattaforma unica per tutti. Si parla di costruzione di aule virtuali che riguarderanno anche attività quali gli esami in cui sarà contemplata non solo il collegamento a distanza ma anche la compresenza di allievi e docenti.

WM: Avete già fatto esami o sedute di laurea con la modalità “a distanza”?

Prof. Viti: Al momento non sono ancora stati fatti esami con la modalità on line. In realtà avevamo degli esami da espletare nella sessione di febbraio ma sono stati ovviamente rimandati, tra l’altro con tempistiche via via dilatate, come i susseguirsi dei vari decreti governativi ha indicato.
Tuttavia in questo voglio citare e ringraziare i nostro Direttore prof. Giuseppe Ilario, nonché il Presidente Antonio Verga, perché dal primo giorno dell’emergenza, stiamo parlando di fine febbraio, si sono attivati subito per creare le condizioni per un prosieguo delle attività spronandoci e dandoci stimoli di idee. In questo senso siamo in un “working progress” giacché è un’emergenza, se ci pensiamo, assolutamente nuova e cambiare la società da un momento all’altro, se ci pensiamo, non è accaduto mai. Gli esami sono già programmati e in questi giorni stanno arrivando le notifiche per i preavvisi delle sedute e avremo delle informazioni di dettaglio a breve sia per le sessioni degli esami che delle sedute di laurea. Naturalmente non è ancora possibile dire come saranno organizzati i calendari e i dettagli tecnici degli esami e delle lauree.

WM: Ci avviamo alla conclusione di questa intervista con un ultima domanda concernente l’attività concertistica del Conservatorio e, in particolare, dell’edizione 2020 dell’autunno chitarristico che lei cura. Quali previsioni si sente di fare?

Prof. Viti: La programmazione di eventi del genere parte con largo anticipo e non ho potuto ancora interfacciarmi con gli uffici deputati del Conservatorio in quanto tutte le attività sono state sospese in questo periodo.
La problematica maggiore, come organizzatore dell’evento, è quella di programmarlo con largo anticipo. Ogni qualvolta sono stati invitati artisti stranieri o altri personaggi che hanno una propria attività molto intensa, è stato necessario farlo con largo anticipo. Ora come ora, non posso assolutamente pensare di programmare date o scadenze. Tra l’altro c’è un’incognita enorme riguardante la diversa velocità con la quale questo virus sta viaggiando nel mondo. In qualche modo la globalizzazione della cultura si riflette in questo e quindi al momento è tutto fermo e, a titolo personale, non so come si metteranno le cose.

WM: Professor Viti, grazie per il tempo così cortesemente concesso a WeeklyMagazine.

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