Vai a…

WeeklyMagazine

settimanale di fatti, notizie, cultura

RSS Feed

27 Settembre 2020

Distorcere, ridicolizzare e banalizzare sono le armi politiche di chi non ha idee


È ricominciata l’opera di manipolazione della verità. Ha ragione Vittorio (NDR: Vittorio Bobba) quando dice perché mi spreco a leggere certi giornalacci. Sulla stampa di questi giorni sono apparsi articoli di presunti giornalisti che giustamente, a loro avviso, sottolineavano della preoccupazione che tanti medici e militari russi fossero ospitati nelle basi italiane per chissà quale opera di spionaggio, tanto da far suscitare le vibranti proteste dell’ambasciata russa. Si vede che Washington ha bussato ed il servo capitalista ha risposto. Siamo alle solite, distorcere la verità, mistificare qualsiasi modello sociale che si incentri su di una effettiva e disinteressata collaborazione tra i popoli, cosi è stato fatto per Mussolini ed il periodo storico in cui ha vissuto. Prima si ridicolizzia l’aspetto fisico dell’avversario: è basso, è un sociopatico, è un erotomane (come se fosse un difetto) è un pazzo etc. L’esempio potrebbe valere per qualsiasi avversario del sistema capitalistico vedasi Putin modesto agente del kgb, Hitler addirittura senza una palla, Fidel e Che Guevera crudeli dittatori etc… Poi si passa alla fase 2 in cui si cerca di banalizzare le tante cose fatte nel campo sociale. Si pensi alla ristrutturazione e non creazione, come tanti falsi sedicenti storici di destra dicono, dell’Inps e dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, che meriterebbe di essere studiata nelle università di giurisprudenza e scienze politiche, ed alla risposta dei nuovi storici alla Gualtieri: ma in fondo già esistevano (vi riderei in faccia); l’aver pensato ad una nuova forma di Stato come garante e regolatore della cooperazione tra lavoro, lavoratore e capitale (i contratti collettivi, quelli che oggi nessuno rispetta ma fondamentali per la difesa del lavoro e del lavoratore a livello di categoria), un sistema economico/sociale in antitesi con il loro basato sulla pirateria, svuotando l’idea sostanziale hanno fatto apparire le idee mussoliniane solo come, ordine e violenza contro l’oppositore politico, di solito un soggetto con basi socialiste.
Perciò mi incazzo quando postano figure del Duce o frasi estrapolate dai discorsi del calvo sui social nei momenti tristi della nazione: questi coglioni, che sono più liberisti di un liberista, perché guai se tocchi il loro (uno di questi è mio cognato), fanno il gioco del capitalismo che gli farà credere di dare ordine con personaggi come Conte, il pacato uomo solo al comando che ha avuto il coraggio di assumersi il peso di decisioni difficili (notate il gioco di parole usate da Travagliolo) Draghi il Salvatore che ha alzato la voce (si vocifera che è l‘uomo giusto per farci uscire dal tunnel della crisi … lui che ci ha portato). Andate oltre l’ordine, comprendere il pensiero mussoliniano non è facile perché vuol dire sacrificarsi per il bene della collettività e la grandezza della patria tramite l’assolvimento del dovere, che è base del diritto sociale, per avere come ricompensa il vivere nel tempo.

Tags: , ,