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26 Settembre 2020

Chi sosterrà coloro che vivevano alla giornata?


Oramai le attività produttive, causa il Coronavirus, sono ferme da settimane e la gente è (giustamente) confinata in casa.

In questa sistemazione emergenziale, che si prospetta ancora lontana dall’esaurirsi alcune categorie sociali, come quelle degli artisti di strada e dei senzatetto, di chi insomma viveva nel quotidiano con l’arte d’arrangiarsi, risulta particolarmente colpita.

Se ai dipendenti sono assicurati ammortizzatori sociali come la cassa integrazione mentre al popolo dei lavoratori autonomi contributi di qualche centinaio di euro al mese, nessun contributo è sino a ora stato pensato per sostenere le famiglie più bisognose quelle, cioè, che già facevano fatica a tirare avanti prima che tutto si fermasse.

E già, spesso non ci si pensa, ma l’economia spicciola della strada comunque dava il necessario da visiere a una parte della popolazione a cui lo Stato non ha mai saputo dare risposte in termini di lavoro ma che, dignitosamente, si rimboccava le maniche sbarcando il lunario con lavoretti saltuari o con quell’arte d’arrangiarsi di cui noi italiani siamo noti.

Sono il popolo degli artisti di strada, dei musicisti che giravano per i locali la sera o che allietavano le cerimonie, tutti coloro che, in un modo o nell’altro, si erano ingegnati per guadagnare quei venti o trenta euro al giorno necessari per lo meno per mangiare e le primissime necessità.

Con un’Italia confinata a casa, ovviamente, costoro hanno perduto l’unica fonte di sostentamento.

Un censimento dell’ISTAT, l’Istituto di Statistica, stima in addirittura 6 milioni gli italiani ufficialmente disoccupati o inoccupati. Si tratta di persone, spesso giovani, che vorrebbero lavorare ma che non trovano alcuna azienda che abbia bisogno di loro.

Insomma non persone inette, ma di una larga fascia di popolazione già fragile normalmente ma che in tempi in cui è loro preclusa anche l’economia dei lavoretti saltuari, resta nell’indigenza più assoluta.

A tutti costoro, che costituiscono ben il 10% della popolazione italiana, il Governo deve dare una risposta immediata se vuole disinnescare una bomba sociale già innescata da tempo, è oramai pronta a esplodere.

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