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14 Luglio 2020

Il malessere M5s si chiama democrazia


Nuove fuoriuscite dal M5s. I deputati Massimiliano De Toma e Rachele Silvestri (NDR: in foto), entrambi sono membri dal 2018 della X Commissione Attività produttive, commercio e turismo, hanno lasciato infatti i pentastellati per confluire nel Gruppo Misto. Il numero dei deputati grillini, dopo queste ultime due defezioni, scende dunque da 213 a 211.
C’è, evidentemente, un malessere interno che attraversa nelle ultime due settimane il Movimento.
Non solo, infatti, queste sono solo due delle ultime defezioni di una serie di abbandoni che recentemente hanno visto assottigliare le fila del Movimento, ma mentre venivano comunicate alla presidenza della Camera il passaggio al Gruppo Misto da parte di De Toma e Silvestri, un documento preparato da un gruppo di senatori del M5S per l’assemblea congiunta dei Cinque Stelle ha portato all’attenzione del Parlamento la proposta di una serie di modifiche statutarie tese a una maggiore democrazia. Al momento, infatti, il Movimento opera sulla scorta di dettami ordinati da una ristretta oligarchia di notabili quali Di Maio Grillo e Casaleggio.
Il documento proposto dai Senatori M5s tende a ridimensionare i ruoli assunti da Luigi Di Maio, che dovrebbe scegliere se essere capo politico del Movimento o Ministro «perché entrambe le funzioni, soprattutto in questo momento storico, non sono compatibili», dice il senatore M5S Mattia Crucioli, tra gli estensori del documento, dall’ex comico Beppe Grillo, che viene indicato non più come garante del Movimento ma solo come Presidente, mentre Casaleggio perderebbe la prerogativa del controllo della piattaforma Rousseau per lasciarla nelle mani d’un gruppo di garanti.
Insomma sembra chiaro che deputati e senatori M5s soffrono sempre di più il dover sempre dire “SignorSi” alle decisioni prese da un ristrettissimo gruppo di persone, peraltro accentratrici di cariche, lamentando, sostanzialmente, la poca democrazia esistente tra i pentastellati.
Non la pensa così il gotha grillino che in un comunicato stampa ridimensiona la questione precisando che: “Il documento illustrato da alcuni senatori del Movimento 5 Stelle durante l’odierna assemblea non prevede alcuno “stop al ruolo del garante del Movimento” né alla figura del capo politico. In tale documento è stata avanzata la proposta di dar vita a “un organismo collegiale democraticamente eletto”».
Sullo sfondo, anche la questione della politica delle restituzioni sino a ora imposta dal Movimento ai suoi Deputati e Senatori.

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