Vai a…

WeeklyMagazine

settimanale di fatti, notizie, cultura

RSS Feed

18 Settembre 2020

Un ingegnere Ministro dell’Università e ricerca


Dopo le dimissioni di Lorenzo Fioramonti il governo Conte-bis ha inteso individuare nella persona del Prof. Gaetano Manfredi, già Rettore dell’Università degli Studi di Napoli e ordinario di Tecnica delle Costruzioni alla Facoltà di Ingegneria dello stesso Ateneo federiciano, alla guida del Dicastero dell’Università e della ricerca.

Gaetano Manfredi, laureato in Ingegneria nel 1988 presso l’Università Federico II di Napoli, ha svolto l’intera carriera accademica all’interno dello stesso ateneo partenopeo. Dopo la laurea “cum laudae” ottiene un assegno di dottorato, un assegno da ricercatore per poi diventare professore di “Tecnica delle Costruzioni” presso la facoltà di Ingegneria della Federico II. Dal 2014 è rettore dell’ateneo, mentre nell’anno successivo assume la carica di presidente del CRUI, la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.

Manfredi, professore e ingegnere che avrebbe visto per sé un futuro da giornalista ma che la vita ha portato in altra direzione, è sicuramente un elemento di grande spessore ma ci si chiede se, nonostante le sue capacità, riuscirà nell’arduo compito di gestire un sistema complesso coi pochi soldi concessi dalla legge di bilancio.

Lui stesso, infatti, aveva recentemente criticato le scelte del governo Conte-bis per l’esiguità dei finanziamenti concessi al settore. Il neo Ministro aveva infatti dichiarato:

“La Conferenza dei Rettori esprime profonda preoccupazione per la direzione diametralmente opposta a quella attesa. Nonostante la stagnazione, perfino i Paesi emergenti puntano su università e ricerca: l’Italia no. Siamo molto delusi – si legge in una nota del 20 dicembre scorso a firma dello stesso Manfredi – i finanziamenti che aspettavamo servivano in primis per i giovani. Un piano straordinario per i ricercatori e risorse a copertura delle esenzioni delle tasse universitarie (per la cosiddetta no-tax area). Tenendo conto che siamo già il Paese europeo con il minor numero di laureati, e che notoriamente la crescita economica nella società della conoscenza non può che basarsi sulla conoscenza, non credo che questa legge renda un servizio al futuro prossimo dei nostri cittadini“.

Tags: , ,