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27 Settembre 2020

La sindacalista Azzolina Ministro della scuola


Sembrano lontani i tempi in cui alla guida d’un Dicastero importante come quello dell’Istruzione erano chiamati politici con un grado d’istruzione discutibile come fu per la Fedeli, ma anche il governo Conte-bis cade nella tentazione di affidarsi a una sindacalista.

È il caso di Lucia Azzolina, nuovo Ministro dell’Istruzione in luogo del dimissionario Lorenzo Fioramonti, già sindacalista ANIEF.

Azzolina, laureata in filosofia e giurisprudenza, nasce a Floridia, in provincia di Siracusa nel 1982.
Diventa docente di ruolo nel 2014. Poi esercita la pratica forense occupandosi di diritto scolastico.
Quindi diventa sindacalista per Anief, occupandosi in maniera particolare di classi pollaio, coniugando i due mondi dell’insegnamento e del diritto.
Nel gennaio 2018 si candida alle parlamentarie del Movimento 5 stelle, ottenendo un posto in lista per la quota proporzionale Novara-Biella-Vercelli-Verbania-parte della provincia di Alessandria. Nelle elezioni del marzo 2018 è la donna più votata nella sua circoscrizione, diventando così Parlamentare della Repubblica Italiana.

Certo, e senza tantissima esperienza visto il curriculum, ha accettato un fardello notevole, un onere complicato dalla situazione a dir poco disastrosa in cui versa la scuola italiana, ma sembra partire con la necessaria umiltà.

A valle della nomina ministeriale scrive, infatti, sulla sua pagina Facebook:

“A testa bassa, con umiltà, attraverso l’ascolto, il confronto e continuando ad andare nelle scuole, come ho fatto in questi mesi da Sottosegretaria”. L’obiettivo primario sarà quello di migliorare la vita degli studenti, perché solo in questo modo sarà possibile formare cittadini migliori”.

Un compito oltremodo difficile, visti le esigue risorse economiche che il governo, bontà sua, ha riservato alla scuola.

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