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24 Settembre 2020

La “supercazzola” del muro di Berlino


Lo scorso 9 novembre, in occasione del trentennale della caduta del muro di Berlino, la ex presidenta della Camera nonché futura disoccupata Laura Boldrini si è esibita in un esercizio di stile degno del conte Raffaello Mascetti nel film “Amici miei”, postando su Twitter il seguente messaggio: “La chiamarono “barriera di protezione” ma il muro divise un Paese e un popolo.
Trent’anni dopo Berlino ci insegna che i muri non proteggono ma imprigionano”.
Il tweet è seguito dall’immancabile ashtag #AbbattiamoQuelMuro.
Come sempre, il muro di Berlino e il suo abbattimento è un qualcosa che manda in tilt le sinapsi di radical chic, ex comunisti col Rolex e trinariciuti vari.
Abbiamo visto sui muri un manifesto incredibile, a firma PD, che ritrae i berlinesi che con mazze e picconi abbattono il muro, mentre una scritta allucinante recita: “Potete costruire muri, ci troverete ad abbatterli”. Orbene, è vero che a sessant’anni suonati i ricordi non sono più bene a fuoco e la memoria può cominciare a sfumare nell’oblio dell’Alzheimer, ma se un briciolo di senno mi è rimasto, mi pare di ricordare che furono i comunisti a costruire quel muro.
Tra l’altro, se ben ricordiamo fu proprio il PD a bruciare a Milano le bandiere di Israele e a contestare la brigata partigiana ebraica il 25 aprile. Lo stesso PD che – quando si faceva chiamare PCI – sventolando la falce e il martello sputava sui profughi istriani spargendo a terra il latte destinato ai loro bambini. Quindi, signori miei, di che stiamo parlando? Boh!
Ovviamente, il 9 novembre in mezzo a tutte queste incongruenze da decerebrati anche la signora presidenta non poteva esimersi dal dare il suo contributo al florilegio di puttanate che in questa ricorrenza sbocciano come mughetti in primavera.
Nella fattispecie, quella che questo fulgido esempio di tolleranza cita come “barriera di protezione” si chiamava in realtà “Antifaschistischer Schutzwall”, ossia “Barriera di protezione antifascista” e fu, come dicevamo, costruito dal regime comunista fantoccio insediato a Berlino Est con il preciso scopo di impedire ai cittadini di Berlino Est di fuggire dalla metà comunista verso l’enclave occidentale della città tedesca e non, come cerca di gabellarci madama Boldrini, per impedire uno scambio di amorosi sensi con altre culture. La quale, poi, tenta anche di glissare sul soggetto costruente. In fatti quel “La chiamarono” porta come soggetto implicito “i comunisti”, quelli di allora, non certo ammorbiditi da settant’anni di democrazia occidentale, di Glasnost e di Perestroika, ma quelli duri, che ordinavano ai Vopos di sparare su chi solo provava ad avvicinarsi a quel laterizio lungo 156 chilometri per 3,6 metri di altezza. Il pietoso magheggio di omettere l’aggettivo ‘antifascista’ denota quindi la malafede di un personaggio che fa della retorica del ‘volemose-bene-e-abbattiamo-i-muri-ché-siamo-tutti-fratelli” il suo cavallo di battaglia.
La signora in questione ha ormai i suoi annetti – fatto innegabile – pertanto dovrebbe ricordare che le dittature vecchio stampo del blocco sovietico erano molto più dure di quella del ‘politicamente corretto’ alla quale lei stessa inneggia in continuazione, contribuendo a farne una trappola per sprovveduti dal cuore d’oro. Una fan di Soros come lei, piena di vento e di indebito sussiego, non dovrebbe giudicare come un fatto iniquo l’aver diviso un Paese e un popolo. Se ricordiamo bene è sempre stata lei a sfinirci con il suo mondialismo, a passeggiarci sulle gonadi con l’assenza di confini e nazionalismi, a sbriciolarci i gioielli di famiglia meglio che un tagliatartufi predicando la promiscuità dei popoli. E adesso invece twitta: “Abbattiamo quel muro”, dando ad intendere il muro che gli orchi sovranisti vorrebbero erigere per proteggere le proprie nazioni dall’immigrazione clandestina e selvaggia. Sorvoliamo sul fatto che, Ungheria a parte, nessun muro è stato fisicamente eretto; la contraddizione e l’incoerenza tipiche di questa sinistra ignorante e becera, che un tempo osannava l’Urss e adesso si “vanta” di aver abbattuto il muro di Berlino, si palesano nel loro massimo fulgore in questo ardito paragone tra il sovranismo di oggi e il comunismo del blocco orientale di ieri, tracciato con una supercazzola galattica da Nostra Signora delle Risorse.

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