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Direttore: Vincenzo Di Guida

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11 Novembre 2019

La regione Campania vista dalla destra


L’avvicinarsi delle scadenze elettorali costringono partiti locali, che in occasione delle politiche e delle Europee, si sono dedicati alle polemiche e ai dibattiti nazionali, a prendere posizioni sia programmatiche che di schieramento al livello territoriale. Da questo punto di vista il centrodestra mostra certamente un ritardo, direi fisiologico perché in parte dovuto alla posizione dominante del centrosinistra per la occupazione di gran parte dei Palazzi, dalle Regioni ai Comuni capoluoghi e nella maggioranza delle varie amministrazioni.
Pur tuttavia, parlando della Campania, il centrodestra può vantare a suo favore non solo il brillante risultato delle Europee, che lo posizionano al 40% , ma anche la considerazione di avere già un dato di coalizione acquisito.
Cosicché mentre gli altri schieramenti sono alle prese con tatticismi e polemiche di condizioni e veti incrociati, il centrodestra può passare ad una fase programmatica più matura, andando ad approfondire i temi delle necessità e delle carenze economiche e sociali della Regione e, perché no, anche della disastrosa situazione di Napoli.
La individuazione del candidato può essere successiva al dato programmatico ed anzi può esserne la conseguenza.
Sotto il profilo programmatico va dato atto a Stefano Caldoro di aver promosso una iniziativa forte sulla questione della macroregione, bene illustrata da Alessandro Sansoni nel suo articolo sul Corriere del Mezzogiorno, che ha il merito se non altro di essere l’unica proposta di ampio respiro politico, di risposta alla forte richiesta di autonomia differenziata avanzata dalle Regioni del Nord.
Ma sul tema della riconfigurazione dell assetto e delle competenze regionali, sia la pretesa della autonomia rafforzata delle regioni del Nord, sia la richiesta di riorganizzazione in macroregione del Sud, possono essere
soddisfatte solo ed esclusivamente alla luce della clausola di Riserva sulle materie strategiche di «interesse nazionale».
Penso ad esempio alla rete dei trasporti, alla produzione e distribuzione dell energia, o alle infrastrutture in generale. Questo perché, come già evidenziato da Rispoli e dal sottoscritto in diverse sedi, non si può essere Sovranisti a metà, ovvero difendendo lo Stato Nazionale solo dalle ingerenze esterne, ma la Sovranità va difesa anche dagli attacchi interni alla sua integrità, che è la garanzia per i diritti e doveri dei tutti i cittadini.
Quanto all’approccio programmatico, il centrodestra deve giocare in attacco, affrontando i problemi che attanagliano la Regione con proposte radicali, facilmente comprensibili e magari anche provocatorie nel senso di provocare reazioni emotive con contrasti duri.
Di fronte ai fallimenti atavici la gente aspetta parole coraggiose.
Penso alla ripresa del Piano Rastrelli per la costruzione di Termovalorizzatori di fronte al fallimento di De Luca e di de Magistris, penso alla istituzione di una Agenzia Regionale per i fondi Europei, anche questo anno persi dalla Campania, penso alla proposta di fare entrare fondi privati nella gestione dei Trasporti ormai al collasso, con società a capitale misto e management privato, per garantire una mobilità persa da anni.
In conclusione penso che i cittadini campani aspettino proposte per i loro problemi non formule di alleanze di Palazzo.
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N.d.D.: L’articolo, scritto da Luciano Schifone (che qui si ringrazia), é stato pubblicato su sua gentile concessione.
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Fonte:
Luciano Schifone
Il Corriere del Mezzogiorno – ed. 22 ottobre 2019

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