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Direttore: Vincenzo Di Guida

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14 Ottobre 2019

Riscaldamento del pianeta? Ma se fa freddo…


Così esordiva Vittorio Feltri su uno dei numeri di “Libero” di maggio scorso, un mese davvero anomalo per le temperature rigide che si sono potute riscontrare in Italia.

In effetti la questione, ironizzata dall’irriverente Direttore, ha una sua serietà come è stato ben messo in evidenza da numerosi scienziati, tra cui il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia, che hanno apertamente parlato del problema del riscaldamento globale come una fake news ambientalista.

Sarà per questo che Greta Thumberg, la novella Pippi Calzelunghe svedese, non è stata insignita del Nobel dalla prestigiosa Accademia del suo stesso Paese.

Insomma l’ennesimo caso per cui “nemo propheta in patria”?
Non proprio.

Secondo un gruppo di cinquecento (!) scienziati appartenenti a tredici diverse nazioni le conclusioni a cui salta l’adolescente non sono suffragate da prove scientifiche. Anzi, il nutrito gruppo di accademici ha sottolineato come per il nostro pianeta sia del tutto normale alternare periodi di riscaldamento e di raffreddamento (NDR: come è bene esposto nell’immagine a corredo di questo articolo).

Nella «Dichiarazione europea sul clima» i cattedratici hanno ribaltato le conclusioni che hanno indotto Greta Thunberg a invocare all’Assemblea dell’Onu la mobilitazione mondiale.
Insomma il grido “Ci avete rubato l’infanzia!” lanciato dalla piccola Greta sarebbe del tutto fuori luogo.

In effetti, se si analizza bene il grafico, è vero che attualmente la Terra si sta riscaldando rispetto alla linea mediana tra le oscillazioni in positivo e negativo che hanno caratterizzato la vita del pianeta negli ultimi undicimila anni.
Insomma corrisponde a verità che, a partire dagli anni ‘30 del secolo scorso, la temperatura sta crescendo ma ciò non sarebbe dovuto all’azione nefanda dell’uomo. Infatti in epoche passate tali periodi di riscaldamento sono già avvenuti, senza poter addurre cause di inquinamento da gas serra, come ad esempio al tempo dell’antica Roma.

Dunque Greta ha ragione se si limita l’analisi dei dati nel breve lasso temporale degli ultimi 90 anni ma estrapolare questo trend sull’arco dei millenni è una operazione del tutto gratuita e pertanto errata.

La Terra, spiegano gli scienziati, è dotata di meccanismi di autoregolazione del clima su cui le attività umane influiscono per meno del 5%. Inoltre, se non è possibile fare previsioni meteo oltre le 4 ore (nelle 24 ore si parla, infatti, di tendenza e non di previsione), figurarsi se sia possibile prevedere cosa farà il clima tra cento o mille anni.

Ciò non vuol dire, ovviamente, che possiamo impunemente sverzare in atmosfera qualunque schifezza, per carità, ma solo che l’allarmismo di Greta Thumberg non è giustificato da basi scientifiche e, se è fuori di ogni sospetto la genuinità con cui la piccola svedese propaganda la tesi ambientaliste, non così sereni si può essere nei confronti di chi le sta dietro e specula diffondendo timori al momento scientificamente ingiustificati.

Insomma la piccola Greta Thumberg, con quella sua aria da pulcino bagnato impegnato in una impari lotta contro gli arroganti galli del pollaio internazionale, fa certamente tenerezza e non ha faticato a fare breccia nei cuori della gente comune diventando un caso mediatico ma da qui a darle un premio Nobel, avranno pensato i suoi stessi compaesani dell’Accademia svedese, ce ne corre.

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