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25 Settembre 2020

Una fuga romantica nella vigna del belvedere brindando con calici di Kin


Avete mai pensato come sorprendere il vostro partner facendo qualcosa di speciale? Se state cercando qualcosa di diverso, una pausa rilassante e romantica la Vigna del Belvedere a Loranzè, a pochi chilometri da Ivrea, è il luogo adatto di irresistibile fascino per chi desidera vivere e regalare un momento indimenticabile.
Circondato da dolci colline e verdi valli, la Vigna del Belvedere, in passato di proprietà della famiglia Giacosa da cui discende il famoso poeta Giuseppe Giacosa librettista di Giacomo Puccini, si trova nel Canavese, uno splendido angolo di Piemonte che racchiude un’infinità di tesori naturalistici, storici e artistici.
Il silenzio, i suoni della natura, i colori intensi in tutte le sfumature dei verdi, dei gialli e ocra, i sapori genuini di ricette secolari, le passeggiate, le gite culturali: tutto questo offre la Vigna del Belvedere, oggi di proprietà della famiglia Tappero Merlo, nella meravigliosa campagna del Canavese, da sempre scelta come meta dagli intenditori che si vogliono dedicare ad una vacanza, lontano dalla folla e in connessione con la natura, all’insegna del relax e del buon vino.
Infatti, in questa meravigliosa terra si produce KIN, un vino di grande struttura e longevità e ottenuto interamente da uve Erbaluce coltivate a guyot sui sabbiosi terreni dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, fiero baluardo dell’ultima era glaciale. KIN è uno scrigno olfattivo, da cui si sprigionano delicate sensazioni minerali e intense note di timo, rosmarino, erbe e fiori secchi di montagna. Ogni goccia di KIN contiene l’austera essenza del granitico animo del Monte Bianco, del Monte Rosa, del Cervino, del Gran Paradiso per ricordarci come solo il vino possa essere il rappresentante più autentico di un territorio ed il suo miglior ambasciatore.
“Sognavo di produrre un Erbaluce diverso dal solito. Un bianco da invecchiamento. Un vino che sapesse esaltare le caratteristiche del territorio e racchiudesse l’essenza dell’anfiteatro morenico e la forza del ghiacciaio che lo aveva generato. Un vino da assaporare nel tempo e che sapesse sprigionare quei sentori granitici ereditati dalle vette alpine che ne avevano generato il terreno. Un vino dal forte imprinting territoriale, nel quale fosse racchiusa la storia delle sue genti, delle sue tradizioni, di un vitigno antico e che celebrasse gli sforzi di una vita di un vecchio vignaiolo: Domenico Tappero Merlo per tutti KIN.
KIN era mio nonno. Un uomo semplice dai grandi ideali, dalla vita scandita dai tempi di vigna e cantina, perché nulla era più importante del suo vino, del suo Erbaluce. Era un artista. La vigna era la sua tela, l’Erbaluce il suo pennello, il sole, la pioggia, il terreno i suoi colori. Ogni anno ci presentava una nuova opera: l’ultimo suo vino. Ho ereditato da lui la passione per la vigna, la cura dei particolari, le pazienti osservazioni, cercando di interpretare al meglio la sua filosofia che si esprimeva con gesti semplici, di antica saggezza ed un profondo rispetto per la natura”.
Con queste semplici parole si descrive Domenico Tappero Merlo facendo apprezzare non solo il suo territorio ma anche il suo lavoro, la sua determinazione e la sua lungimiranza.
Molti sono i turisti che giungono in quest’angolo di Piemonte per apprezzare, gustare, comprare e vedere come si produce questo vino straordinario ma anche per respirare la semplicità e le tradizioni che qui sono rimaste quelle di un tempo.
“Nomen omen” sostevano gli antichi quando la sorte di qualcuno o qualcosa pareva conforme al significato del nome e lo stesso concetto vale oggi per “Kin”, “oro” in giapponese, l’Erbaluce di Caluso 2011 prodotto dal canavesano Domenico Tappero Merlo, che ha anche ottenuto la medaglia d’oro al Sakura Women’s Wine Awards, il più importante concorso enologico giapponese e seconda competizione mondiale di vini con giuria interamente al femminile, composta da oltre 400 donne, tra sommelier, buyer e giornaliste del vino. Una soddisfazione notevole per Domenico Tappero Merlo di cui è molto orgoglioso.
Accoglienza, trasparenza, bellezza naturale, modernità, sostenibilità e benessere sono tutti i requisiti della Vigna del Belvedere e del suo villino, impreziosito da caldi arredi e colori naturali dove ogni ospite può godere del paesaggio circostante rimanendo in un ambiente privato. Un luogo in cui si ha l’opportunità di dedicarsi alle degustazioni di vino, alla musica, alla poesia ma anche all’ascolto del silenzio per rigenerarsi ed entrare in contatto con la propria dimensione più profonda o con la persona che si ritiene unica e speciale.
Ogni momento è quello giusto per raggiungere la Vigna del Belvedere e lasciarsi alle spalle la quotidianità, riempirsi di nuove sensazioni, profumi e suoni. È l’espressione perfetta dell’amore per la natura, per l’ottimo vino, il buon cibo e per le tradizioni popolari, ingredienti perfetti per organizzare almeno un week – end che stupisca davvero tutti gli innamorati.

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