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7 Luglio 2020

Festa nazionale dei borghi autentici d’Italia nel cuore d’Abruzzo


Nella prefazione del 1964 del suo romanzo di esordio, “Il sentiero dei nidi di ragno” (1947), Italo Calvino sosteneva: <<Avevo un paesaggio. Ma per poterlo rappresentare occorreva che esso diventasse secondario rispetto a qualcos’altro: a delle persone, a delle storie>>. Lo scrittore si riferiva ad uno specifico periodo storico ma ciò che ci preme sottolineare è l’affermazione che, nella stesura del suo romanzo, il paesaggio è “lo scenario quotidiano di tutta la sua vita”.

Partiamo da qui, considerando (come recita la Convenzione Europea di Firenze del 2010) il Paesaggio la <<componente essenziale del contesto di vita delle popolazioni, espressione della diversità del loro comune patrimonio culturale e naturale, nonché fondamento della loro identità>>.

E’ proprio così che va inteso il paesaggio per Borghi Autentici d’Italia: l’insieme del patrimonio (naturale, fisico, sociale, culturale) di cui dispone e di cui è responsabile una comunità, l’espressione del modo in cui essa governa il proprio territorio per garantirsi la sopravvivenza, e possibilmente il benessere e, quindi, il testimone privilegiato del suo valore, garanzia di autenticità.

Il paesaggio, se valorizzato piuttosto che consumato, rappresenta la condizione fondamentale per lo sviluppo e la qualità della vita delle comunità. La questione della sua tutela, cura e valorizzazione va posta partendo da una sua accezione coerente a questa premessa: il Paesaggio come scenario di contesto della crescita sostenibile delle comunità locali.

Gli elementi che devono essere richiamati per l’elaborazione di un approccio metodologico e la definizione di una prassi d’intervento possono essere individuati nelle relazioni che si stabiliscono tra territorio e le persone che lo abitano, sia che lo vivano da tempo per condizioni di nascita sia che lo frequentino da poche generazioni in quanto nuovi ospiti motivati da aspirazioni economiche e sociali. 

La particolarità di grande parte dei territori italiani è quella di essere stati luoghi in cui la cultura materiale, sociale e storica, specifica di ciascun territorio è stata capace, nei secoli, di saper generare paesaggi unici e riconosciuti a livello globale quali detentori di valori universali ed imperituri di bellezza, armonia ed unicità.

La focalizzazione di cui si parla è quella del riuscire a generare, per i “Borghi Autentici d’Italia” una cultura del territorio in grado di contribuire alla valorizzazione di un paesaggio non più considerato statico ma in divenire, risultato delle attività che in esso si svolgono al punto da trasformarlo e/o generare nuovi paesaggi. Una trasformazione che deve, però conservare, l’antico paradigma dell’armonia tra le diverse dimensioni del vivere (cultura, società e ambiente) e favorire lo sviluppo di modelli che sappiano incorporare il paesaggio stesso nella dimensione dell’ospitalità.

Alla luce di queste considerazioni, la Festa Nazionale Borghi autentici d’Italia che, si svolgerà a Barrea (AQ) dal 30 agosto al 1 settembre  2019, rappresenta l’occasione per svelare l’Abruzzo “forte e gentile” quello dei tanti borghi, scrigno d’inestimabile valore culturale, inseriti, nella maggior parte dei casi, in uno specifico contesto naturalistico, quale quello dei tanti parchi nazionali e regionali presenti sul territorio con la loro preziosa biodiversità, e dotato anche di un’inestimabile offerta di qualità, con valori culturali e sociali.

La Festa Nazionale dei Borghi Autentici diventa, così, il contenitore di idee, di intrattenimento, di attrazione per contribuire a creare prospettive di sviluppo per portare nuova linfa all’Abruzzo e al Paese dei Borghi Autentici. 

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