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24 Settembre 2020

Calcio – I signori del mercato


A meno di una settimana dall’inizio del nuovo campionato di serie A, alcune importanti pedine devono ancora trovare la giusta collocazione sullo scacchiere. Stelle internazionali del calibro di Dybala, Rodriguez, Higuain e Icardi ancora non sanno con quale maglia affronteranno l’imminente stagione.

La questione è ancora molto ingarbugliata. Si susseguono notizie su possibili scambi di casacca, cessioni e prestiti che investono i principali club nazionali ed europei.

Ma in questa giostra, che è il calcio mercato, a condurre i giochi non sono soltanto le società con i rispettivi presidenti, staff tecnico e dirigenziale, quanto i mediatori dei giocatori.

Anzi, alla luce di quanto si assiste, si può affermare che il calcio è preda di procuratori ed intermediari. Lega calcio, federazione, presidenti e dirigenti di società, tecnici e calciatori ormai contano sempre meno. Il mondo del calcio è finito interamente nelle mani di figure non meglio definite. Di fatto, comunque li si voglia identificare nella qualità di procuratori, intermediari o agenti sportivi, si tratta sostanzialmente di figure che lucrano in modo spropositato attraverso la compravendita dei calciatori, facendone aumentare in modo esponenziale i prezzi, abbinando a transazioni interessanti, falsi affari.

Sulle negoziazioni concluse infatti, gli agenti incassano percentuali stellari, comparabili all’ingaggio del calciatore patrocinato, basti pensare a Mino Raiola o Jorge Mendes. Ma come si diventa procuratore, agente, manager di calciatori, possibilmente importanti? In effetti non è richiesta alcuna qualificazione particolare, a volte basta solo essere parente del soggetto assistito, come Nicolas Higuain o Wanda Nara (NDR: in foto, moglie e agente di Icardi). Tuttavia risulta necessario possedere quel particolare talento che contraddistingue gli affaristi e certamente aiuta una discreta dose di avidità e cinismo.

La strategia che governa l’azione del procuratore si fonda sostanzialmente su una dinamica semplice: la valutazione di un calciatore deve aumentare di anno in anno altrimenti il giro degli affari si blocca e di conseguenza anche le provvigioni.

Per le società invece non vale il valore assoluto del giocatore quanto il differenziale tra il costo d’acquisto e quello di vendita, vivendo di plusvalenze molto spesso anche artificiali. Tale evoluzione favorisce la crescita di una bolla speculativa che potrebbe travolgere l’intero sistema. Occorre perciò darsi una regolata per evitare che, a cominciare dai piccoli club, possa saltare in aria il banco con tutti i croupier.

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