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30 Settembre 2020

Facebook: dialoghi (oziosi) sulle navi ONG


Facebook, si sa, è il luogo dove talvolta si intavolano lunghe discussioni sui temi di cronaca che maggiormente appassionano le persone.
Non fa eccezione la questione dei migranti e il ruolo delle ONG che con le loro navi traghettano persone da poco fuori le acque territoriali libiche sin dentro i porti italiani.
Sul gruppo Facebook “Militari Prestati alla Vita Civile”, un gruppo di estimatori del mondo militare, sullo strascico di quanto è accaduto con la nave Alan Kurdi comandata dalla oramai famosa Carola Rackete, in prosecuzione a un post in cui ci si chiedeva se l’allontanamento della nave Alan Kurdi dalla SAR libica fosse relativa alla presa d’atto di pesanti conseguenze paventate a carico delle ONG armatrici, un interlocutore ha riportato la notizia apparsa su “Repubblica” circa il recupero di 72 corpi del naufragio avvenuto il giorno 1 luglio in Tunisia, ovviamente volendo significare la necessarietà dell’azione di tali navi.
Da qui ne è nata una pacata discussione tra il sottoscritto (che è anche moderatore del gruppo) e lo sconosciuto interlocutore:

Moderatore:
Purtroppo non condivido quanto asserito dai colleghi di Repubblica essendo fermamente convinto che le navi ONG incentivino, di fatto, i trafficanti di esseri umani e, purtroppo, le morti in mare.
Sicuramente, dal mio punto di vista, ci penserei bene prima di mettermi in viaggio sapendo che non c’è nessuno in mare che mi trasborda in Italia.

Interlocutore:
Tradotto facciamone affogare un po’ così non partono più. mentre le due navi erano oggetto di provvedimenti quanto meno discutibili a Lampedusa ne sono sbarcati 500 in parte soccorsi da guardia costiera e guardia di finanza. da quello che hai scritto anche questi avrebbero dovuto scoraggiare, lasciandoli affogare.

Moderatore:
non voglio polemizzare ma lei ha idea di quanto costi armare una nave e mantenerla in esercizio?
Si faccia due conti e si chieda da dove arrivano i soldi.
In genere basta seguire i soldi per capire quali sono gli interessi e da parte di chi.
Tra le altre cose non capisco come si possa considerare un naufrago chi scientemente vuol fare naufragio.
Sicuramente un atteggiamento premeditato che quelli del Titanic non ebbero!

Interlocutore:
i bilanci delle ONG sono pubblici e certificati, basta leggerli, non lo sono invece quelli dei partiti italiani, ed abbiamo visto i risultati. Quindi può seguire i soldi. Lo ha già fatto guardia di finanza e magistratura , accettandone la chiarezza. Se al mare trova un cretino che si è spinto troppo al largo non si preoccupi per lui, almeno fino a che non avrà verificato i documenti.

Moderatore:
se la Guardia Costiera trova uno che scientemente si mette in pericolo lo salva, per carità, ma poi gli manda il conto.
Stessa cosa per i Vigili del Fuoco o per l’elicottero del Soccorso alpino.
Anche se va in ospedale e simula un pronto soccorso la visitano ma poi le inviano il conto a casa.
È un principio universale salvare senza condizioni vite umane ma non chi si mette in pericolo volontariamente.

Interlocutore:
allora è giusto salvare e poi a terra la giustizia decide se va espulso o tenuto come rifugiato, oppure lo decidiamo al largo mentre quello tenta di nuotare? oppure nel dubbio lo lasciamo affogare?

Moderatore:
Infatti io gestirei la cosa diversamente.
Non appena una nave non autorizzata entrasse nelle acque territoriali italiane la abborderei e la sequestrerei.
Non le consentirei certo di arrivare quando e come decide il suo comandante in un porto travolgendo tutto e tutti e, meno che meno, di farla ripartire.
Guardi, e penso di chiudere qui, io non sono contro l’immigrazione se parliamo di immigrazione sostenibile che rispetta le regole.
Sono contro l’anarchia ossia il trovare il modo per violare le leggi con pretesti, forse anche condivisibili in qualche caso ma che gettano scompiglio e generano insicurezza di uno Stato colabrodo.
Non stanno bene le regole? Allora si cambino democraticamente in parlamento.
Naturalmente ciò vale anche per i tanti sbarchi fantasma perché mi rendo conto che il discorso ONG è solo una parte del problema. Ma mi rendo pure conto che la prima cosa è la certezza della legge e non consentire a chi ha grande risalto mediatico (ossia le ONG e le loro navi traghetto) di violentate le nostre leggi lo trovo un giusto segnale.
Tra le altre cose io no sono neppure contro le ONG, a patto che operino dove uno Stato non c’è, ossia non in Italia.
Si è parlato tanto in passato di certezza della pena nei processi ma prima, a mio avviso, bisognerebbe impegnarsi nella certezza dell’applicazione delle leggi e non fare tanti distinguo.
Immagino che conosca il motto latino: “dura lex sed lex”….

Interlocutore:
insomma ad evitare abbordaggi e di essere accusati i favorire l’immigrazione clandestina meglio lasciarli affogare. anche le leggi razziali erano leggi dello stato italiano anche se volute da un regime immondo. c’era chi obbediva e denunciava gli ebrei, e chi disobbediva e li nascondeva. a margine, se una nave olandese doveva andare in olanda, dove doveva andare una nave italiana? é giusto montare un palco mediatico che vede per giorni un veliero italiano fermo fuori delle acque territoriali per la libido di un ministro pregiudicat, poi ferma per ore in porto con la gente a bordo ed una miriade di agenti bloccati anche loro sul molo. La legge deve essere rispettata per prima dal governo.

Moderatore:
Non ho mai detto lasciamoli affogare. Non mi metta parole in bocca che non ho mai scritto.
Abbordare una nave che viola le acque territoriali di uno Stato sequestrandola, non mi pare significhi lasciare affogare nessuno.
D’altra parte anche se giro in auto senza revisione me la sequestrano e a nulla varrebbe dire che sono senza lavoro e non ho soldi per l’officina e dunque agisco per necessità.
Guardi se vuole dialogare senza derive politiche è benvenuto ma se vuole fare sfacciatamente propaganda politica su questo gruppo non mi trova d’accordo perché questo non è un gruppo pro o contro questo o quel politico.
Vede, qua siamo 1600 persone e se tutti volessero scagliarsi contro il politico di turno che gli sta antipatico sarebbe l’anarchia.

Interlocutore:
io non faccio propaganda politica, mi permettevo di sviluppare il suo discorso, “se non voglio violare la legge, non farmi abbordare e la mia barca batte bandiera italiana cosa devo fare? lasciare affogare. Penso che l’opzione di riportarli in libia ventilata e poi sconfessata, possa essere esclusa come assurda. in più se il mio paese ha appena detto ad una nave olandese di andare in Olanda per diritto di bandiera alla mia nave battente bandiera italiana è precluso qualsiasi altro porto. poi non minimizziamo con la revisione dell’auto, se vogliamo usare l’auto come esempio, se mi fermo di traverso sulla strada e blocco il traffico per soccorrere un un ferito steso sulla carreggiata nessuno mi multa. In merito alla legge ed ala sua applicazione pare che la magistratura si sia dimostrata di diverso avviso rispetto a chi ne ha sbandierato una draconiana quanto estemporanea applicazione. sono perla discussione pacata, e proprio per pacatezza negli ultimi due casi non esiteva ragione di abbordaggi perché le navi volevano andare dove gli abbordatori le avrebbero portate, è come fare dei posti di blocco per impedire a qualcuno di andarsi a costituire. in quanto al travolgere siamo seri. vorrei proprio conoscere quel bel tipo che ha datole regole di ingaggio alla motovedetta imponendogli di giungere fino alla interposizione fisica con una nave in manovra di poppa di notte.

Moderatore:
La nave che batte bandiera italiana è giusto che venga in Italia. Una nave spagnola, come la Open Arms, può dirigersi verso le Baleari raggiungendole in un paio di giorni. Sicuramente perde più tempo in questo tira e molla con le Autorità di uno Stato diverso dalla bandiera che batte.
Naturalmente ognuno è libero di seguire la propria idea ma è altrettanto ovvio che se ne devono accettare le conseguenze ed attendere che sia la magistratura a decidere.
Vede in Italia c’è la divisione dei poteri per cui la Marina o la GdF devono sequestrare chi, almeno apparentemente, viola le leggi.
È il così detto “fumus” (che non è quello dello spinello eh…😀) essendoci il quale l’Agente o l’Ufficiale di PG non può fare diversamente che intervenire.
Poi abbiamo tre gradi di giudizio in cui si può argomentare se fosse giusto o indebito il nostro comportamento è il sequestro.
Ma non è possibile che sia la Forza Armata o di Polizia a giudicare.
Guardi, non voglio minimizzare ma portare esempi facilmente comprensibili a tutti: se faccio un pronto soccorso e passo col rosso mi arriva il verbale.
Poi faccio ricorso al Giuduce di Pace e allegando il referto dell’ospedale il verbale sarà archiviato.
Ma il verbale nel frattempo mi arriva….

Interlocutore:
la magistratura deciderà, vige quindi la presunzione di innocenza, nel caso molto poco rispettata soprattutto da parte del governo. Oltre ad una serie di squallidi esseri che urlano al pirataggio ed all’assassinio. Il bloccare una nave con la nostra bandiera mercanteggiando un inviò presso altri porti e vietarle l’approdo per 40 persone è una cosa che ci fa perdere credibilità, a parte il lato morale della questione

Moderatore:
Certo che vige il principio di innocenza, ci mancherebbe, ma la nave resta sotto sequestro fino al termine della vicenda giudiziaria, i passeggeri identificati e rimpatriati (perché non credo nessuno di loro abbia regolare passaporto) e l’equipaggio resta, a spese dello Stato (ci mancherebbe), in Italia di modo di essere a disposizione degli inquirenti per la durata del processo in qualità di imputati.
D’altra parte non è stato così che abbiamo accettato per anni la permanenza in India dei nostri Marò?
Guardi, posto il sequestro della nave fino a fine vicenda giudiziaria, a mio avviso anche l’equipaggio, previo deposito di congrua cauzione a garanzia di presentarsi alle udienze, potrebbe addirittura essere rimpatriato…

Interlocutore:
ci sarebbe il diritto d’asilo per i profughi, previsto dalla nostra costituzione. Per i rimpatri di chi non ha diritto a restare, sarebbero opportuni, ma per chiara inefficienza ed incompetenza se ne fanno pochissimi. L’equipaggio non ha capi di imputazione. Rimangono i comandanti che per ora hanno avuto un primo esito favorevole dalla magistratura e non hanno vincoli. Il giudizio che invece ci sara in sede civile, ma che facilmente passerà anche a quella penale nei confronti del nostro ministro e dei suoi sodali, rischia di porci all’indice del mondo sociale, non perché gli altri stati siano migliori ma perché almeno non consentono in queste cose il tornaconto personale di cariche dello stato

Moderatore:
Mah, non amo fare previsioni giudiziarie e di ministri incappati in traversie giudiziarie potremmo fare un elenco lunghissimo, che va da sinistra a destra.
Meno che meno se non ho letto i fascicoli.
Si rischia di tirare sentenze sulla base di ciò che dice Repubblica o Il Secolo d’Italia!
Inoltre, sinceramente, di ciò che pensa il mondo non ci dovrebbe importare granché visto che il mondo non si cura del problema e ci lascia soli a gestire il problema.
L’Olanda dice che non gli importa se la Alan Kurdi batte la sua bandiera ma là i migranti non li vogliono. La Francia dice altrettanto e ha condannato una nostra connazionale per aver fatto quasi esattamente ciò che ha fatto la Rackete. La Spagna minaccia sanzioni milionarie alla ONG.
Vuoi vedere che ora gli altri fanno a scarica barile e i colpevoli siamo noi che, in un modo o nell’altro, facciamo?
Guardi, io racconto sempre che il buon Dante Alighieri gli ignavi li pose all’infermo. E non a caso.

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