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29 Settembre 2020

Lo scontro infinito


Dal principio dell’attuale legislatura abbiamo assistito a una serie pressoché inesauribile di scaramucce, battibecchi, litigi, scontri verbali, diatribe ideologiche e zuffe parlamentari tra i due partiti di governo, Lega e M5S e ancor più, scendendo a livello personale, tra Salvini e Di Maio con Conte nei panni dell’eterno paciere.
Questo continuo punzecchiarsi a vicenda, portando spesso il litigio ai limiti della rottura per poi trovare – quasi miracolosamente – un accordo all’ultimo istante, non mi ha mai convinto.
È possibile, dico io, che la storia si ripeta puntualmente ogni santo giorno per i motivi più disparati, dai migranti alla flat-tax, dai vaccini alla legittima difesa in una interminabile varietà di forme e sfumature, senza mai arrivare al punto di rottura che ormai tutti si aspettano e pensano sia il colpo di grazia a un governo agonizzante?
A mio avviso, in realtà il Governo è molto più solido di quanto si possa immaginare e sta attuando una perfetta strategia.
Facendo finta di litigare duramente su ogni argomento, un giorno sì e un giorno anche, fino a mezzo passo dalla rottura,
il governo toglie ossigeno all’opposizione che non può esprimersi in quanto ogni spazio è già stato occupato o dalla Lega o dal M5S.
Proviamo a farci caso: le parole con cui Zingaretti ieri o Tajani oggi criticano le azioni gialloverdi sono sempre e comunque armi spuntate, strali di seconda mano e cartucce a salve, perché non appena il cronista le annota si accorge, scorrendo il suo taccuino, che mezz’ora prima le ha dette ora Matteo ora Giggino con le stesse motivazioni e l’identica veemenza. E allora l’argomento non funziona più: l’appiattirsi sulle posizioni del nemico diventa un grosso ‘ooops!’ che chiude la bocca al criticone di turno che si accorge suo malgrado di risultare simpatico come un apino in mezzo alla strada. Ci sembra di vedere lo stato maggiore dei partiti d’opposizione, in pose pensierose che ricordano ‘i tre filosofi’ del Giorgione, arrovellarsi per trovare argomenti nuovi, in grado di far presa su un’opinione pubblica che sembra schifarli ogni giorno di più.
Invece niente da fare: per tanto che ci provino qualsiasi critica il governo se l’è già mossa da solo! E allora ogni timido guaito di un qualunque Martina o di un Brunetta (ormai dichiaratamente le due teste di ariete sacrificabili dei due maggiori partiti di opposizione) viene accolto dalla gente con un sonoro “cheppalle!” e morta lì.
Come si diceva, una strategia perfetta. Ogni ulteriore tentativo di critica sarebbe deleterio. Se non bastasse, l’opposizione verrebbe accusata di schierarsi ora con il M5S ora col la Lega, perdendo così ulteriori consensi e rendendosi attraente come il lavarsi i denti con la pasta d’acciughe.
L’unica a non averlo ancora capito è la signora Gruber che ogni sera apre 8 e mezzo dicendo:
“Nuovo scontro nel governo…”

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