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19 Aprile 2019

Storia e cultura del Messico precolombiano (1a parte)


Nella Valle del Messico, a prime culture arcaiche, i cui resti affiorarono sotto eruzioni vulcaniche, si sovrapposero, in differenti età storiche, due popolazioni di opposta provenienza: da sud, i Maya ed i Chorotega (spinti dall’avanzata dei Maya stessi); da nord, in successive emigrazioni, i Nahua, il cui nome significava “Chiaro Parlanti”.
Primi tra questi furono i Toltechi che, guidati dal demiurgo Quetzalcoatl, vi si stabilirono, nel VI secolo, dopo quasi duecento anni di peregrinazioni, sconfiggendo i barbari Otom. Dalla loro capitale, Tollan (oggi Tula), estesero il dominio su tutto il Messico centrale. Fondarono Teotihuacan e Cholula, stringendo rapporti commerciali con vaste zone confinanti. Adoratori del Sole ed astronomi, lasciarono imponenti piramidi mesoamericane; conobbero la scrittura e furono abili nell’agricoltura e nella lavorazione delle pietre preziose. Nel sud fu molto forte l’influsso dei Maya che, passati dal Guatemala nello Yucatan e nel Chiapas, ebbero con i Toltechi eccellenti relazioni. Agli inizi del XII secolo, il regno Tolteca, scosso da invasioni, lotte intestine e dalla carestia, si sgretolò inesorabilmente. Una parte di questa gente si stabilì nell’America centrale, alcuni nello Yucatan (dove combatterono come mercenari per i Maya) ed altri ancora si fusero, soprattutto a Texcoco, con i Chichimeca, nomadi provenienti dal nord. Tra le fila dei Toltechi e dei Maya, nel sud di Oaxaca e a Tehuantepec, con centro a Mitla e a Monte Alban, fiorirono due popolazioni di notevole cultura: i Zapotechi ed i Mixtechi. Rimasero tenacemente autonomi, soprattutto i Mixtechi, che furono tenaci avversari degli spagnoli. Ultimi ad arrivare nella Valle del Messico furono gli Aztechi. Dalla terra di Aztlan, dopo un peregrinare di quasi seicento anni, una volta giunti, verso la fine del XII secolo nell’altopiano dell’Anahuac, si stabilirono su un’isoletta del Lago Texcoco e vi fondarono, intorno al 1325, per ordine del dio Huitzilopochtli, Tenochtitlan, l’odierna Città del Messico. Dopo i regni di Camapichtli, Huitzilihuitl e Chimalpopoca, successori di Itzcoatl, loro primo imperatore (1427-1440), gli Aztechi dominarono i popoli della Valle come i Tepaneca ed i Texcocani; crearono la confederazione dell’Anahuac, tra Tenochtitlan (cui si unì nel 1473 Tlaltelolco), Texcoco e Tlacopan (conquistata in precedenza da Moctezuma I); estesero il loro influsso fino al Rio Panuco, al Golfo del Messico, all’Oceano Pacifico, alla frontiera con il Guatemala ed a Tehuantepec (regni di Axayacatl, Tizoc, Ahuizotl e Moctezuma II). Più che su basi militari, la loro espansione si fondò, essenzialmente, su rapporti, prima commerciali e, successivamente, tributari. Crearono un vasto complesso confederato, nel quale confluirono elementi socio-culturali dei Toltechi e dei Mixtechi.
Nell’altopiano messicano, le più antiche e rilevanti civiltà si svilupparono, come accennato, sulle rive del Lago Texcoco. Delle cosiddette “civiltà medie” di Copilco, Zacatenco, Ticoman e Cuicuilco, che si diffusero nei secoli immediatamente precedenti e seguenti la nascita di Cristo, restano scarsi documenti; essi provano, tuttavia, che gli antichi abitanti di quelle terre non erano propriamente dei primitivi. Le minute figure di argilla sono la prova tangibile che le religioni di quei tempi richiedevano simulacri degli dei; le macine di pietra, non molto dissimili da quelle ancora oggi usate, evidenziano che la loro alimentazione era già basata sull’uso del mais. Del resto, la loro lavorazione della selce e della ceramica ha portato fino a noi prodotti di pregiata raffinatezza.
La prima grande realtà archeologica messicana è quella proto-tolteca di Teotihuacan, sbocciata nella località omonima, a nordovest del Lago Texcoco, dai primi secoli dopo Cristo fino all’anno 1000. Questa città, centro religioso di primaria importanza, è dominata da due gigantesche piramidi, quella dedicata al Sole e quella dedicata alla Luna. Altro imponente edificio è il “Tempio di Quetzalcoatl”, con piramide terrazzata, le cui pareti conservano, quasi intatte, sculture rappresentanti il dio omonimo, dalla testa di serpente piumato. Sono ben conservate delle maschere funerarie, delle statuette fittili ed affreschi dallo stile vivo, naturalistico e surrealista. La civiltà dei Toltechi, alla quale vengono ascritte le manifestazioni culturali ed artistiche pre-azteche, fiorita a partire dalla civiltà di Teotihuacan, apportò degli elementi innovativi e determinanti, quali l’introduzione del rame, del calendario e l’uso dei segni grafici, grazie ai quali furono registrate le date. Le rovine della capitale Tula (Tollan), fondata nel X secolo, contengono sia una piramide che un altro tempio dedicato al dio Quetzalcoatl, adornato di pregevoli sculture; caratteristico, un cortile destinato al rituale del “gioco della palla” (che oggi chiameremmo pallacanestro), il cui risultato, al termine delle gare, era interpretato come presagio.
La civiltà azteca ereditò dai Toltechi elementi essenziali di vita, come la lingua Nahuatl, i costumi tribali, lo stile architettonico e plastico. Massimi centri urbani furono Tenochtitlan, la citata capitale appunto, fondata nel secolo XIV in un’isola centrale del Lago Texcoco, Texcoco stessa e Tlacopan. Gli Aztechi, nelle loro guerre di conquista, si avvalsero di lance, mazze incrostate di schegge di ossidiana (vetro vulcanico, la cui formazione è dovuta al rapidissimo raffreddamento della lava), propulsori, fionde e scudi rotondi per la difesa. Il loro sistema politico si presentava, all’epoca della conquista spagnola, compiuta da Hernan Cortes Monroy, dal 1519 al 1521, come una monarchia ereditaria. Il comando militare e quello politico erano divisi fra due capi, eletti dal Consiglio Supremo, costituito a sua volta dai membri rappresentativi di ciascun clan o calpulli (lett. “grandi case”, raggruppamenti di famiglie basati sul sistema patrilineare). La società, divisa nettamente in classi, comprendeva i nobili, il popolo, i mercanti e gli schiavi. Nell’educazione dei giovani, grande rilievo era dato all’insegnamento del mestiere delle armi. La base dell’economia era l’agricoltura, praticata con un attrezzo primitivo, quale il bastone da scavo (coa), ma con conoscenza dell’irrigazione. Oltre al mais, coltivavano cotone, tabacco, fagioli, pomodori, agave, etc.. Il commercio era molto sviluppato. L’elaborato calendario azteco, in parte influenzato da quello dei Maya, è giunto a noi attraverso annotazioni fornite dalle prime cronache spagnole, basate su spiegazioni degli stessi Aztechi. Al calendario rituale (tonal-pohualli), imperniato sulla successione di giorni e di settimane, si aggiungeva quello solare, composto di 365 giorni e suddiviso in 18 mesi, di 20 giorni ciascuno, oltre ad un “periodo nefasto” di 5 giorni. La combinazione del calendario rituale con quello religioso, permetteva di numerare gli anni, secondo cicli (xiuhmolpilli) di 52 anni solari.

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