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Direttore: Vincenzo Di Guida

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19 Aprile 2019

Mafia più mafia meno, al Papa cosa importa?


Oggi segnaliamo una vera corbelleria o…bergoglionata se preferite, a me piace definirla la summa esasperata di un pensiero progressista avulso dalla realtà e dalla storia,perché, la frase incriminata è sparita dal testo ufficiale della Santa Sede che trovate qui alla seconda risposta del papa mentre, come solo il diavolo sa fare con le pentole senza coperchi, non hanno pensato di correggere, tagliare il video ufficiale che noi ovviamente abbiamo salvato e che se, non l’hanno tolto,voi troverete nei riferimenti in calce a questo articolo (dal minuto 34:15).
La frase censurata dalla Santa Sede è stata però riportata da Avvenire qui,… e parlando dei migranti dice:
«ma sono delinquenti. Anche noi ne abbiamo tanti, eh! La mafia non è stata inventata dai nigeriani. E’….., un “valore”, fra virgolette, nazionale. La mafia è nostra, made in Italia, eh! E’ nostra…»
A prescindere che c’è, nella frase, una ingiuria al Popolo Italiano ed all’Italia stessa, alle Forze dell’Ordine, agli onesti giudici e magistrati.. e seppur non volendo certamente nascondere che in Italia c’è anche chi fa e vive di “mafia”, generalizzare con quel “è nostra; è made in Italia” è inaccettabile. Come dire che tanto siamo TUTTI mafiosi. Bergoglio è abituato a giocare con la frase: “siamo tutti peccatori” quasi fosse un vanto, una medaglia al valore… ora siamo tutti mafiosi, certo che è condannabile, ma intanto accogliamoci tutti! O se preferite la frase storpiata di Gesù: chi è senza peccato scagli la prima pietra, dimenticando tutto il resto, specialmente quel perdonare e NON PECCARE PIU’. Si potrebbe sorvolare quando Bergoglio parla a braccio perchè di cretinate… ops, no, di bergoglionate ne semina a vagonate tanto è vero che la frase non è stata messa nel testo ufficiale, segno evidente che hanno capito bene lo scivolone fatto mentre, Avvenire, dormendo sugli allori pubblica la frase (per altro più corretta, ma non dal testo) senza capire neppure il senso della frase e l’offesa… O forse sì! Ha capito l’offesa al popolo italiano ed essendoci Salvini, Ministro degli Interni, quale sfregio maggiore che sbattergli in faccia una frase del genere per creare un effetto domino?La frase finale, poi nel video, tolta dal testo ufficiale: tutti possiamo essere delinquenti!! Ma che significa? Tutti siamo nati col Peccato Originale, siamo TUTTI colpevoli ma nasciamo per essere convertiti, viviamo per redimerci, la scelta di essere delinquenti è un male assoluto, non una scelta che può giustificare una accoglienza indiscriminata!Senza perciò negare le responsabilità mafiose, delinquenziali, e chi più ne ha più ne metta di casa nostra, è evidente che la bergoglionata di papa Francesco è inaccettabile sotto molti punti d’osservazione ragionata. Il fatto che anche da noi abbiamo “molti delinquenti” che significa l’aggravamento di accoglierne altri? Siccome abbiamo tanti delinquenti italiani, possiamo accoglierne benissimo di altri, anche d’importazione; siccome in Italia abbiamo la mafia, possiamo benissimo accogliere mafiosi d’importazione… ma che ragionamento è mai questo? Detto da un Papa poi!!! Mafia, poi, che vuol dire? Qualcuno glielo dica a Bergoglio, deriva dall’arabo “Maehfil” che significava “adunanza, luogo di riunione”, molto in voga quando i musulmani invasero il sud dell’Italia e la Sicilia…. Poi col dialetto siciliano divenne “Ma-hias”, spaccone, spaccioneria, spavaldo e divenne riferimento alle adunanze segrete dei malfattori… Sono 40, 50 anni che lo Stato Italiano, con tutte le pecche di questo mondo e i difetti che gli sono propri, combatte la mafia… abbiamo avuto centinaia di morti nelle Forze dell’Ordine a causa della mafia, giudici e magistrati, ora ti arriva Bergoglio che afferma che da noi in Italia la mafia è “un valore, tra virgolette, nazionale; è nostra…”, come ad affermare che una mafia in più una in meno che cosa cambia? NULLA! come a dire che tanto non la si combatte, ce la teniamo, è nel nostro DNA… e che nessuno fa nulla per debellarla! Che gli frega a Bergoglio, insomma, se i servizi segreti hanno lanciato l’allarme sul crescente dinamismo della mafia nigeriana (NDR: riferimenti in calce), se la cronaca nera sia ormai zeppa di episodi legati a questa forma di terribile criminalità d’importazione, la quale non solo imperversa in Italia ma anche in Europa? Il quotidiano di “Palermotoday” da giorni sta lanciando allarmi preoccupanti sulla mafia nigeriana (NDR: riferimenti in calce), forse il vescovo Lorefice dovrebbe aprire gli occhietti…. Bergoglio dimentica che da noi, in Italia, i mafiosi sono considerati fuorilegge… e che ogni tanto una retata fa pulizia, sono perseguiti ai termini di leggi speciali.. e non nascondiamo che tra le due mafie possano infiltrarsi, o essersi infiltrate le connivenze… ma questo non giustifica una accoglienza indiscriminata. DISCRIMINARE non è una parolaccia, significa: FARE DISCERNIMENTO….. ecco come lo spiega il vocabolario: discriminare v. tr. [dal lat. discriminare, der. di discrimen «separazione», da discernĕre […] fatti in buoni e cattivi (B. Croce). Chi può rigettare, per il bene di una Nazione la giusta DISCRIMINAZIONE se questa non si fondasse sul discernimento tra ciò che è bene e ciò che è male? Caro Bergoglio, davvero, non se ne può più… perché non ti porti i cari nigeriani a Casa santa Marta? Ma non gli immigranti ripuliti e selezionati dalla tua cortigianeria, portati nel tuo residence quelli che quotidianamente inondano le strade italiane di droga, puttane e tanto schifo ancora. Mi viene un dubbio preoccupante. Durante la scena in pretorio quando Pilato chiese al popolo chi volete che vi liberi: Gesù o Barabba? Cosa avrebbe gridato Bergoglio? Dissertare invece sull’esistenza o meno della mafia nigeriana o di altre mafie sembra un esercizio di pignoleria semantica sterilissimo. Se papa Francesco non se la sente di chiamarle mafie, le classifichi pure come organizzazioni criminali. In tal caso nessuna barriera semantica impedirà la scoperta di associazioni delinquenziali con bandiera d’origine diversa da quella italiana. Come l’organizzazione tribal criminale, nigeriana per l’appunto, che fu coinvolta nel macabro omicidio rituale di Pamela Mastropietro. Per non parlare del traffico di esseri umani che ha sì come punto d’arrivo, talvolta, la mafia italiana, ma che esiste grazie ad una fitta rete di delinquenti dall’Africa subsahariana fino alla Libia. Insomma, le organizzazioni criminali non hanno bandiera o colore, ma sono, purtroppo, universali e si alimentano e si rafforzano proprio laddove lo Stato, i suoi confini e le sue leggi non vengono rispettati. Le mafie, dunque, sopravvivono proprio dove i porti sono aperti e le frontiere non esistono.
Veniamo ora al secondo punto affrontato da Bergoglio, in particolare quando afferma che anche l’Europa è stata fatta da migranti. I barbari, i celti. Tutti questi che venivano dal nord e hanno portato le loro culture.
Anche in questo caso, più che una dichiarazione del santo padre, sembra di essere di fronte all’interrogazione di un alunno storicamente molto impreparato. Non occorrono specializzazioni accademiche di sorta per sapere quanto culturalmente buio fu il periodo delle “invasioni barbariche” che, tra le altre cose, causarono la dissoluzione dell’Impero romano. Entità sì dominatrice, ma faro di quella cultura, soprattutto legale, chiamata in causa da Bergoglio. Dei barbari del nord si ricordano con piacere le folcloristiche usanze che adoperavano presso i loro villaggi, non con altrettanto entusiasmo si ricordano invece le scorribande in Italia, con razzie, stupri e saccheggi annessi. Anche Attila era un migrante, per intenderci. Andando a ritroso nel tempo dallo stesso Antico Testamento si ricava un concetto di “migrazione” tutt’altro che pacifico. Nei passi dell’Esodo e del Deuteronomio i discendenti di Giacobbe guidati da Mosè e dai profeti successivi, migrano dal deserto verso la “Terra promessa” e, dietro “ordine divino”, portano la guerra, con le sue atrocità annesse, ai popoli che ivi abitavano (come i moabiti e gli ammoniti, tra l’altro popoli imparentati con gli stessi israeliti). Tutto questo per dire che la migrazione è sempre negativa? No. La migrazione è un fenomeno complesso che va attentamente analizzato nelle sue precise cause storiche e nelle sue conseguenze nell’immediato e per il futuro. Alla stregua di certe semplificazioni leghiste, l’analisi proposta da Bergoglio è del tutto insufficiente per avere una chiara lettura del fenomeno. E se il massimo livello della Chiesa cattolica non è in grado di dare risposte in tal senso, tutta l’istituzione ha un grosso problema. Non c’è dubbio che il dialogo interculturale sia processo da favorire. Rimane però il fatto che il dialogo, per essere tale, ha bisogno di reciprocità. E non sempre i migranti sono realmente intenzionati al confronto. Spesso si rinchiudono nelle loro comunità e attorno ai loro costumi. Altre volte ancora prevalgono violenza e voglia di prevaricazione. Per il Papa siamo tutti uguali. Però le responsabilità della varie comunità dovrebbero essere riconosciute con obiettività. Non ci può mai essere qualcuno più “uguale” degli altri. Chi invade signor Francesco non si integra ma affossa culture e tradizioni secolari ed è quello che stiamo vivendo oggi ma forse lei è impegnato a riscrivere la storia ed è per questo che la invito a ristudiare per benino proprio la storia.
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Riferimenti:
www.m.youtube.com/watch?v=t8XS_1_rbNU&t=2080s
www.m.youtube.com/watch?v=r5k1cSL4ZpY
www.avvenire.it/papa/pagine/udienza-papa-studenti-collegio-san-carlo-milano
www.palermotoday.it/cronaca/ballaro-mafia-nigeriana-prostituzione-droga-arresto.html

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